Vasco Rossi replica a un fan e sbotta: "Non ho fatto nomi, qualcuno fece il mio nome", poi minaccia denuncia
Il rocker torna su una vicenda del passato dopo un commento di un fan e respinge l'accusa di aver fatto i nomi di altre persone per ottenere uno sconto sulla propria detenzione.

Vasco Rossi torna a parlare di una vicenda che appartiene a uno dei periodi più discussi della sua vita, questa volta dopo essere stato chiamato direttamente in causa sui social da un fan. Un’accusa particolarmente pesante ha riacceso il tema del suo arresto per droga, con l’utente che lo avrebbe definito "infame", sostenendo che il cantante avesse fatto i nomi di altre persone per ottenere un trattamento più favorevole. Un’interpretazione che Vasco ha deciso di contestare pubblicamente, ricostruendo la propria versione dei fatti e annunciando anche possibili conseguenze legali.
La replica di Vasco Rossi alle accuse del fan
Il cantante ha scelto di non ignorare il commento e, attraverso una storia pubblicata su Instagram, ha risposto entrando nel merito della questione. Vasco ha voluto negare categoricamente di aver provocato l’arresto di altre persone, sostenendo che la ricostruzione diffusa nei suoi confronti sarebbe completamente opposta a quanto accaduto realmente: "Ti rispondo con chiarezza perché questa storia, oltre a essere falsa, ribalta completamente la realtà", ha scritto Vasco Rossi, prima di spiegare la sua versione: "io non ho fatto arrestare nessuno. Sono stato invece denunciato da un infame che raccontò al pubblico ministero di avermi venduto 30 grammi di cocaina". Secondo il racconto del rocker, proprio quelle dichiarazioni avrebbero avuto conseguenze dirette sulla sua vicenda giudiziaria, portando all’emissione di un mandato di cattura e a una perquisizione.
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Entra nel canale WhatsAppI giorni in carcere e la ricostruzione del cantante
Vasco ha quindi ricordato quei giorni, sottolineando la durezza dell’esperienza vissuta in seguito alle accuse: "Sulla base di quelle dichiarazioni vennero emessi mandato di cattura e perquisizione e fui portato direttamente in carcere. Ho passato cinque giorni in totale isolamento e 22 giorni complessivi di detenzione, prima che venisse chiarito che non avevo niente a che fare con la banda di spacciatori alla quale ero stato associato". Il punto sul quale il cantante insiste maggiormente riguarda proprio la presunta ragione della sua scarcerazione. Vasco respinge infatti l’idea di essere uscito prima grazie a eventuali nomi forniti agli investigatori, ribadendo di essere stato, secondo la sua ricostruzione, la persona indicata da qualcun altro: "Quindi no: non sono uscito prima perché avrei fatto nomi o accusato qualcuno per risparmiarmi il carcere. È successo esattamente il contrario: qualcuno fece il mio nome e io finii in galera".
L’annuncio della denuncia al commentatore social
La replica non si è però fermata alla ricostruzione del passato. Di fronte a quella che considera un’accusa falsa e diffamatoria, Vasco ha annunciato di voler coinvolgere i propri avvocati: "Giro il tuo commento ai miei avvocati perché procedano nei tuoi confronti, trattandosi di una diffamazione tanto infondata quanto calunniosa. L’oro ricavato dal risarcimento, non loro, lo lascerò a chi soffre ingiustamente in carcere". Una risposta durissima, dunque, con cui Vasco Rossi ha scelto di affrontare direttamente l’accusa e di preannunciare un possibile ricorso alle vie legali, trasformando un commento sui social in una nuova occasione per chiarire pubblicamente la propria posizione nella vicenda.
