Venezia 2026, tutto quello che c'è da sapere: 5 film italiani in concorso, Favino con Veronesi in chiusura e il debutto seriale con Emanuela Fanelli

Presentato il programma di Venezia 2026, con Giovanni Veronesi che chiude fuori concorso con "Dio Ride". Tutto quello che c'è da sapere sull'edizione 83, ricca di grandi novità

Libero Magazine

Libero Magazine

Redazione

Libero Magazine è il canale del portale Libero.it dedicato al mondo della televisione, dello spettacolo e del gossip.

Il Lido di Venezia torna dal 2 al 12 settembre 2026 per l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. La presentazione del programma in diretta streaming, condotta dal presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco e dal direttore artistico Alberto Barbera, ha delineato una mappa ricca di visioni, grandi autori e talenti emergenti. Barbera ha ribadito la centralità della kermesse come straordinario strumento di conoscenza del reale, che sa ancora trasformare le tensioni contemporanee in narrazioni universali. Apre Ink di Danny Boyle, mentre Dio ride di Giovanni Veronesi conclude la Biennale fuori concorso. Ma quali sono le novità di Venezia 83? Scopriamole tutte.

I film in Concorso a Venezia 2026

La selezione principale comprende 20 opere concepite come un vero e proprio riflesso del reale. Ad aprire ufficialmente la competizione il 2 settembre, subito dopo la serata inaugurale, sarà Ink di Danny Boyle, che vede Guy Pearce – affiancato da Jack O’Connell nei panni del direttore Larry Lamb e da Claire Foy. – nei panni del magnate dei media Rupert Murdoch per raccontare la nascita dello spregiudicato tabloid britannico The Sun.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

L’Italia si ritaglia un ruolo di primissimo piano all’interno della gara per il Leone d’Oro. Oltre a Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis – che a quarant’anni dalla fine della dittatura argentina racconta di un ex internato (interpretato da Adriano Giannini) chiamato a testimoniare contro i suoi torturatori – e a Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis con Vanessa Scalera, il Concorso segna il grande ritorno in Laguna di Nanni Moretti con Succederà questa notte, interpretato da Louis Garrel e Jasmine Trinca. E poi c’è L’estranea, horror psicologico di Paolo Strippoli con Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi. A completare la rappresentanza italiana è The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, opera dal respiro internazionale con Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon, nata dall’ultima sceneggiatura scritta da Bernardo Bertolucci che il maestro non fece in tempo a realizzare.

Tra i grandi maestri internazionali troviamo Werner Herzog con Bucking Fastard, opera incentrata sulle gemelle Chaplin che vanta un cast composto da Kate Mara, Rooney Mara e Orlando Bloom. Si rivedono al Lido anche grandi firme del cinema asiatico come Hirokazu Koreeda con Look Back e Lee Chang-Dong con Ga-Neung-Han Sa-Rang (Possible Love), affiancati dall’attesissimo ritorno di Martin McDonagh che in Wild Horse Nine riunisce John Malkovich e Sam Rockwell.

Il quadro dei venti titoli in gara si completa con Company di Casey Affleck, Kami Nour (A Bit of Light) dell’iraniano Ali Asgari, Un bon petit soldat di Stéphane Brizé, Kvinde Ukendt (Woman Unknown) della danese May el-Toukhy, 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn, il monumentale progetto Dau di Ilya Khrzhanovsky, Primetime di Lance Oppenheim con Robert Pattinson e Un peu avant minuit di Nicolas Pariser.

La chiusura della Mostra, prevista per sabato 12 settembre dopo la cerimonia di premiazione, è affidata al film fuori concorso Dio ride, scritto e diretto da Giovanni Veronesi. L’opera schiera un imponente cast guidato da Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando, affiancati da Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi. A guidare le cerimonie ufficiali di apertura e chiusura sul palco del Palazzo del Cinema saranno gli attori Greta Scarano e Nicolas Maupas.

