Vanessa Scalera, doppio trionfo a Venezia 83: l’attrice vince due premi e arriva la consacrazione
L’attrice conquista il Premio Pasinetti e il Bookciak per “Il fuoco che ti porti dentro”, di Edoardo De Angelis e tratto dal romanzo di Antonio Franchini.

Ben due riconoscimenti e una consacrazione importante per Vanessa Scalera alla Mostra del Cinema di Venezia 83. L’attrice è stata premiata come migliore interprete per Il Fuoco Che Ti Porti Dentro, il nuovo film di Edoardo De Angelis tratto dal romanzo di Antonio Franchini, che ha conquistato anche il premio Bookciak per il miglior film da opera letteraria. Un risultato che pone ulteriormente l’attenzione sulla pellicola, costruita attorno a una figura materna potente, scomoda e difficile da dimenticare. Di seguito, tutti i dettagli.
Venezia 83, Il Fuoco Che Ti Porti Dentro con Vanessa Scalera vince il Bookciak
È Il Fuoco Che Ti Porti Dentro di Edoardo De Angelis, tratto dal romanzo di Antonio Franchini, ad aggiudicarsi il premio Bookciak per il miglior film tratto da un’opera letteraria all’83esima Mostra di Venezia. La giuria ha premiato la capacità del regista di reinterpretare il libro mantenendone intatti la forza narrativa e i personaggi, grazie anche alla sceneggiatura firmata con Ilaria Macchia e Francesco Piccolo. Particolare attenzione è stata riservata alla figura della madre Angela, interpretata da Vanessa Scalera, protagonista di una vicenda familiare ambientata durante la vigilia di Natale. Il film, distribuito da 01 Distribution, vede nel cast anche Lino Musella, Ivana Lotito, Elena Radonicich e Tommaso Ragno.
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Entra nel canale WhatsAppVanessa Scalera riceve il premio Francesco Pasinetti 2026 come Miglior Attrice per Il Fuoco Che Ti Porti Dentro
La Scalera ha ricevuto anche il Premio Francesco Pasinetti 2026 come migliore attrice per Il Fuoco Che Ti Porti Dentro. La sua interpretazione è stata così motivata: "La sua interpretazione potente e feroce incarna un modello di donna e di madre che in maniera emblematica esprime tutti gli orrori di un’Italia qualunquista e razzista e di un senso di famiglia in cui una vigilia di Natale annuncia fin dall’attesa ai fornelli una resa dei conti su una vita di rancori mai sopiti. Angela, arrivata a Milano, gioca il suo attacco contro un figlio, una nuora e i nipoti trasformando la sua cucina in un campo di battaglia emotivo denso di tranelli in un film che a lei in particolare affida il compito di muoversi come in una commedia consumando in realtà la violenza non solo verbale della tragedia."
Ritorno a Buenos Aires, Adriano Giannini conquista il Premio Francesco Pasinetti 2026
Il Premio Francesco Pasinetti per il miglior film italiano è andato a Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, mentre Adriano Giannini è stato premiato come miglior attore. La pellicola affronta il tema della dittatura argentina attraverso la storia di un medico che torna nel Paese dopo 33 anni per testimoniare contro gli ex militari responsabili delle torture. "Un film importante, che, attraverso il processo agli ex militari responsabili delle torture negli anni della dittatura argentina riaccende l’attenzione su temi di forte impegno civile. Ispirato in particolare alla storia di Mariano Guerra, il medico che trentatrè anni dopo torna in Argentina per testimoniare in aula, è un viaggio senza retorica in un passato che chiede definitivamente giustizia per le vittime delle torture inflitte nell’orrore del Garage Olimpo."
Per Giannini, la giuria ha evidenziato la capacità di rappresentare il conflitto tra memoria, dolore e senso di colpa: "Una prova eccellente, in un equilibrio perfetto tra passato e presente, fra emozione e riflessione in una recitazione che in ogni istante, nel tormento del dubbio prima della partenza per Buenos Aires poi nel dramma di rivivere in aula l’orrore di una tragedia collettiva e insieme personale, rende perfettamente anche il senso di una tempesta interiore verso il confronto finale con il dolore mai superato di trent’anni prima e il senso di colpa di chi è rimasto vivo."
Il premio speciale a La ragazza con la Leica
Riconoscimento speciale anche per La ragazza con la Leica di Alina Marazzi, presentato nella sezione Orizzonti. Attraverso materiali d’archivio, il film racconta la fotografa di guerra Gerda Taro e il suo rapporto con Robert Capa. La motivazione sottolinea il valore della protagonista e del lavoro di ricerca: "Una storia che racconta il coraggio, la tenacia e la modernità fuori del tempo di un’autentica pioniera, non solo della fotografia, ma di un femminile in guerra che non conosce fragilità aggiungendo alla narrazione cinematografica un’ottima capacità di ricerca e un prezioso ‘riuso’ degli archivi."
