Storie Italiane, urla e tensione in diretta su Garlasco. Lugli attacca il medico legale Bacco: "Se non sai le cose meglio tacere"

Botta e risposta infuocati nello studio di Eleonora Daniele, tra accuse incrociate, puntualizzazioni e un confronto sempre più teso sulla nuova inchiesta.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

La puntata del 6 novembre di Storie Italiane si è aperta in un clima di tensione. Il caso Garlasco continua a dividere, e le nuove rivelazioni emerse nei giorni scorsi hanno riacceso il dibattito tra gli ospiti di Eleonora Daniele. Fin dall’inizio, si è percepita una certa elettricità nello studio, con collegamenti e interventi che si sono trasformati rapidamente in un confronto acceso.

Le parole di Marchesi e la replica di Eleonora Daniele a Storie Italiane

La conduttrice ha chiesto ad Alberto Marchesi, ex compagno di cella di Stefanescu e conoscente di Savu, se conoscesse Marchetto e Cassese. La risposta ha immediatamente sollevato reazioni: "Per me Marchetto non è un carabiniere, è il carabiniere per antonomasia". A quel punto Eleonora Daniele ha ribattuto: "Beh, è stato condannato per cose belle pesanti però eh, occhio". Marchesi ha replicato con tono fermo: "Queste vicende non le conosco, ma quando c’era Marchetto non abbiamo mai avuto problemi". A quel punto è intervenuto il giornalista Fabio Amendolara, che ha fatto riferimento alla "Squadretta" citata nella puntata precedente, collegando la questione alla famiglia Sempio e al misterioso pizzino trovato nella loro abitazione. "L’impressione che ne ricavo, anche sentendo Marchesi, è che qualcuno abbia detto ai Sempio ‘Guardate che state per passare un grosso guaio’, e a quel punto è scattato il sistema del ‘Cerchiamo di capire come fare, troviamo i soldi, e soprattutto conserviamoci una prova per ricordare a qualcuno che abbiamo fatto quello che ci era stato richiesto‘".

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Lo scontro tra Massimo Lugli ed Eleonora Daniele sul caso Garlasco

Massimo Lugli ha interrotto il dibattito per una precisazione: "Sulla presunta concussione, non corruzione". Ma poi si è infervorato, criticando il peso dato in trasmissione alle dichiarazioni di Cassese: "Guarda, io sono colpito dal fatto che un personaggio che è stato certificato non solo come bugiardo e depistatore, ma anche come uno di coloro che con la sua attiva partecipazione ha influito sulle prime due assoluzioni. Questo lo scrive la Cassazione. Allora, se noi cerchiamo la verità chiedendola a un personaggio che con la verità non ha niente a che vedere… ma stiamo scherzando?".

Le sue parole hanno fatto alzare la tensione, tanto che Eleonora Daniele ha provato a riportare la calma, ma senza successo. La conduttrice ha ironizzato: "Amendolara, se è così tu non dovresti fare inchieste però". E Amendolara ha risposto secco: "No, anzi, questo ci aiuta proprio a entrare di più nel merito, perché abbiamo visto come sono state fatte le indagini in quella zona. Facciamo un’inchiesta giornalistica sull’inchiesta giudiziaria". Poi Lugli continua: "In tutto questo ricordo che in questo ambiente non siamo riusciti a condannare uno che sta ancora in carcere. Volevo magari ricordarlo, che ce lo siamo magari dimenticati. Sta ancora in carcere, è stato condannato, e ci sono stati tre ricorsi che sono stati sbocciati". La conduttrice ha poi ricordato la nuova indagine aperta dalla Procura su Sempio: "Però c‘è una nuova indagine della Procura, anche questa tu la vuoi cancellare, Massimo? Di che stiamo parlando? Chiudiamo tutto, non parliamo più di niente?".

Il confronto tra Massimo Lugli e il medico legale Bacco

A quel punto è intervenuto Bacco, visibilmente contrariato: "Non possiamo continuare a dire ‘Stasi è colpevole’ in una sentenza che è passata in giudicato. La Procura indaga Sempio per concorso in omicidio, e già con quel concorso smentisce tutta la sentenza. Dobbiamo essere contenti di una giustizia che indaga su se stessa". Lì Lugli ha risposto di getto: "No no, manco un po’". La discussione è degenerata rapidamente, con toni sempre più alti. Bacco ha insistito: "Non possiamo far finta che non stia succedendo niente!". E Lugli, esasperato, ha ribattuto urlando: "Sì, questo è l’escamotage con cui si è potuto riaprire questo processo! Se non si sanno le cose è meglio tacere!".


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