Vasco Rossi, dopo il Dottorato honoris causa circola (di nuovo) l'assurda bufala sul suo rapporto col Sud: "Vergognoso, ho sempre smentito"
Le dicerie diventate consuetudine sono diventate fastidiose da tempo: dopo la notizia del Dottorato honoris causa, Vasco interviene ancora per smentire la bufala che riguarda il suo rapporto con il Sud

Certe storie sembrano avere sette vite. Passano gli anni, cambiano i mezzi, cambiano pure le generazioni che le rilanciano, e quelle restano lì. È esattamente quello che sta succedendo in questi giorni a Vasco Rossi, che avrebbe tutto il diritto di godersi un momento bello e si ritrova invece a rispondere, per l’ennesima volta, a una voce che non ha mai avuto nessun fondamento.
Il momento bello è il Dottorato di Ricerca honoris causa in Politica e Comunicazione che l’Università degli Studi di Salerno gli conferirà il 7 ottobre 2026, nell’Aula Magna "Vincenzo Buonocore" del campus di Fisciano. Dopo la consegna, il Blasco terrà una lectio magistralis davanti a studenti, docenti e ricercatori.
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Entra nel canale WhatsAppÈ il secondo titolo accademico della sua carriera, dopo la laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione ricevuta dallo IULM di Milano nel 2005, quando si presentò in toga, scarpe da ginnastica e cappellino. E in troppi giù a chiedersi: ma come, un Ateneo del Sud premia proprio lui? Così, sui social ricompare la solita storiella secondo cui Vasco il Sud lo disprezzerebbe.
La bufala su Vasco Rossi e il Sud: da dove arriva davvero
Per capirci: parliamo di una fake news che gira dai primi anni Novanta. Deriva da un passaparola, poi diventa fotomontaggio, poi meme. Gli viene attribuita una frase volgare sui concerti al Sud, che sarebbe stata pronunciata in un’intervista con Red Ronnie. Peccato che di quell’intervista non esista alcun riscontro: né un video, né una registrazione, né una riga stampata. Zero. Lo stesso Red Ronnie ha smentito, e Vasco lo fa da trent’anni, a partire da una lettera in cui ricordava di aver chiuso un tour ad Avellino devolvendo l’incasso al Museo Contadino di San Martino.
La bufala sul Sud è riemersa nel 2004, poi con forza nel 2015 alla vigilia del concerto al San Paolo del Live Kom, quando un post virale invitava addirittura a boicottare la data napoletana. Rispuntò ancora nel 2022, prima del sold out allo Stadio Maradona. Il copione è sempre quello: Vasco annuncia una tappa importante o riceve un riconoscimento, e qualcuno rispolvera la bufala che anche in queste ore il Kom sta combattendo duramente.
"Contano i fatti e non le fake news": la risposta su Instagram e la querela
Stavolta la replica arriva diretta dal suo profilo, senza giri di parole. "Amo il sud", scrive, spiegando di non aver mai offeso né parlato male del Meridione e definendo la storia una bufala "vergognosa, velenosa e infamante" che va avanti da anni e che ha sempre smentito. Poi l’avvertimento, in maiuscolo e senza sconti: chi la ripete e la scrive rischia una querela per diffamazione e un risarcimento.
Ma la chiusura del post è la parte che rimane più impressa, perché sembra un verso delle sue canzoni: ricorda quanto sia sempre stato facile prendere una cosa, manipolarla e farla credere vera, e invita tutti a stare più attenti, perché ormai ogni cosa è scritta. Tradotto: sui social resta traccia di tutto, e il diritto d’autore sulle cattiverie non esiste.