La giuria di Maggie Gyllenhaal e i Leoni alla carriera

A presiedere la giuria internazionale chiamata ad assegnare il Leone d’Oro e i premi ufficiali sarà l’attrice, regista e sceneggiatrice statunitense Maggie Gyllenhaal, già trionfatrice al Lido nel 2021 per la miglior sceneggiatura con La figlia oscura. Al suo fianco lavorerà un parterre trasversale composto dalla regista tunisina Kaouther Ben Hania, dal compositore britannico Daniel Blumberg, dal docente universitario italiano Francesco Casetti, dal regista francese Xavier Giannoli, dalla regista afgana Shahrbanoo Sadat e dal maestro del cinema di Hong Kong Johnnie To.

I Leoni d’oro alla carriera di questa edizione andranno all’attrice Ellen Burstyn e a George Clooney, che ha accolto il riconoscimento definendo Venezia il suo festival preferito e commentando con la solita ironia come questo premio sia un onore immenso che testimonia anche il passare del tempo.

La preapertura e l’omaggio a Tinto Brass

La kermesse inizierà ufficiosamente martedì 1° settembre in Sala Darsena con un omaggio al cinema sperimentale di Tinto Brass. La serata di preapertura proporrà la proiezione in prima mondiale del restauro in 4K di Col cuore in gola, il thriller pop del 1967 interpretato da Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin.

Curato dal Centro Sperimentale di Cinematografia con il sostegno di Netflix, il recupero di quest’opera giovanile mostra al pubblico lo stile degli anni Sessanta del regista, impreziosita dalla consulenza grafica di Guido Crepax.

Fuori concorso tra Guadagnino e Russell Crowe

Tra le proiezioni speciali e gli eventi fuori concorso troviamo due progetti monumentali e del tutto inediti. Da un lato c’è Joie de vivre di Luca Guadagnino, un documentario "mostro" della durata di ben 7 ore in cui il regista analizza in modo profondo ed esaustivo la cinematografia di Bernardo Bertolucci.

Dall’altro si posiziona l’esordio dietro la macchina da presa di Russell Crowe con What Love Builds, un film concerto e confessione in cui l’attore neozelandese ripercorre la propria carriera artistica concentrandosi in particolar modo sul suo profondo legame con la musica.

Venezia Spotlight e le visioni internazionali

La sezione Venezia Spotlight raccoglie otto titoli fuori dai canoni tradizionali, che si muove tra forme visive e linguaggi innovativi attraverso proiezioni accoppiate a incontri d’approfondimento. L’apertura della sezione è affidata a Sumo: Spirit Weighs Nothing di Erik Shirai.

Il percorso prosegue con opere internazionali come Conversation with the Sea di Muayad Alayan, Hombre al Agua di Gael García Bernal, Serpenti di Roberto De Paolis, Furies di Rami Kodeih, Guria di Levan Koguashvili, Ground Floor di Gábor Reisz e I Matter di Alina Șerban.

Orizzonti, il ricco vivaio italiano e le nuove tendenze

La sezione Orizzonti, dedicata ai nuovi linguaggi e ai talenti emergenti, presenta una selezione di 19 lungometraggi con una fortissima impronta del cinema italiano contemporaneo. Ad aprire la sezione sarà La ragazza con la Leica di Alina Marazzi. L’Italia schiera poi l’esordio alla regia di Anna Foglietta con Una storia, nel cui cast figura Alba Rohrwacher, e l’adattamento de La città dei vivi dal romanzo di Nicola Lagioia, firmato da Edoardo Gabbriellini con Valerio Mastandrea protagonista. Completa la pattuglia tricolore I figli della scimmia di Tommaso Landucci, che vede Riccardo Scamarcio nei panni di un padre devoto alla cura del figlio disabile.

Orizzonti si completa con Yak Mai (indicato anche come The Burning Giants) di Phuttiphong Aroonpheg, What Belongs to Others di Grzegorz Dębowski, Moragheb (o Falling House) di Mohsen Gharaei, Too Much Sugar di Robert Greene, The Difficult Bride di Rubayat Hossain, La Maison Du Vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu, A Day In The Life Of Jo: Chapter Phaedra di Jacqueline Lentzou, Oasis di Jannis Lenz, Until The Day Ends di Jelena Maksimovic, La Moula di Jerome Pierrat, Lovers In The Blue Night di Anuparna Roy, Un Detour Par Diane di Ann Sirot e Raphaël Balboni, The Color of the Sun di Xavier Tera, Eklipse di Manuel Wetscher e Big Little Things di Michelle Zhou.

