Vasco Rossi: "Mi ha letteralmente demolito". Il primo amore del Blasco, il bullismo, la musica e i ricordi che riaffiorano solo a Zocca
Reduce da un tour trionfale in tutta Italia, Vasco Rossi ripercorre i suoi anni da ragazzo e, proprio adesso che si trova a Zocca, ricorda cosa significasse arrivare dalla provincia

Tutti conosciamo il Vasco Rossi dei palchi stracolmi, degli inni cantati a perdifiato da generazioni intere, del "Blasco" che ha fatto della trasgressione una delle sue ragioni di vita. Ma ogni tanto il Kom si toglie la maschera del rocker e racconta il ragazzo che è stato, come succede in questa confessione concessa su Instagram, dove torna indietro fino all’adolescenza per raccontare da dove nasce davvero tutta quella energia che lo ha reso una leggenda.
Vasco Rossi, il ragazzo di montagna che si sentiva "di serie B"
Prima di essere il cantautore di Zocca che tutta Italia canta a memoria, Vasco è stato un adolescente che ha capito sulla propria pelle cosa significhi l’esclusione. Lo dice senza girarci troppo intorno: arrivare dalla montagna, in città, voleva dire essere automaticamente etichettato come inferiore. Oggi lo chiameremmo bullismo, dice lui, ma allora era semplicemente la normalità di chi non si adattava agli schemi.
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Entra nel canale WhatsAppEd è proprio da quella provincia – stretta, giudicante, che a volte ti fa sentire piccolo e dov’è tornato anche quest’anno, come da tradizione – che nasce la sua riflessione più diretta: "Quando riesci a uscirne, esci bello inca**ato!". Ma non è di certo una frase buttata lì per fare colore, non sarebbe da lui, ma è davvero la sintesi di un’intera esistenza costruita, almeno all’inizio, sulla rabbia come unico vero carburante.
"Una tranvata memorabile": il primo amore che lo ha segnato
Segue poi il capitolo sentimentale, raccontato con quell’autoironia tipicamente vaschiana che alleggerisce anche i ricordi più dolorosi. A diciassette anni, il primo grande amore. E la prima, enorme delusione: una "tranvata memorabile", come la definisce lui stesso.
"Una femminista degli anni Settanta… una vera dura!", convinta di essere stata tradita e mai disposta a perdonarlo. Le parole che usa non sono quelle di chi minimizza: "Mi ha letteralmente demolito. Quella botta mi ha segnato per anni". Detto da uno che ha costruito la sua carriera sulla spavalderia, fa un certo effetto sentirlo ammettere una ferita così aperta.
Quella delusione ha lasciato il segno per anni, e Vasco lo racconta senza più timore, perché ormai è diventato un aneddoto: per molto tempo ha scelto di tenersi alla larga da qualsiasi legame serio, preferendo rapporti occasionali, "senza coinvolgimenti, senza condivisioni".
Dalla rabbia alla musica: così nasce "Brava"
Quella rabbia, poi, si trasforma. "Invece di lasciarla marcire dentro, l’ho buttata nelle canzoni", racconta, rivelando che brani come Brava nascono esattamente da quelle ferite giovanili. Non è un dettaglio da poco per chi ascolta Vasco da decenni: certe frasi e certi versi, forse hanno sempre avuto un significato più profondo di quanto pensassimo.
"La rabbia va incanalata. Va trasformata. Va trasmutata… in amore. Amore per quello che fai. È lì che cambia tutto". A pensarci bene, queste parole riassumono l’intero percorso artistico di Vasco Rossi: da ragazzo indolente ai margini della provincia, a uomo che ha fatto della propria rabbia il carburante di una libertà – artistica e personale – che dura da quasi cinquant’anni.