Uomini e Donne, ho visto Alessandra Mussolini opinionista e confermo quello che pensavo (ma attenti al Tina Cipollari-bis)

Dopo aver commentato il suo arrivo sulla base delle prime registrazioni, il giudizio su di lei non cambia, anzi: televisivamente funziona. Ma rimane quella strana sensazione che avevo già raccontato

Lorenzo Pugnaloni

Lorenzo Pugnaloni

Editor

Editor, autore, conduttore televisivo e imprenditore nel settore della comunicazione. Talent scout, ha pubblicato due libri.

Alessandra Mussolini
Ufficio Stampa Mediaset/Endemol

Qualche settimana fa, quando vi abbiamo raccontato in esclusiva ciò che era accaduto durante le prime registrazioni della nuova edizione di Uomini e Donne, avevo dedicato un editoriale all’arrivo di Alessandra Mussolini come nuova opinionista del programma. Le anticipazioni mi avevano lasciato una sensazione molto precisa: ero contento della scelta, perché Alessandra mi piace televisivamente e ritenevo potesse funzionare molto bene in quel ruolo, ma allo stesso tempo immaginavo che vederla seduta lì, all’interno di uno studio con equilibri consolidati da decenni, avrebbe prodotto almeno inizialmente la sensazione di avere un ospite a casa nostra.

Oggi, con la messa in onda della prima puntata della nuova stagione, ho finalmente potuto vedere ciò che fino a questo momento avevo soltanto immaginato attraverso le registrazioni. E posso dirlo: confermo praticamente tutto quello che avevo scritto.

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Uomini e Donne è tornato e, ancora una volta, significa tornare a casa

Partiamo proprio da quel concetto, perché è il punto fondamentale di tutto il ragionamento. Uomini e Donne, perlomeno per me e credo anche per tantissimi telespettatori che lo seguono da anni, è diventato casa. Non semplicemente un programma televisivo che ricomincia dopo la pausa estiva, ma un appuntamento talmente radicato nelle abitudini del pubblico da aver costruito nel tempo un proprio universo fatto di volti, rituali, dinamiche e persino difetti che ormai conosciamo a memoria.

Casa significa accendere la televisione e sapere più o meno cosa troverai: Maria De Filippi al centro dello studio, Tina Cipollari pronta a intervenire, Gianni Sperti dall’altra parte, Gemma Galgani che dopo un numero ormai incalcolabile di stagioni riesce ancora a ricominciare da capo e quel meccanismo televisivo che può cambiare protagonisti continuamente senza perdere davvero la propria identità. Cambiano tronisti, corteggiatori e corteggiatrici, cambiano dame e cavalieri e negli anni abbiamo assistito a diversi ricambi del parterre Over, ma alcuni volti non sono più semplicemente persone che partecipano al programma: sono diventati parte del programma stesso.

Maria, Tina e Gianni appartengono ormai all’identità visiva e narrativa di Uomini e Donne. A loro aggiungerei persino Tinì Cansino, che negli anni si è costruita una dimensione tutta sua: può intervenire pochissimo, magari aspettare settimane prima di pronunciare una frase, ma anche quella presenza discreta è diventata familiare. Ed è proprio per questo che, quando dentro una casa così riconoscibile aggiungi improvvisamente una nuova poltrona, è inevitabile che almeno inizialmente l’occhio cada soprattutto lì.

Alessandra Mussolini funziona e la prima puntata me lo ha confermato

Veniamo allora ad Alessandra. Avevo scritto che, presa singolarmente, la consideravo una scelta azzeccata per quel ruolo e la prima puntata non mi ha fatto cambiare idea, semmai ha rafforzato quella convinzione. Alessandra possiede una caratteristica fondamentale per un programma come Uomini e Donne: non ha bisogno di essere continuamente imboccata per creare una dinamica televisiva, perché riesce naturalmente a intervenire, scherzare, reagire e inserirsi nelle situazioni senza trasformare necessariamente ogni commento in qualcosa di costruito.