La serialità d’autore, la satira surreale di Peccato

Nel palinsesto seriale, la Mostra concentra l’attenzione su una singola proposta autoriae. L’unica serie in programma è infatti Peccato, mockumentary comedy diretto da Valerio Vestoso per HBO Max e scritto dallo stesso regista con Giulio Somazzi ed Emanuela Fanelli, già madrina della scorsa edizione della Mostra.

La sceneggiatura prende forma attorno a un pretesto surreale ambientato nel 2049: una sessantatreenne Fanelli ha abbandonato il mondo dello spettacolo per vivere isolata in Valle d’Aosta. Attraverso un finto documentario che tenta di fare luce sul misterioso scandalo che ne causò il ritiro, la serie integra finzione, reperti d’archivio e interviste per riflettere sul sistema mediatico e sul mito della celebrità. All’operazione partecipa un ricchissimo cast di volti noti del cinema e della cultura, da Stefano Accorsi ad Alessandro Borghi, passando per Paola Cortellesi, Sabrina Ferilli, Valerio Mastandrea, Geppi Cucciari, Anna Bonaiuto e i registi Paolo Virzì e Ferzan Özpetek.

Film on Films: la nuova casa per il cinema che racconta se stesso

Tra le novità strutturali più rilevanti di Venezia 83 troviamo la nascita di Film on Films, una nuova sezione autonoma interamente dedicata ai documentari sulla storia del cinema, i suoi protagonisti e la sua memoria. Questa decisione permette a Venezia Classici di concentrarsi esclusivamente sul restauro delle pellicole del passato.

A guidare questa nuova sezione è l’attesissimo Joie de vivre di Luca Guadagnino, una monumentale opera di 435 minuti (pari a ben sette ore e quindici) dedicata a Bernardo Bertolucci. Il cartellone di Film on Films si arricchisce poi di altre opere di rilievo come Juso per ferie di Karen Di Porto, Nino – Un film su Nino Rota firmato da Walter Fasano, The Pervert’s Guide to Utopias della cineasta Sophie Fiennes, Twist and Shoot, Mister Suzuki di Yves Montmayeur e Intermission del regista hongkonghese Yonfan.

Fuori Concorso Non Fiction: dal doc su Renzo Rosso alla reunion degli Oasis

La selezione Fuori Concorso – Non Fiction schiera undici titoli firmati da alcune delle voci più autorevoli del settore documentaristico, tra cui due italiani: Nessun Dolore di Gianni Amelio e Scherzetto di Mario Martone. Tra le firme internazionali ecco i nomi di Alex Gibney con Musk, Amos Gitai con The Road to Jericho, Barbara Kopple con Union Town, Victor Kossakovsky con Holy Wood Dust e Mariano Llinás con la sua Biografía de Jorge Luis Borges. A questi si affiancano Burgundy di Michael Dweck e Gregory Kershaw, Citizen Osama di Ahmed Hassouna e Letters from the Silenced Country di Andrei Kutsila.

Sul fronte italiano fa discutere ed incuriosisce Be Brave di Francesco Carrozzini, ritratto del fondatore di Diesel Renzo Rosso. Barbera lo ha descritto come il primo lungometraggio documentario italiano interamente realizzato attraverso l’impiego dell’intelligenza artificiale usata come strumento sperimentale, mantenuta però sotto il rigoroso controllo creativo del regista.

Spazio anche al debutto alla regia dell’attore Russell Crowe con What Love Builds, un toccante film-concerto e confessione sulla sua carriera musicale e personale. Evento nell’evento sarà infine la prima mondiale di Don’t Look Back In Anger di Dylan Southern e Will Lovelace, il film che documenta la storica reunion degli Oasis, con immagini inedite di backstage e le prime interviste congiunte dei fratelli Gallagher dopo vent’anni. Liam e Noel hanno già promesso la loro presenza al Lido per accompagnare l’opera.

