Venezia 2026, la riscossa italiana dopo Cannes e Berlino: Moretti guida l’assalto al Leone d’Oro, ma Guadagnino lancia la sfida ai grandi
Da Nanni Moretti a Luca Guadagnino, il cinema italiano conquista la Mostra di Venezia 2026: cinque film in concorso e una sfida al Leone d'Oro tra grandi autori.

L’83°Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in programma al Lido dal 2 al 12 settembre 2026 sotto la direzione artistica di Alberto Barbera, si annuncia come un’edizione straordinariamente ricca per il cinema italiano. Dopo un’assenza quasi totale dai concorsi di Berlino e Cannes nell’anno in corso, la risposta del Lido è netta e ambiziosa: cinque film italiani in gara per il Leone d’Oro, più una nutrita presenza in Orizzonti, nelle sezioni Fuori Concorso e nelle collaterali. Insomma, chi più ne ha più ne metta. Vediamo insieme tutti i film italiani presenti nelle varie sezioni.
Venezia 2026, i cinque italiani in concorso per il Leone d’Oro: grande entusiasmo per Nanni Moretti
Succederà questa notte di Nanni Moretti è senza dubbio il titolo più atteso. Il regista romano torna in concorso alla Mostra 37 anni dopo Palombella Rossa, e 45 anni dopo il Premio Speciale della Giuria ottenuto con Sogni d’oro nel 1981. Come già per Tre piani, Moretti si ispira alla narrativa dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, stavolta adattando alcuni racconti della raccolta Legami. Il film, scritto insieme a Federica Pontremoli e Valia Santella, è un dramma corale che segue le vicende emotive di quattro inquilini dello stesso edificio in una città israeliana, con Louis Garrel, Jasmine Trinca, Angela Finocchiaro e Hippolyte Girardot.
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Entra nel canale WhatsAppIl fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis
De Angelis adatta l’omonimo romanzo di Antonio Franchini, in cui l’autore ha raccontato sua madre. Già apprezzato per Indivisibili, Il vizio della speranza e Comandante, il regista conferma con questo progetto un percorso tra i più solidi del cinema italiano contemporaneo, capace di alternare intimismo e grande respiro narrativo senza rinunciare alla propria identità autoriale.
Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis
È un film che ha radici autobiografiche profonde. Nato in Cile e cresciuto tra Brasile e Argentina, Bechis fu vittima della dittatura argentina, un’esperienza che già aveva ispirato il suo capolavoro Garage Olimpo (1999). Con questo nuovo lavoro torna su quei luoghi carichi di memoria, affrontando ancora una volta i temi dell’identità, dei diritti umani e delle ferite lasciate dalle dittature sudamericane. Nel cast figura Adriano Giannini.
The Echo Chamber di Andrea Pallaoro
Questo è forse il titolo più internazionale della pattuglia italiana, sia per la carriera del regista sia per il cast: Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon. Il film nasce dall’ultima sceneggiatura scritta da Bernardo Bertolucci: una storia largamente autobiografica in cui amore, dipendenza, desiderio e controllo si confondono.
L’estranea di Paolo Strippoli
È il terzo lungometraggio di un regista che porta elementi del cinema di genere nel cuore del concorso veneziano, segnalando come quella distinzione tra "cinema d’autore" e "cinema di genere" si stia sempre più assottigliando. Con un cast d’eccezione composto da Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi, il film racconta una vicenda familiare intrecciata a segreti e bugie.
Orizzonti: quattro titoli per le nuove voci
La sezione Orizzonti, dedicata alle nuove tendenze estetiche e ai talenti emergenti, ospita quattro film italiani. Ad aprire la sezione è La ragazza con la Leica di Alina Marazzi, documentarista di lungo corso che qui si muove nel territorio della finzione. Seguono Una storia di Anna Foglietta, opera prima della nota attrice che passa dall’altra parte della macchina da presa; La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini; e I figli della scimmia di Tommaso Landucci. Nella sezione Spotlight figura invece Serpenti di Roberto De Paolis Maino, ampliando ulteriormente la presenza tricolore nel programma ufficiale.
Fuori Concorso: i grandi nomi
Le sezioni Fuori Concorso riservano alcune delle presenze italiane più attese. Dio ride di Giovanni Veronesi chiuderà la Mostra il 12 settembre, dopo la cerimonia di premiazione: un modo per affidare l’ultima parola al cinema italiano. Nessun dolore di Gianni Amelio e Scherzetto di Mario Martone completano il trittico dei grandi autori italiani fuori gara, tre registi che rappresentano esperienze e generazioni diverse ma accomunati da una lunga familiarità con i palchi dei festival internazionali.
Guadagnino e il monumentale omaggio a Bertolucci
Il titolo che sta facendo e farà discutere tra i fuori concorso è però Joie de Vivre di Luca Guadagnino, presentato nella sezione Films on Films, dedicata alle opere che riflettono sul cinema e sui suoi autori. Il documentario è un ritratto di Bernardo Bertolucci e ha una durata di oltre sette ore, divise in due parti proiettate in giorni consecutivi. Non è il primo incontro tra Guadagnino e Bertolucci: nel 2013 il regista palermitano aveva già co-diretto con Walter Fasano Bertolucci on Bertolucci, realizzato grazie a materiali d’archivio. Joie de Vivre è però un progetto molto più ambizioso: Guadagnino lo ha descritto come "una lettera d’amore molto personale", costruita attorno a conversazioni con registi, critici e colleghi di tutto il mondo.
A completare il panorama italiano, Be Brave di Francesco Carrozzini nella sezione documentari; Nino – Un film su Nino Rota di Walter Fasano e Juso per Ferie di Karen Di Porto in Films on Films. E poi, la serie Peccato diretta da Valerio Vestoso, con Emanuela Fanelli, inserita nella sezione Fuori Concorso – Serie. La 41° Settimana Internazionale della Critica porta infine al Lido Il Grande Giaffa di Marco Santi (con Edoardo Pesce) e chiude con Rider, musical noir ambientato a Milano firmato da Roan Johnson e Davide Pavanello.