Tutto l’amore che resta, Raoul Bova non delude mai i fan: “Piangerò”. Ma per il web la Rai “è peggio di Mediaset”

Ieri è andata in onda la prima puntata della nuova fiction di Rai 1: applausi social per Bova nel ruolo di protagonista, ma scatta ancora la polemica orario

Pietro Guerrini

Pietro Guerrini

Content editor

Laurea in Lettere, smania di viaggi e passione per i cartoni (della pizza e della Pixar).

La prima puntata di Tutto l’amore che resta conquista il pubblico di Rai 1 e accende, come spesso accade per le fiction, la discussione sui social. Ieri martedì 29 settembre 2026, infatti, in prima serata sono andati in onda i primi due episodi della nuova serie con Raoul Bova nei panni del preside del Liceo Helen Keller, scuola che accoglie studenti con disabilità all’insegna dell’inclusione. Un tema delicato e ancora poco frequentato dalla fiction televisiva, che ha suscitato numerose reazioni positive (ma non solo) da parte degli spettatori. Scopriamo tutti i dettagli.

Tutto l’amore che resta, l’esordio della nuova fiction Rai con Raoul Bova

La prima puntata di Tutto l’amore che resta debutta su Rai 1 con una storia che mette al centro l’inclusione e il rapporto con la disabilità. Raoul Bova interpreta il preside del Liceo Helen Keller, una scuola pensata come esempio di inclusività per studenti disabili. La fiction affronta, attraverso le vicende dei ragazzi e degli adulti che li accompagnano, temi delicati come le difficoltà quotidiane, i pregiudizi, la solitudine e il bisogno di sentirsi accolti. La prima puntata ha così portato sul piccolo schermo anche le diverse sfaccettature dell’adolescenza e delle fragilità dei giovani, alternando momenti più emozionanti ad altri dedicati alle dinamiche scolastiche e familiari. Al centro resta Bova, chiamato a interpretare una figura di riferimento all’interno della scuola, in una fiction che punta soprattutto a sensibilizzare il pubblico attraverso le storie dei suoi protagonisti.

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I commenti social: applausi per Bova, ma Rai nel mirino per la pubblicità

Sui social il bilancio della prima puntata di Tutto l’amore che resta è soprattutto positivo. "Bellissima fiction con temi attuali e con i disagi dei giovani di oggi e con le varie problematiche dei ragazzi diversamente abili, complimenti a tutti", "Mi è piaciuta molto tratta temi importantissimi", mentre qualcuno ammette: "Bello, non me l’aspettavo, mi è piaciuto tantissimo" si legge sui social, dove non mancano soprattutto i complimenti a Raoul Bova: "Tutti molto bravi… Raul Bova qualsiasi personaggio interpreta non delude mai… è un grande", "Molto bella. Bravissimi tutti i giovani attori! Raul Bova con la maturità è diventato molto bravo", "Bellissima fiction Raoul Bova è un bravissimo attore". Particolarmente apprezzato il messaggio: "Servirebbero più fiction di questo tipo, perché raccontare la disabilità in modo concreto e umano aiuta a superare pregiudizi e stereotipi e, soprattutto, a far conoscere realtà che spesso vengono raccontate troppo poco". Cresce intanto l’attesa per i prossimi episodi: "Posso dire? Per me è promossa e non vedo l’ora della seconda puntata", "Bravi tutti mi piace tanto, chi non conosce le realtà di ragazzi speciali potrà rendersi conto di quanto soffrono e di come hanno bisogno di amici. Bravi vedrò sicuramente gli altri episodi anche se sicuramente piangerò".

Non mancano però le critiche: "Chi ha progettato questa fiction non ha la minima idea di cosa sia la scuola nel suo quotidiano. Mi sono bastati 5 minuti per osservare situazioni paradossali e inverosimili che mai potrebbero coesistere in una realtà scolastica. Meglio la realtà che sta smielata piena di luoghi comuni". E ancora: "Dopo 10′ di dialoghi scontati ciaone". La polemica più ricorrente, tuttavia, riguarda ancora una volta la pubblicità e l’orario, che ormai da tempo continua a fare discutere: "Sì bellissima serie, storia interessante, peccato per la troppa pubblicità, peggio di Mediaset". "Sì e mi auguro che non ci sia troppa pubblicità altrimenti me ne vado a dormire". Infine: "Sì argomento interessante… però in Rai programmi in prima serata. Iniziano troppo tardi".


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