Venezia 2026, cosa accade quando incontriamo la persona giusta ma al momento sbagliato? Secondo Nanni Moretti succederà…prima o poi
Succederà questa notte, la recensione del film di Nanni Moretti: Matteo e Greta si incontrano in un campo da tennis, ma non è il momento giusto

L’amore è un fatto. Accade: più, o meno, o per niente smisuratamente. Certo è che nessuno ha mai sentito dire a qualcun altro di volersi innamorare solo "un po’": Le regole dell’amore le fanno gli amanti, ma quella che Nanni Moretti prova a spiegare nel suo "Succederà questa notte", in concorso a Venezia, le contiene tutte. Ispirandosi ai racconti di Eshkol Nevo, il regista qui sceneggiatore insieme a Federica Pontremoli e Valia Santella ha teso un filo tra le teorie dell’amore, vissuto, corrisposto, osteggiato, impossibile, fugace o sempiterno. I protagonisti che sceglie di raccontare sono persone che non hanno nulla da perdere ma potrebbero perdere tutto, un uomo e una donna che continuano a scontrarsi fino a esistere e coabitare nelle proiezioni di vita dell’altro.
Nel cast del film, che arriverà in sala il 3 dicembre 2026 con 01 Distribution, Louis Garrel, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro, Melina Åkerman, Elena Lietti, Andrea Lattanzi, Antonio De Matteo e Nanni Moretti, che interpreta il padre di Greta.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsApp"Succederà questa notte" di Nanni Moretti: la recensione del film
Matteo (Louis Garrel) sta tornando in Italia con il figlio neonato avuto con la sua compagna diciannovenne Thea (Melina Åkerman-Kvie). All’aeroporto però Thea scompare dalla loro vita. Passano sette anni, Matteo non riesce a intrattenere relazioni durature, l’unico vero impegno che mantiene è la partita di tennis con suo fratello. Durante uno scambio entra in campo Greta (Jasmine Trinca), che in abito da sposa si toglie le scarpe, conquista un set, li ringrazia e torna a celebrare il suo matrimonio con l’uomo con cui ha scelto di trascorrere la sua vita.
Matteo si innamora di lei, subito, in modo travolgente, letterario, quasi fiabesco. Non fa che pensare a lei, ogni giorno per i successivi sette anni. Idealizza e ricama una storia a partire da un solo filo di cui è lui l’unico a tenere il capo. Finché non la incontra una volta, per caso, e poi ancora un’altra volta finché decide di fermarsi. Non c’è un momento giusto, c’è solo il presente.
L’amore li travolge, un amore buffo, ingenuo, incontaminato negli spazi sicuri in cui riescono a trovarsi, non c’è vergogna, malizia, si amano conoscendosi e si conoscono amandosi. Ballano fino a cadere stremati per terra, si baciano ancor prima di baciarsi su un vetro appannato di intenti. Sono trasparenti e parlano di noi, con le fragilità e la paura di perdere il controllo, sospesi tra la sicurezza delle priorità e dei rapporti solidi e l’urgenza di sentirsi vivi e ancora in tempo per tutto.
Il titolo del film, fateci caso, non ha il punto interrogativo
Succederà. Non importa quando, in quale momento della storia, questi due protagonisti di cui vi parlo si ameranno. E accadrà questa notte, sembra dire Nanni Moretti.
Accade infatti mentre lo guardiamo, prosegue mentre ne stiamo parlando. Continua a vibrare dentro come una storia d’amore alla quale è impossibile rimanere indifferenti. Chi si ama sa costruire case ovunque, ogni posto ha il tetto, ogni gesto è un metro quadro di vita pensata e Matteo e Greta sospendono il tempo di chiunque gli creda: non è uno sfizio, è tutto o niente, è l’incapacità di adeguarsi a una vita fuori dal perimetro dell’altro.
Si può star bene in compagnia di tanti esseri umani, interessanti esseri umani, stimolanti, stravaganti, passionali coinquilini.
Ma questo tipo di amore è diverso, è quello per cui vale la pena chiedersi chi siamo e come vogliamo essere visti. L’affresco di Moretti, intriso della tipica comicità drammatica che gli permette di strappare un sorriso senza diventare straniante, è melanconico e struggente, tratteggia una fanciullezza ingombrante che viene voglia di rubare.
