Tom Cruise torna al cinema con Top Gun (e il sequel): una saga immortale e perché vederla ora in 4K cambia tutto

Il film cult diretto dal compianto Tony Scott di nuovo in sala dopo 40 anni in una versione rimasterizzata e in altissima definizione

Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, avido consumatore di manga e film, cultore di tutto ciò che è stato girato da Quentin Tarantino e musicista nel tempo libero.

Era il 1986 quando nei cinema sfrecciava per la prima volta un giovanissimo Tom Cruise nei panni del pilota da caccia Pete "Maverick" Mitchell in Top Gun. Un franchise che ha lanciato la carriera dell’attore californiano, all’epoca 24enne, e per il quale si guadagnò addirittura una stella sulla celebre Walk of Fame di Hollywood. Non solo l’originale, ma torna in sala anche il seguito uscito nel 2022, Maverick, e che ha saputo bissare il clamoroso successo del primo capitolo. In occasione del 40° anniversario, Paramount ha deciso di festeggiare come si deve, organizzando una re-release cinematografica per Top Gun e per il suo sequel. Top Gun esce nuovamente nelle sale il 13 e 14 maggio, mentre Top Gun: Maverick il 18 e il 19 dello stesso mese.

Tom Cruise torna al cinema con Top Gun e il suo sequel

"Hai salvato il culo a Hollywood". Uno Steven Spielberg senza peli sulla lingua e senza troppi giri di parole riassume a Tom Cruise l’impatto di Top Gun: Maverick sul mondo del cinema, all’Oscar Luncheon del febbraio del 2023. Il sequel del film cult del 1986, infatti, ebbe la capacità di riportare al cinema frotte di spettatore, ridando ossigeno a un’industria messa in ginocchio dalla pandemia di Covid-19. Per capirci: quando le sale erano ancora chiuse o a capienza ridotta e i film venivano distribuiti direttamente in digitale, praticamente ogni servizio di streaming esistente si era dato battaglia a colpi di machete (e proposte milionarie) per assicurarsi i diritti per trasmettere la nuova avventura di Pete "Maverick" Mitchell. Il suo regista, Joseph Kosinski, e il mega-produttore Jerry Bruckheimer si sono però fermamente opposti. E per un motivo tanto semplice quanto logico: il film era pensato per essere fruito su un grande schermo e con un impianto audio degno di questo nome e non avrebbe avuto lo stesso impatto visto a casa, magari sullo schermo di un pc. O, peggio, su quello di uno smartphone. E la loro testardaggine ha avuto i suoi frutti, con oltre un miliardo e mezzo di dollari incassati nei botteghini di tutto il mondo.

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La storia produttiva di Top Gun del 1986 è divenuta leggendaria quasi al pari del film stesso. Un lavoro travagliato, caotico sin dalle prime fasi di casting e legato alla fatica, molto reale, di girare su vere portaerei e all’interno di veri caccia militari guidati da veri piloti militari. Piccolo trivia: è proprio per via di Top Gun che Tom Cruise ha sviluppato la sua famosa "ossessione per l’adrenalina", che lo ha portato negli anni a girare in prima persona la stragrande maggioranza dei propri stunt (e spesso e volentieri a farsi male nel processo). Questo perchè, dell’intero cast del film, fu l’unico a realmente divertirsi durante le scene girate in volo. Il compianto Val Kilmer, invece, si rifiutò categoricamente di decollare, con le sue scene girate tutto in teatro di posa.

Maverick era omosessuale? La non tanto strampalata tesi di Quentin Tarantino

Top Gun è stato tante cose e tra queste, secondo Quentin Tarantino, anche un film su di un uomo, Maverick appunto, in fuga dalla propria omosessualità. Una tesi non così strampalata, veicolata attraverso il celebre monologo (interpretato da se stesso in un cammeo) nel film indipendente del 1994 Il tuo amico nel mio letto di Rory Kelly. Una teoria che aveva trovato terreno fertile già in precedenza anche tra i fan per via della celeberrima partita di beach volley a circa metà film (dettaglio citato anche nel sequel, ma declinato in salsa football americano). A riguardo, Bruckheimer diede un colpo al cerchio e uno alla botte, affermando: "Quando fai un film, le persone possono interpretarlo come vogliono e, magari, ci vedono anche delle cose che gli stessi filmmaker non avevano idea di star effettivamente toccando".

Parliamo di un film di guerra che però non racconta gli scontri, parlando invece del cameratismo, della vita dei soldati e di come si costruiscano legami tra individui disposti a dare la vita per il bene della missione e della propria squadra. Il fisico maschile diventa un oggetto, una spasmodica ricerca di virilità che il critico Mark Simpson ha descritto come eterosessualità aspirazionale. Nel celebre monologo, Tarantino afferma che Maverick è in bilico tra eterosessualità e omosessualità: da un lato il personaggio di Iceman (Val Kilmer), che lo spingerebbe verso gli uomini, mentre dall’altro quello di Charlotte Blackwood (Kelly McGillis), che incarna l’eterosessualità e il "seguire le regole". Lo stesso Tony Scott aveva ammesso di essersi interrogato a lungo su come gestire la scena del beach volley, decidendo poi di andare "all in" convincendo gli attori a togliersi la maglietta e a cospargersi di olio per bambini. Il sottotesto gay, quindi, non era presente nella sceneggiatura originale, ma la decisione di Scott ha permesso di farlo emergere esplicitamente e in maniera consapevole. Una sorta di "scoperta adolescenziale di sé", che Kosinski ha mantenuto intatta anche nel sequel.

Top Gun 3 si farà, parola di Bruckheimer

Il bruciante successo di Top Gun: Maverick ha portato Jerry Bruckheimer a dare luce verde per un terzo capitolo, molto atteso dai fan e in cui tornerà anche Tom Cruise. Alla cinepresa non ci sarà però Joseph Kosinski e il progetto è ancora in fase di pre-produzione, con tutti i dettagli ancora avvolti dal mistero.


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