È una caratteristica che le avevo già riconosciuto durante il suo percorso nell’ultima edizione del Grande Fratello Vip, che ha poi vinto, e che ritrovo oggi in un contesto completamente diverso. Ha dialettica, sa fare autoironia, comprende i tempi televisivi e soprattutto non sembra avere paura di giocare con il proprio personaggio. Se deve affrontare un discorso seriamente, riesce a farlo; se c’è da scherzare, scherza; se deve fare la finta tonta per alimentare una situazione, non si tira indietro e, quando c’è da ridere di se stessa, spesso è lei la prima a farlo.

Per questo continuo a pensare che Alessandra Mussolini abbia tutte le caratteristiche per funzionare come opinionista di Uomini e Donne. Il punto, infatti, non è mai stato stabilire se fosse capace o meno di ricoprire quel ruolo. Il dubbio riguardava piuttosto l’effetto che una personalità così forte avrebbe prodotto all’interno di un equilibrio già perfettamente riconoscibile.

Eppure quella sensazione rimane: per ora è ancora un’ospite a casa nostra

Ed è qui che torno esattamente al punto da cui ero partito nel primo editoriale. Perché oggi, guardando concretamente la puntata, ho provato la stessa sensazione che avevo immaginato dopo aver saputo della registrazione: Alessandra è entrata a casa nostra, è simpatica, sa stare a tavola, probabilmente la inviteresti nuovamente anche domani, ma per il momento rimane pur sempre un’ospite.

Non perché abbia fatto qualcosa di sbagliato, anzi. Il discorso riguarda molto meno lei di quanto possa sembrare e riguarda invece quanto Uomini e Donne sia diventato negli anni un rituale televisivo. Quando guardi per decenni un programma che conserva sostanzialmente gli stessi punti di riferimento, anche modificare metaforicamente un soprammobile può sembrarti inizialmente strano; figuriamoci inserire stabilmente una nuova opinionista con una personalità che, per sua natura, difficilmente passa inosservata.

È probabilmente soltanto questione di tempo. Anzi, continuo a esserne convinto. Alessandra dovrà trovare il proprio spazio e il pubblico dovrà abituarsi a vederla lì, esattamente come accade ogni volta che qualcosa cambia all’interno di un meccanismo che percepiamo come familiare.

Tina Cipollari rimane Tina Cipollari: guai a creare una sua "erede"

C’è però un altro aspetto che, dopo aver visto la puntata, continuo a considerare fondamentale: Tina Cipollari. Per me Uomini e Donne è ormai inscindibile da lei, perché negli anni Tina ha smesso di essere soltanto un’opinionista ed è diventata una delle colonne portanti del programma. Puoi cambiare tronisti, rivoluzionare il parterre, modificare formule e dinamiche, ma togliere Tina significherebbe inevitabilmente togliere qualcosa all’identità stessa della trasmissione.

Proprio per questo l’arrivo di un’altra personalità forte, ironica, rumorosa nel senso televisivamente positivo del termine e capace di catalizzare facilmente l’attenzione porta inevitabilmente a fare dei confronti. E qui bisogna stare attenti: Alessandra non deve diventare "la nuova Tina", perché non lo è e, soprattutto, non ce n’è alcun bisogno. Tina Cipollari deve continuare a essere Tina Cipollari, mentre Alessandra Mussolini deve trovare il modo di diventare semplicemente Alessandra Mussolini all’interno di Uomini e Donne.

È una differenza che può sembrare sottile, ma secondo me sarà determinante. Il vero valore aggiunto arriverà quando Alessandra avrà costruito una propria dimensione, differente da quella di Tina e complementare agli equilibri già esistenti, senza che il telespettatore abbia continuamente la sensazione di trovarsi davanti a una sorta di duplicazione.

