Come vivere una favola con Raoul Bova? Ora è possibile e c'entra anche Greta Thunberg
Anteprima fuori concorso al Giffoni per il nuovo film di Berardo Carboni con Sara Ciocca e Raoul Bova, nelle sale ad agosto

Il Giffoni Film Festival si prepara ad accogliere un racconto che unisce l’urgenza dell’attualità alla magia della narrazione classica. Arriva infatti in anteprima fuori concorso alla 56ª edizione della kermesse "Greta e le favole vere", il nuovo film diretto da Berardo Carboni con nel cast anche Raoul Bova, Donatella Finocchiaro e Sabrina Impacciatore. Prodotto da Pegasus con Rai Cinema, QMI e Vision Distribution, in collaborazione con Sky e con il contributo del Ministero della Cultura, il lungometraggio approderà ufficialmente nelle sale italiane a partire dal 6 agosto distribuito da Vision Distribution.
Un viaggio "impossibile", tra amicizia e natura
Al centro della vicenda troviamo Greta (interpretata dalla giovane Sara Ciocca), una bambina di dieci anni che, profondamente colpita dalle battaglie di Greta Thunberg, decide di passare all’azione. Insieme al suo amico Sauro (Mattia Garaci), Greta libera un cucciolo di orso polare dalle grinfie di due bracconieri. Quello che inizia come un gesto istintivo si trasforma rapidamente in un’impresa epica: i due bambini, braccati, decidono di non arrendersi e tentano di riportare l’animale nel suo habitat naturale, al Polo Nord. Il viaggio diventa così un percorso di crescita e coraggio, dove il linguaggio della favola serve a esplorare il delicato rapporto tra uomo e ambiente.
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Entra nel canale WhatsAppIl cinema come motore del cambiamento
Il regista Berardo Carboni ha riunito per questa opera un cast che mescola volti storici del cinema italiano a giovani promesse e star internazionali. Accanto ai piccoli protagonisti Ciocca e Garaci, troviamo come già detto Raoul Bova, Donatella Finocchiaro e Sabrina Impacciatore e completano il quadro attoriale Darko Peric (celebre per la sua interpretazione in La casa di carta), Federico Cesari, Demetra Bellina e Giovanni Visentin. La presenza di interpreti così eterogenei sottolinea forse l’ambizione del film di parlare a un pubblico trasversale, portando temi complessi come la formazione della coscienza ecologica a una fruizione diretta, aperta e priva di cinismo.
Carboni descrive Greta e le favole vere come un’opera necessaria per il presente: "È una favola su argomenti di massima urgenza, pensata per offrire ai più giovani uno sguardo sul mondo che contribuisca alla loro coscienza". In un panorama culturale spesso dominato dal dubbio, il regista sceglie di prendere una posizione netta, proponendo ipotesi di cambiamento concrete attraverso la narrazione cinematografica. "Il compito del cinema oggi è contribuire a inventare una realtà nuova", prosegue Carboni, rimettendo al centro valori come la responsabilità e la lealtà, ricordando che il rischio più grande, di fronte alla crisi climatica, rimane l’indifferenza.
