TonyPitony come gli Squallor? “No, nelle loro canzoni le parolacce erano un intercalare". Il figlio del fondatore ci spiega le differenze

Attilio Pace, che si occupa della promozione dell’eredità del padre Daniele, commenta il parallelismo tra la storica band e il cantante che, insieme a Ditonellapiaga, ha vinto la serata delle cover di Sanremo 2026.

Luca Burini

Luca Burini

Giornalista

Nato a inizio estate 1987, volevo fare il cantautore. Poi la vita mi ha portato a sfogare la voglia di comporre altrove.

"Da addetto ai lavori mi piace, lo trovo geniale. Ma è diverso dagli Squallor", Attilio, figlio di Daniele Pace, tra i più grandi autori compositori italiani (sono sue canzoni come A far l’amore comincia tu e Sarà perché ti amo), non ci gira tanto intorno quando gli chiediamo di commentare l’accostamento tra TonyPitony e il gruppo vocale fondato dal padre insieme a Giancarlo Bigazzi, Totò Savio e Alfredo Cerruti a fine Anni ’60. Compositore e produttore, Attilio Pace si occupa anche della promozione dell’eredità paterna attraverso radiosquallor, che trasmette solo musica del gruppo attivo discograficamente fino al 1994, ed eventi come il concerto Squallor forever del 27 marzo al Teatro Trianon Viviani di Napoli. La differenza tra il fenomeno musicale italiano del momento coi suoi due milioni di ascoltatori mensili su Spotify e la band che ha lanciato album con titoli come Palle, Vacca, Uccelli d’Italia sarebbe nel modo di dire le cose: "Le parolacce nelle canzoni di TonyPitony diventano quasi la struttura del testo, in quelle degli Squallor era un intercalare".

"TonyPitony usa la volgarità per distinguersi"

Secondo Pace, nel progetto di Ettore Ballarino, questo il nome all’anagrafe del cantante siracusano, i termini espliciti diventano quasi lo strumento per farsi notare, per fare successo: "Per gli Squallor erano un modo per creare brani, per TonyPitony è la strada per distinguersi". E guardando i risultati ce l’ha fatta. Con la sua maschera di Elvis sempre addosso è sbarcato a Sanremo con un hype superiore a quello che c’era per qualsiasi artista in gara. Forte della pubblicità che gli ha fatto Fiorello a La Pennicanza e, soprattutto, di un singolo e un album nelle classifiche dei più venduti da quasi tre mesi, è arrivato nella Città dei Fiori in qualità di voce della sigla del FantaSanremo e di ospite di Ditonellapiaga nella serata dedicata alle cover. I due hanno regalato uno show di livello sulle note di un mashup di The lady is a tramp e Ba ba baciami piccina. Voci impeccabili, passi di danza e tanto feeling: una proposta, più in linea con Broadaway che con il Festival, risultata vincente.

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"TonyPitony ha dimostrato di essere uno che ha studiato"

Perché TonyPitony non è solo testi volgari, sessisti (in uno si fa addirittura riferimento a un rapporto non consensuale) e razzisti. È anche un artista estremamente preparato e musicalmente raffinato. "Quando vuole, dimostra anche una poesia che non è da tutti: prendi il verso Resterò su di te/ Come uno schizzo disegnato da Monet. Ci fa capire a cosa si riferisce, ma con un’immagine che sembra un quadro", fa notare Pace parlando del testo di Donne Ricche, il brano di maggior successo del cantante. Non solo: "Sul web ci sono alcuni video in cui canta My Way di Frank Sinatra. Canta da dio! Si vede che ha studiato, che è preparato, che è un professionista", aggiunge. E la scelta di The lady is a tramp gli ha permesso di dimostrarlo sul (difficile) palco dell’Ariston: "In tanti saranno rimasti a bocca aperta".

"TonyPitony non risulta violento come i rapper e i trapper perché non ci mette la cattiveria"

Queste doti potrebbero essere tra i motivi per i quali c’è più clemenza nei confronti dei suoi testi nonostante non si discostino poi così tanto da quelli di alcuni trapper e rapper che hanno scatenato enormi polemiche negli ultimi anni. "Loro lo fanno con cattiveria. Gli Squallor, Elio e le storie tese e TonyPitony possono essere espliciti, ma non in modo disturbante. Inoltre, nel rap e nella trap c’è un tripudio di immagini violente, non solo sessualmente".

"Le case discografiche avrebbero chiuso le porte in faccia a TonyPitony prima del boom nello streaming"

Ad accumunare il percorso della band del padre e quello di TonyPitony, secondo Pace, sarebbe la totale assenza di promozione. Certo, per le radio e la tv non è così facile trasmettere brani con testi infarciti di parolacce. Gli Squallor riuscirono a passare sulle emittenti private più coraggiose, come Radio Popolare: "Se Pitony si fosse proposto alle case discografiche prima del boom sui social e sulle piattaforme streaming non l’avrebbero nemmeno calcolato. Si preferisce puntare su personaggi meno di rottura, più rassicuranti. Sono tutti uguali, piatti. Oggi TonyPitony fa concerti sold out ed è ospite a Sanremo".

"Nei testi di Pitony non c’è il rimando all’attualità che c’era nei versi degli Squallor"

È proprio grazie ai social che Pace ha scoperto la musica del cantante siracusano: "Sarà passato un annetto da quando l’ho ascoltato la prima volta. Ho pensato che fosse forte perché andava fino in fondo. Non sta facendo una cosa a metà". Adesso però viene il bello: "Ha ancora molto da dire. Deve trovare una sua dimensione senza farsi snaturare da tutto quello che gli succederà intorno: case discografiche, contratti, management. Dovrà capire che tipo di canzoni vuole fare. Che tipo di testi vuole proporre". Potrebbe guardare all’attualità, come facevano gli Squallor: "Oggi farebbero canzoni sulla guerra in Ucraina, sugli Epstein files, sull’arresto dell’ex principe Andrea". Una dimensione che nei brani di Pitony non esiste, fa notare Pace. Che, comunque, non è dispiaciuto dal parallelismo col gruppo fondato dal padre: "È visibilità. E chissà che magari un giorno Tony non decida di reinterpretare un brano degli Squallor. Sarebbe interessante", conclude.


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