Top Gun, la storia che nessuno conosce: da un articolo di giornale a 1,5 miliardi di dollari al botteghino. Origini del cult con Tom Cruise
Da un articolo dimenticato su una rivista californiana del 1983 fino al miliardo e mezzo di dollari: la storia di come una fotografia ha cambiato il cinema americano

Top Gun, il film con Tom Cruise, è iniziato con una fotografia. Un pilota nell’abitacolo di un F-14 Tomcat, il casco bianco e rosso, il cielo intorno e due caccia in formazione a novemila metri di quota. Don Simpson e Jerry Bruckheimer la videro nel 1983, su una rivista che quasi nessuno avrebbe comprato, e capirono immediatamente che lì dentro c’era un film. Avevano ragione.
Nel video di oggi vi porto a ripercorrere ogni tappa di questa storia straordinaria: l’articolo di Ehud Yonay che ha acceso la scintilla, la scelta di Tony Scott come regista, il set dove il director veniva licenziato e reintegrato quasi per gioco, la morte del pilota acrobatico Art Scholl nell’Oceano Pacifico durante le riprese. E poi l’impatto culturale di un film che non cercava profondità che non aveva: cercava velocità, stile, adrenalina.
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Entra nel canale WhatsAppUn giro su un F-14 a diecimila metri di quota. Tanto è bastato per convincere Tom Cruise a fare il film che avrebbe definito la sua carriera. Ma la parte meno raccontata è quella che viene dopo. I trent’anni di silenzio. I tentativi falliti di un sequel bloccato dal Dipartimento della Difesa. La morte di Tony Scott nel 2012, che avrebbe potuto chiudere tutto per sempre. E invece no: Bruckheimer e Cruise decidono di andare avanti – per rispetto, per quell’ostinazione tipica di chi sa che una storia non è ancora finita.
Top Gun: Maverick arriva nelle sale nel maggio 2022 con alcune condizioni imposte dallo stesso Cruise: niente CGI, niente green screen. I jet volano davvero. Gli attori stanno dentro gli abitacoli davvero. Il risultato? Un miliardo e mezzo di dollari in tutto il mondo, sei candidature agli Oscar, e la prova definitiva che il cinema post Covid-19 non è morto. Era solo in attesa del momento giusto.
