Anna Foglietta a Venezia 83, dalla regia di Una storia alla denuncia: “Ci stiamo abituando a non avere pietà”
Anna Foglietta arriva a Venezia da regista con “Una storia” e riflette su Palestina, diritti delle donne, politica e rapporto tra genitori e figli.

C’è un momento in cui un’attrice decide di guardare il set da un’altra prospettiva. Per Anna Foglietta quel momento è arrivato con Una storia, il film che la porta alla Mostra del Cinema di Venezia non più solo come interprete, ma come regista nella sezione Orizzonti. Dopo anni divisi tra set cinematografici, fiction e palcoscenici teatrali, Foglietta ha scelto di raccontare qualcosa di apparentemente piccolo: una coppia, una crisi, la partenza di una figlia per l’università. Nessun colpo di scena, nessuna vicenda straordinaria. Proprio la normalità della storia è ciò che la rende universale, partendo dalla convinzione che ogni esistenza meriti di essere raccontata.
Anna Foglietta regista a Venezia con Una storia
Dietro la protagonista del film si nasconde anche un pezzo di vita vera della regista. Foglietta ha ammesso di essersi ritrovata, in un periodo della sua vita, a interrogarsi sul senso profondo dell’esistenza, nonostante una famiglia solida e una carriera soddisfacente. "Faticavo a trovare il senso della mia esistenza", ha confessato in un’intervista a IoDonna, sottolineando quanto sia facile scambiare questo tipo di malessere interiore per semplice stanchezza o stress passeggero.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppUn tema che l’attrice porta anche fuori dal set: impegnata da tempo con una onlus attiva sul territorio, ha spostato il discorso sulla drammatica situazione in Palestina, con parole dure e senza filtri. "Non l’abbiamo visto in nessun’altra parte del mondo", ha dichiarato, riferendosi a quanto accadrebbe a Gaza e in Cisgiordania, citando anche minori coinvolti e persone senza accesso alle cure. Per Foglietta il vero pericolo non è solo la violenza, ma la lenta abitudine a conviverci: "Ci stiamo abituando a non avere pietà", ha aggiunto, denunciando un processo di normalizzazione che renderebbe il mondo sempre più disumano. Nel film Una storia, lo ricordiamo, sono presenti nel cast Alba Rohrwacher, Guido Caprino, Caterina Casini, e Elio De Capitani.
La denuncia sulla Palestina e la questione dei diritti
Da qui il discorso si allarga, collegando il tema bellico a quello dei diritti femminili. La tesi di Foglietta è netta: l’avanzata delle destre in molti Paesi procede di pari passo con un arretramento sui diritti, parità di genere compresa. Nel mirino finisce anche il modello familiare promosso dalla cultura Maga, che per la regista rappresenta un ritorno a un’immagine della donna relegata a casa e figli.
Chiude il cerchio una riflessione sulla genitorialità che suona come un piccolo manifesto personale: per Anna Foglietta diventare genitori non deve significare perdere se stessi, serve conservare la propria identità, evitando che il legame con i figli si trasformi in dipendenza reciproca. E in questo senso, sostiene, mettere al mondo un figlio oggi può diventare persino un gesto politico: educarlo alla libertà, alla consapevolezza e, soprattutto, all’empatia.