Film in Concorso

  • Ink di Danny Boyle (Film d’Apertura)
  • Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis
  • Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis
  • Succederà questa notte di Nanni Moretti
  • The Echo Chamber di Andrea Pallaoro
  • Bucking Fastard di Werner Herzog
  • Look Back di Hirokazu Koreeda
  • Ga-Neung-Han Sa-Rang (Possible Love) di Lee Chang-Dong
  • Wild Horse Nine di Martin McDonagh
  • Primetime di Lance Oppenheim
  • Un peu avant minuit di Nicolas Pariser
  • Company di Casey Affleck
  • Kami Nour (A Bit of Light) di Ali Asgari
  • Un bon petit soldat di Stéphane Brizé
  • Kvinde Ukendt (Woman Unknown) di May el-Toukhy
  • 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn
  • Dau di Ilya Khrzhanovsky
  • L’estranea di Paolo Strippoli

Fuori Concorso – Fiction & Eventi Speciali

  • Dio ride di Giovanni Veronesi (Film di Chiusura)
  • Col cuore in gola (1967) di Tinto Brass (Film di Preapertura – Versione restaurata 4K)

Fuori Concorso – Cortometraggi

  • Flesh Impact di Maggie Gyllenhaal
  • Wild Asparagus di Avi Mograbi
  • They’re Here di Laura Poitras e Rachel Mueller

Fuori Concorso – Non Fiction

  • Be Brave di Francesco Carrozzini
  • What Love Binds (ex What Love Builds) di Russell Crowe
  • Burgundy di Michael Dweck e Gregory Kershaw
  • Musk di Alex Gibney
  • The Road to Jericho di Amos Gitai
  • Citizen Osama di Ahmed Hassouna
  • Union Town di Barbara Kopple
  • Holy Wood Dust di Victor Kossakovsky
  • Letters from the Silenced Country di Andrei Kutsila
  • Biografía de Jorge Luis Borges di Mariano Llinás
  • Don’t Look Back In Anger di Dylan Southern e Will Lovelace
  • Nessun Dolore di Gianni Amelio
  • Scherzetto di Mario Martone

Film on Films

  • Joie de vivre di Luca Guadagnino
  • Juso per ferie di Karen Di Porto
  • Nino – Un film su Nino Rota di Walter Fasano
  • The Pervert’s Guide to Utopias di Sophie Fiennes
  • Twist and Shoot, Mister Suzuki di Yves Montmayeur
  • Intermission di Yonfan

Venezia Spotlight

  • Sumo: Spirit Weighs Nothing di Erik Shirai (Film d’Apertura della sezione)
  • Conversation with the Sea di Muayad Alayan
  • Hombre al Agua di Gael García Bernal
  • Serpenti di Roberto De Paolis
  • Furies di Rami Kodeih
  • Guria di Levan Koguashvili
  • Ground Floor di Gábor Reisz
  • I Matter di Alina Șerban

Orizzonti

  • La ragazza con la Leica di Alina Marazzi (Film d’Apertura della sezione)
  • Una storia di Anna Foglietta
  • La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini
  • I figli della scimmia di Tommaso Landucci
  • Yak Mai (The Burning Giants) di Phuttiphong Aroonpheg
  • What Belongs to Others di Grzegorz Dębowski
  • Moragheb (Falling House) di Mohsen Gharaei
  • Too Much Sugar di Robert Greene
  • The Difficult Bride di Rubayat Hossain
  • La Maison Du Vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu
  • A Day In The Life Of Jo: Chapter Phaedra di Jacqueline Lentzou
  • Oasis di Jannis Lenz
  • Until The Day Ends di Jelena Maksimovic
  • La Moula di Jerome Pierrat
  • Lovers In The Blue Night di Anuparna Roy
  • Un Detour Par Diane di Ann Sirot e Raphaël Balboni
  • The Color of the Sun di Xavier Tera
  • Eklipse di Manuel Wetscher
  • Big Little Things di Michelle Zhou

Serie TV

  • Peccato di Valerio Vestoso

Potrebbe interessarti anche