Una Voce Per Padre Pio, pagelle: Lamborghini casta (8), Mara Venier non schioda (6) e "il solito" Al Bano (4)
Una Voce per Padre Pio su Rai 1: le pagelle della serata del 13 giugno 2026 con i promossi e i bocciati dell'evento condotto da Mara Venier

Rai 1 ha proposto in prima serata la 27esima edizione di Una voce per Padre Pio in collaborazione con l’associazione omonima. Mara Venier ha guidato la serata salutando l’orchestra e presentando gli ospiti previsti per la serata del 13 giugno 2026 a Pietrelcina. Musica, emozioni e beneficenza con i protagonisti che lavorano nell’associazione e si adoperano per i più bisognosi. Brani e testimonianze varie si sono alternati, mostrando al pubblico in piazza e da casa le attività realizzate con i fondi raccolto lo scorso anno. Vediamo i promossi e bocciati nelle pagelle dell’evento per quel che riguarda l’intrattenimento offerto.
Una Voce per Padre Pio: i promossi della serata del 13 giugno 2026 su Rai 1
Anna Oxa icona intramontabile. Voto 10. Una delle ultime vere dive della musica italiana: voce inconfondibile, personalità fuori dagli schemi e una carriera costruita senza inseguire le mode. Mentre molti colleghi fanno a gara per infilarsi in reality, talent e ospitate dell’ultima ora (e ad ogni ora), lei ha scelto un’altra strada: quella della rarità. Nel mondo dello spettacolo, oggi, essere rari è un superpotere. Forse è proprio questo a rendere il suo fascino intatto. Anna Oxa non si consuma, non si inflaziona, non diventa mai ordinaria. Compare, canta e ricorda a tutti perché è una leggenda. E poi diciamolo: sembra aver trovato il segreto dell’eterna giovinezza. Sul palco di Una Voce per Padre Pio, sulle note de L’America non c’è e Quando nasce un amore in un arrangiamento decisamente diverso e più contemporaneo, ha tenuto la scena meglio di tanti artisti molto più giovani che vendono biglietti a prezzi da capogiro. La differenza? Il talento non ha bisogno di effetti speciali. Classe, mistero e presenza scenica. 10 pieno, senza bisogno di recuperi.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppLamborghini casta e credibile. Voto 8. In abito blu tempestato di brillantini — per nulla sobrio, ma sorprendentemente misurato — Elettra Lamborghini porta sul palco una ventata di aria diversa. Freschezza, ritmo, e quella capacità tutta sua di smuovere anche le serate più rigide, quelle che sembrano scritte per restare immobili e anonime. All’evento legato alla beneficenza e alla figura di Padre Pio, resta nei binari senza rinunciare alla sua identità: si fa riconoscere, ma senza travolgere. Un equilibrio non scontato. E chissà che non sia proprio questo il suo punto: rendere "pop" anche ciò che rischia di diventare un rito ingessato. Magari potrebbe aprirsi una nuova tendenza: meno cerimoniale da cartolina e più spettacolo vero, con qualche scossa ogni tanto invece del solito zuppone inesorabile senza guizzi né sorprese. Con Voilà e il suo ultimo singolo Bam Bam Bambina — tutt’altro che in linea con la scaletta classica della serata — accende la piazza di Pietrelcina e si prende la scena su Rai 1 senza forzature. La più attesa sul palco e sicuramente una delle più efficaci e inaspettate della serata.
Mara Venier effetto indigestione, ma va bene così. Voto 6. C’è chi la vorrebbe più defilata, chi la invoca meno "presenza totale" e più contorno. E lei, puntualmente, risponde a modo suo: saluti dal palco agli ospiti con il classico "ci vediamo l’anno prossimo". Tradotto: da qui non mi sposto. Sarò sempre io a condurre l’evento. In fondo è proprio questa la cifra del personaggio. Mara Venier è una certezza che non ha mai fatto finta di essere altro. In questi contesti funziona: ha esperienza, mestiere e una presenza che riempie senza esplodere. Contenuta, ma non certo spenta. Zero eccessi fuori controllo, o derive da varietà televisivo anni ’90. Nessuna forzatura. La sua è stata una conduzione solida, a tratti rassicurante, forse più adatta a eventi del genere che alla domenica pomeriggio "totale" di Rai 1. Promossa, quindi. Anche perché, volente o nolente, è l’ennesima dimostrazione di una cosa molto semplice: dalla televisione italiana, Mara Venier non ha alcuna intenzione di uscire.
Una Voce per Padre Pio: i bocciati della serata condotta da Mara Venier su Rai 1 da Pietrelcina
Riprese fuori fuoco. Voto 5. La serata era registrata, quindi nessuna sorpresa sul piano tecnico generale. Il problema non è la natura dell’evento, ma il modo in cui viene raccontato. Le riprese risultano spesso fuori fuoco, instabili, quasi distratte. Non è una questione di nitidezza: è proprio la sensazione di una regia che non accompagna lo spettacolo, ma lo osserva da lontano. A tratti viene anche da chiedersi se qualcuno degli ospiti abbia chiesto esplicitamente di evitare i primi piani. L’impressione, per qualche secondo, è quella. Poi però si capisce che è semplicemente una scelta (o forse una prassi) di chi si occupa delle inquadrature. Il risultato è un palco costantemente distante. I protagonisti, anche quando sono al centro della scena, appaiono piccoli, quasi compressi nello spazio dell’inquadratura. E da casa succede la cosa peggiore possibile per un evento televisivo: si perde il volto, quindi si perde anche l’attenzione. Non aiuta nemmeno la mancanza di ritmo nelle transizioni tra le immagini, che rende tutto ancora più piatto e poco coinvolgente. Lo spettacolo, invece di arrivare, sembra filtrato. Un vero peccato, perché in un evento del genere la televisione non dovrebbe limitarsi a registrare: dovrebbe far entrare dentro la scena. Qui, invece, resta sempre un passo indietro.
Orietta Berti e Al Bano come il prezzemolo. Voto 4. Ormai sono ovunque, letteralmente ovunque: Rai, Mediaset, ospitate, speciali, serate evento. Un monopolio affettivo e televisivo che attraversa i palinsesti senza soluzione di continuità. Nessuno auspica davvero il ritiro delle grandi voci della musica italiana, anzi. Ma qui il problema non è la presenza: è la sovraesposizione. Tra Orietta Berti e Al Bano e le altre icone sempre presenti, lo spazio sembra non cambiare mai. Una via di mezzo, ogni tanto, servirebbe eccome. Il punto non è l’eccezione, ma la ripetizione. E quando la ripetizione diventa abitudine, anche l’evento perde mordente. A Una Voce per Padre Pio si inseriscono nel solito copione: affidabili, riconoscibili, inevitabili. Ma proprio questa inevitabilità finisce per appiattire tutto. Il paradosso della televisione italiana è questo: i più rari restano a casa, mentre i più presenti diventano sfondo. E lo sfondo, quando è sempre lo stesso, smette di essere scenografia e diventa solo rumore che nessuno vuole ascoltare più.
