Toy Story 5 supera il miliardo ma la Pixar taglia il personale: la nuova spietata strategia della Disney

Disney prosegue con i licenziamenti a tappeto malgrado il grande successo al botteghino di "Toy Story 5": i motivi della strategia spietata che ha rastrellato migliaia di posti di lavoro

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Redazione

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Toy Story 5
IPA

Un successo stellare non basta più a mettere al sicuro il posto di lavoro. È il duro monito che arriva in queste ore dagli uffici di Pixar Animation Studios, dove centinaia di artisti, creativi e tecnici stanno preparando le valigie proprio mentre lo studio festeggia i risultati straordinari ottenuti da Toy Story 5. Il nuovo capitolo con protagonisti Woody e Buzz sta infatti per sfondare il muro del miliardo di dollari al botteghino mondiale, ma l’entusiasmo sulle passerelle contrasta drammaticamente con il clima di incertezza che si respira dietro le quinte.

Il piano di tagli della Walt Disney e l’impatto sul settore animazione

La decisione rientra in una più ampia manovra di ridimensionamento voluta da Walt Disney, che ha colpito svariati settori del colosso multimediale, da ESPN fino alle redazioni di National Geographic. Ma è proprio lo studio con sede a Emeryville ad aver subito il contraccolpo più duro. Le notifiche di licenziamento, inviate martedì mattina via e-mail senza alcun preavviso, hanno interessato in modo prevalente i settori di produzione e operazioni.

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Per la Pixar si tratta di un cambio di rotta epocale, guidato dalla necessità di ottimizzare le risorse e ridurre il numero complessivo di pellicole in cantiere per concentrarsi esclusivamente sui grandi eventi per le sale cinematografiche.

Chi conosce la storia dell’azienda sa che la creatività della Pixar si è sempre nutrita di sfide impossibili e improvvisazione. Pochi ricordano che nel 1998, durante la lavorazione del secondo capitolo di Toy Story, un comando errato sui server cancellò per errore il 90% del film. A salvare lo studio fu un’animatrice in congedo di maternità che conservava una copia del progetto sul computer di casa: un aneddoto leggendario che dimostra quanto la dedizione e l’ingegno dei singoli dipendenti abbiano letteralmente costruito l’impero che conosciamo oggi.

Box office, streaming e le nuove linee guida del CEO Josh D’Amaro

Eppure, la strategia di Disney appare in contraddizione proprio per il divario tra le performance dei sequel e la risposta del pubblico di fronte a storie inedite. Se film come Toy Story 5 e Inside Out 2 riescono a riempire i cinema di tutto il mondo, i progetti originali – come la recente avventura Hoppers – faticano a ritrovare lo stesso slancio al box office. Una dinamica amplificata dagli anni della pandemia, durante i quali il debutto diretto su Disney+ di opere come Soul e Luca ha abituato gli spettatori a fruire delle produzioni Pixar dal divano di casa.

A fare da contorno a questa dolorosa riorganizzazione sono le linee guida tracciate dal CEO Josh D’Amaro, subentrato alla guida del gruppo con l’obiettivo dichiarato di snellire la struttura aziendale e rendere il modello operativo più sostenibile di fronte alle pressioni degli azionisti. MentreE ora che i dati di incasso continuano a registrare numeri da primato, per la fabbrica dei sogni californiana si apre una fase storica in cui l’efficienza economica sembra aver preso il sopravvento sul fattore umano.


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