Il rischio della "Tina al quadrato" esiste ancora

Era questo il mio dubbio principale dopo la prima registrazione e, almeno dopo il debutto televisivo, non posso ancora dire che sia completamente sparito. Avere una Tina Cipollari al quadrato rischierebbe paradossalmente di non valorizzare né l’una né l’altra, perché l’unicità di Tina nasce proprio dal fatto che per oltre vent’anni quel tipo di presenza all’interno del programma è stata essenzialmente sua.

Naturalmente sarebbe assurdo pretendere di giudicare definitivamente il nuovo equilibrio dopo una sola puntata. Alessandra è appena arrivata in uno studio nel quale esistono rapporti e dinamiche sedimentati nel tempo e avrà bisogno di trovare la propria collocazione. È proprio questo, secondo me, l’aspetto interessante da osservare durante le prossime settimane: capire non tanto se Alessandra sappia fare televisione, perché quello lo sappiamo già, ma quale Alessandra vedremo nascere all’interno di Uomini e Donne.

Se riuscirà a costruire un ruolo autonomo, senza sovrapporsi a quello di Tina, allora la scelta potrebbe rivelarsi molto più interessante di quanto sembri oggi. Se invece le due figure finiranno per svolgere sostanzialmente la stessa funzione, il rischio sarà quello di avere un elemento in più senza aver realmente aggiunto qualcosa.

E attenzione anche a Gianni Sperti: cambia inevitabilmente l’equilibrio dello studio

C’è poi Gianni Sperti, che secondo me sarà uno dei personaggi da osservare maggiormente nelle prossime puntate. Quando aumentano gli opinionisti, infatti, non cambia soltanto lo spazio di Tina: inevitabilmente viene ridisegnato anche quello di chi le siede accanto da anni.

Fino alla scorsa stagione il meccanismo era ormai chiarissimo: Tina rappresentava un determinato tipo di reazione, Gianni ne incarnava un’altra, Maria governava il racconto e Tinì interveniva quando riteneva opportuno farlo. Adesso esiste un quarto elemento stabile e, soprattutto, un quarto elemento che per carattere e presenza televisiva non è certo destinato a rimanere silenziosamente seduto sulla propria poltrona.

Sarà quindi interessante capire come verranno distribuiti gli spazi e soprattutto se nasceranno dinamiche nuove tra gli stessi opinionisti. Perché il successo dell’operazione non dipenderà soltanto da Alessandra, ma dalla capacità dell’intero gruppo di trovare un equilibrio diverso senza perdere quello che ha reso familiare il programma fino a oggi.

Dopo averla vista posso confermarlo: mi piace lei, devo ancora abituarmi alla novità

Alla fine, dunque, oggi posso rispondere alla domanda che mi ero posto quando avevo saputo del suo arrivo. Vedere davvero Alessandra Mussolini seduta nello studio di Uomini e Donne mi ha fatto cambiare idea? No.

Continuo a pensare che sia una scelta televisivamente interessante, che abbia presenza, ironia, personalità e tutti gli strumenti necessari per ricoprire quel ruolo. Allo stesso tempo, continuo ad avere quella strana sensazione di vedere un’ospite entrata improvvisamente in una casa che conosco da sempre, ed è probabilmente inevitabile che sia così dopo una sola puntata.

La vera prova non sarà il debutto, ma ciò che accadrà tra qualche mese. Se arriveremo a guardare Alessandra senza pensare più al fatto che quella poltrona, fino alla scorsa stagione, non esisteva, allora significherà che l’esperimento avrà funzionato e che anche lei sarà diventata parte di quella casa.

Perché Uomini e Donne può cambiare, aggiungere e sperimentare. È anche grazie alla capacità di evolversi senza stravolgersi se è riuscito a sopravvivere così a lungo.

Su una cosa, però, continuo a non transigere: Tina non si tocca. E nessuno provi nemmeno lontanamente a prepararci psicologicamente a strani passaggi di testimone.

Maria, siamo stati chiari.

Maria De Filippi - Tina Cipollari

Maria De Filippi – Tina Cipollari


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