Venezia 2026, Tom Cruise in versione 'Digger', Fincher e Coen tra i grandi assenti: i film che non vedremo al Lido (e che molti si aspettavano)
La Mostra di Venezia sceglie il cinema d’autore e rinuncia ai grandi nomi: da Digger di Tom Cruise ai film di Fincher e Coen: gli esclusi che molti attendevano.

L’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che, come abbiamo già ribadito, è in programma al Lido dal 2 al 12 settembre 2026, si presenta come un’edizione di alta qualità. Ben cinque italiani in concorso, il ritorno di Nanni Moretti, i Leoni d’Oro alla carriera a George Clooney e Ellen Burstyn e l’apertura affidata a Danny Boyle. Tuttavia, non appena il direttore Alberto Barbera ha svelato la selezione ufficiale, in molti hanno iniziato a fare i conti con le assenze: meno Hollywood acchiappa-Oscar, più cinema d’autore e scommesse creative. Il risultato è una selezione di tutto rispetto, ma con un catalogo di "missing" hollywoodiani che hanno, indubbiamente, un peso.
Venezia 2026, i film esclusi dal Lido: perché non li vedremo
Come vi abbiamo spiegato nel paragrafo introduttivo, Venezia 2026 promette faville per il ricco programma ma, non si può negare che, in tanti, si aspettavano altri titoli alla Mostra del Cinema, e che invece non ci saranno. Di seguito, i film assenti:
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Entra nel canale WhatsAppThe Social Reckoning di Aaron Sorkin
Una delle assenze più pesanti è proprio questa. Sedici anni dopo The Social Network, Aaron Sorkin torna a raccontare Facebook basandosi sui Facebook Files. Si tratta della serie di inchieste pubblicata dal Wall Street Journal nel 2021 che rivelò come l’azienda fosse consapevole dei danni del proprio algoritmo, in particolare sui minori e sull’ecosistema dell’informazione globale. Mikey Madison interpreta Frances Haugen, l’ingegnera che soffiò quei segreti alla stampa, affiancata da Jeremy Allen White nei panni del giornalista Jeff Horwitz e da Jeremy Strong nei panni di Mark Zuckerberg. La Sony ha datato l’uscita al 9 ottobre, e a metà luglio si è saputo che Mikey Madison era impegnata in nuove riprese a Vancouver: troppo tardi per qualsiasi anteprima festivaliera. L’assenza è definitivamente confermata.
Digger di Alejandro González Iñárritu
Era il film più atteso della stagione festivaliera, e forse, l’assenza che brucia di più. Iñárrituì torna con il suo primo film in lingua inglese dopo The Revenant. Digger è descritto dalla Warner Bros. come "una commedia di proporzioni catastrofiche": Tom Cruise interpreta Digger Rockwell, descritto come l’uomo più potente del mondo che si lancia in una missione frenetica per dimostrare di essere il salvatore dell’umanità prima che il disastro che ha scatenato distrugga tutto. Al suo fianco Sandra Hüller, Jesse Plemons, Riz Ahmed, John Goodman ed Emma D’Arcy. La Warner Bros. ha scelto di replicare la strategia dell’anno precedente con One Battle After Another, puntando direttamente alle sale senza passare per i festival: uscita fissata al 2 ottobre 2026. Una scommessa piuttosto rischiosa per un film che avrebbe potuto dominare il tappeto rosso del Lido.
The Adventures of Cliff Booth di David Fincher
Scritto da Quentin Tarantino e diretto da David Fincher, questo spin-off di C’era una volta a… Hollywood è uno dei progetti più visionari dell’anno. Brad Pitt riprende i panni dello stuntman e fixer di Hollywood già visto nel film del 2019, con la storia ambientata nel 1977, anno in cui Cliff è diventato una sorta di risolutore di scandali nell’industria cinematografica. Al suo fianco Elizabeth Debicki, Timothy Olyphant, Peter Weller e Yahya Abdul-Mateen II, e il budget è di 200 milioni di dollari. Le riprese si sono concluse a gennaio 2026, ma Netflix (che distribuisce il film) ha scelto di puntare direttamente sull’uscita IMAX del 25 novembre, con il debutto in streaming il 23 dicembre.
Jack of Spades di Joel Coen
Il primo film solista di Joel Coen dopo La tragedia di Macbeth (2021) era uno dei titoli più attesi dai cinefili di tutto il mondo. È un gothic mystery ambientato nella Scozia degli anni Ottanta dell’Ottocento, con Josh O’Connor nel ruolo principale, affiancato da Frances McDormand, Lesley Manville e Damian Lewis. Non è ancora chiara la ragione precisa dell’assenza da Venezia, il film non ha ancora una data di uscita ufficiale comunicata, ma il suo nome è tra quelli che più mancano nella lista dei venti titoli in concorso.
Tender Loving Care di Mike Leigh
La storia di questo film e del suo rapporto con Venezia è quasi un racconto in sé. Leigh – che con Venezia ha un conto aperto da decenni, avendo vinto il Leone d’Oro nel 1996 con Segreti e Bugie – era considerato tra i favoriti per il concorso. Secondo alcune voci, il film sarebbe stato rifiutato dalla competizione principale e offerto solo fuori concorso. Leigh avrebbe declinato l’invito, scegliendo la strada di Telluride e Toronto. Tuttavia, la Biennale non ha fornito spiegazioni sulla sua assenza, né è noto se l’opera sia stata esclusa o se la mancata partecipazione sia stata una scelta dei produttori. Non ci sono, quindi, elementi per parlare di rifiuto o collegare la decisione alle condizioni di salute del regista. Tender Loving Care uscirà nelle sale americane il 4 dicembre distribuito da Bleecker Street, con Kate O’Flynn protagonista.
Cry to Heaven di Tom Ford
Tom Ford non dirige un film dal 2017 (Animali notturni) e il suo ritorno alla regia è uno dei progetti più attesi dell’industria. Cry to Heaven si stava ancora concludendo nelle prime settimane del 2026 e non aveva ancora un distributore confermato al momento in cui la selezione veneziana è stata ufficializzata. Il cast è stellare con Nicholas Hoult tra i protagonisti, ma i tempi di post-produzione rendevano praticamente impossibile una presentazione al Lido. Il titolo arriverà quasi certamente in un secondo momento.
Bianco di Daniele Vicari e Sono Ancora Vivo di Roberto Saviano
Sul fronte italiano, le assenze che più sorprendono sono quelle di Daniele Vicari con Bianco e di Roberto Saviano con Sono Ancora Vivo. Entrambi erano stati dati, da molti osservatori, come candidati naturali alla selezione, anche in sezioni parallele o autonome. Il film di Saviano era particolarmente atteso per il suo valore civile e narrativo, oltre che per il nome del suo autore, la cui storia personale e la militanza pubblica contro la camorra hanno reso ogni suo progetto un caso culturale prima ancora che cinematografico.