Venezia 2026, 8 film che (forse) non avete notato: l'omaggio a Marilyn Monroe di Maggie Gyllenhaal non è l'unica sorpresa da scoprire
Maggie Gyllenhaal, Luca Guadagnino e Wim Wenders: i film più sorprendenti di Venezia 2026 sono anche quelli che rischiano di passare inosservati al Lido.

La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2026 è in programma al Lido dal 2 al 12 settembre, con l’83°edizione che porta in laguna venti film in corsa per il Leone d’Oro. La stampa si è giustamente concentrata sui ritorni più attesi, come quello di Nanni Moretti in concorso per la prima volta dal 1989, Martin McDonagh con il seguito spirituale degli Spiriti dell’isola e Lee Chang-Dong che torna al lungometraggio dopo otto anni. Ma il cartellone ospita in totale 88 titoli distribuiti nelle diverse sezioni del programma. È in questo territorio meno battuto, tra fuori concorso, cortometraggi, Venice Spotlight e sezioni parallele, che spesso si annidano le opere più sorprendenti, personali e rischiose del festival. Ecco una mappa di quei film che, probabilmente, leggendo il programma vi siete persi e che meritano più attenzione.
Venezia 2026, le sorprese che rischiano di rubare la scena ai film in concorso
Fervono i preparativi per la Mostra del Cinema di Venezia 2026 e, il programma, vede la presenza di grandi nomi e titoli. Tuttavia, ci sono altri titoli interessanti da tenere d’occhio perché potrebbero rubare la scena ai ‘big’. Eccone alcuni:
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Entra nel canale WhatsAppFlesh Impact (cortometraggio, fuori concorso)
È il titolo che ha già catturato più curiosità, e non solo per la firma che porta. Si tratta di un omaggio a Marilyn Monroe nel centenario della nascita, realizzato da Maggie Gyllenhaal (quest’anno anche presidente della giuria internazionale) con Dakota Johnson ed Ellen Burstyn. Quest’ultima veste i panni di una Marilyn immaginaria, invecchiata e mai conosciuta dal pubblico, mentre Johnson incarna la diva all’apice della fama. Il film propone dunque una Marilyn che non è mai esistita: non la star fulminata a 36 anni, ma una donna sopravvissuta a sé stessa e alla propria leggenda, invecchiata in un anonimato impossibile. La scelta di due interpreti per uno stesso corpo, giovane e anziana, porta a riflettere sulla dissociazione tra icona e persona, tra carne e immagine.
The Basics of Philosophy (fuori concorso)
Il film è diretto da Paul Schrader, con Jack Huston e Sofia Boutella. Al centro della storia c’è un professore di filosofia represso, tormentato dal senso di colpa per una decisione del passato e costretto ad affrontarne le conseguenze quando la vittima ricompare nella sua vita. La trama è un territorio già familiare per Schrader, da sempre ossessionato dal peccato, dalla redenzione impossibile e dalla colpa che non si lascia seppellire. Qui la vittima che ritorna ha tutto il sapore di un’incarnazione del rimorso.
They’re Here (cortometraggio, fuori concorso)
È diretto da Laura Poitras e Rachel Mueller e utilizza immagini inedite delle proteste in Minnesota contro i raid dell’ICE promossi dall’amministrazione Trump. Poitras, una delle documentariste più coraggiose del cinema contemporaneo, porta al Lido un’opera di urgenza politica diretta. Il cortometraggio non racconta la protesta dall’esterno ma dall’interno, con materiale inedito che diventa documento e testimonianza. In un festival che ospita anche Musk di Alex Gibney, c’è spazio anche lei.
Guria (Venice Spotlight)
Il film è diretto da Levan Koguashvili ed è ambientato nella Georgia occidentale. Il regista georgiano torna a raccontare le marginalità umane con uno sguardo che mescola commedia amara e malinconia profonda. Un film in bianco e nero ambientato nella regione costiera della Georgia evoca un cinema di atmosfera, dove il paesaggio si fa personaggio e le storie piccole diventano universali.
Joie de vivre (fuori concorso, Film on Films)
Luca Guadagnino presenta un documentario su Bernardo Bertolucci della durata di sette ore. La cifra smisurata non è una provocazione ma una sorta di dichiarazione poetica. Guadagnino, che deve molto al maestro bolognese, costruisce evidentemente un’opera-omaggio che è anche un’autobiografia indiretta, un viaggio nella propria formazione.
From Inside Out – The Architecture of Peter Zumthor (fuori concorso, Non-Fiction)
Il documentario è diretto da Wim Wenders e si concentra sull’architetto svizzero Peter Zumthor, uno dei pensatori dello spazio più radicali e influenti del Novecento. Wenders ha già esplorato l’architettura come medium spirituale (da Tokyo-Ga a Pina) e unisce il proprio sguardo a quello di Zumthor per riflettere sulla presenza fisica delle cose e sul loro rapporto con lo spazio.
Oasis: Don’t Look Back in Anger (fuori concorso, Non-Fiction)
È il racconto del ritorno della band firmato da Dylan Southern e Will Lovelace, lo stesso duo che aveva diretto Shut Up and Sing e No Distance Left to Run su Blur. La reunion degli Oasis è stato uno degli eventi culturali britannici più attesi degli ultimi vent’anni, e il documentario arriva a caldo, con tutto il materiale dell’epica riconciliazione tra i fratelli Gallagher.
Wild Asparagus (cortometraggio, fuori concorso)
Firmato dal regista israeliano Avi Mograbi, il corto si inserisce nella tradizione critica di un autore che ha dedicato la carriera a decostruire la narrativa ufficiale israeliana. Il titolo, che evoca la raccolta di asparagi selvatici (una pratica tradizionale palestinese diventata simbolo di resistenza culturale) lascia pensare a un’opera che tocca temi di terra, memoria e appartenenza.
Venezia 26, il filo invisibile che lega (inevitabilmente) questi film
Questi film, pur essendo molto diversi tra loro, sono accomunati da alcuni punti. Condividono una riflessione sul rapporto tra realtà e immagine. Molti affrontano figure del passato, come Marilyn Monroe e Bernardo Bertolucci, cercando di ricostruirne la memoria oltre il mito. Altri, si concentrano su territori e persone marginali, raccontando solitudine, precarietà e identità. Altri ancora utilizzano il cinema come strumento di resistenza e testimonianza politica, attraverso immagini d’archivio e documentari dedicati a conflitti, repressioni e libertà.
