Tiziano Ferro lancia una stoccata all'ex e agli haters che lo prendono in giro, poi apre a Sanremo 2027: "Mi piacerebbe"

Il cantante si espone tra la possibilità di tornare in gara a Sanremo, il dolore per il divorzio da Victor Allen e una posizione sempre più dura contro gli insulti sui social.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Un ritorno possibile sul palco del Festival di Sanremo 2027, il racconto di una fase personale complessa e una posizione sempre più netta contro l’odio online: Dopo aver lasciato parlare altri, Tiziano Ferro si racconta in un momento di forte consapevolezza, tra musica, vita privata e nuove priorità artistiche.

Tiziano Ferro e Sanremo 2027: pronto a partecipare alla gara

In occasione della partenza del suo tour negli stadi, Tiziano Ferro ha dichiarato all’agenzia di stampa Adnkronos che vorrebbe gareggiare a Sanremo: "Mi piacerebbe partecipare in gara al Festival. Sono cambiato, oggi sono più sereno e non me ne importerebbe nulla della competizione".

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Ai microfoni de Il Fatto Quotidiano, il cantante di Sere Nere ha confermato la voglia di mettersi alla prova nella kermesse canora e ha anche rivelato di aver detto di no a Carlo Conti, che l’avrebbe voluto al Festival di quest’anno. Quando Conti gli ha proposto di far parte del cast del Festival, il cantautore stava dando gli ultimi ritocchi al suo nono disco di inediti, Sono un Grande e non se l’è sentita di cambiare i piani: "Di fronte alla canzone adatta ci andrei, ma non mi è capitata tra le mani. Da questo disco magari ‘Cuore rotto’ era adatta per Sanremo oppure ‘Fingo e spingo’, avevo pensato anche a ‘Sono un grande’, ma anche quella non aveva la forza giusta. Carlo Conti mi ha invitato ovviamente, ma stavo per uscire con il disco e gli ho detto ‘Carlo, io non posso fermare un disco, non posso non uscire perché ci sono 100 persone attive su questo progetto con 100 famiglie da sfamare’" Se Giorgia gli ha dato una spinta verso il Festival, Laura Pausini gli ha dato delle pacche sulle mani per cercare di dissuaderlo dall’andare in gara al Festival: "Ogni volta che le dico che voglio andare mi tira gli schiaffi sulle mani e mi dice sempre di no. Scherzando le dico che per lei è facile perché c’è già stata, io vorrei farla questa esperienza prima o poi. Te lo dico da bambino che è cresciuto col Festival. Io rispetto il palco di Sanremo: puoi andarci quando sei sicuro, hai la canzone giusta"

Il dolore per l’ex marito e la battaglia contro l’odio ricevuto sui social

Il divorzio da Victor Allen ha profondamente segnato Tiziano Ferro. Tanto da scrivere della questione nella canzone A Napoli, dove lascia emergere il dolore di una relazione che, a suo dire, sarebbe stata caratterizzata da dinamiche tossiche e manipolatorie. Il cantante ha parlato apertamente di abuso mentale, una forma di violenza spesso invisibile ma non per questo meno devastante: "Si parla molto di autolesionismo ed è giusto farlo, ma l’abuso mentale è qualcosa di terribile" Ferro ha fatto riferimento alla figura del narcisista, descrivendola come una condizione capace di produrre conseguenze profonde su chi la subisce: "Quando vivi accanto a una persona narcisista è una forma di lesionismo mentale". Per affrontare questo periodo delicato il cantante continua a fare affidamento sul percorso terapeutico intrapreso negli anni.

Parallelamente, ha parlato anche dell’odio online e dei social network. In un lungo intervento ha detto: "Da dove nasce questa deriva? Anzitutto dobbiamo smettere di far sì che sui social network esistano utenti anonimi. Vanno identificati con una iscrizione con un documento di identità. Perché non è possibile che io se vado a scuola, in palestra, al circolo, non mi posso neanche avvicinare, senza avere perlomeno concesso un documento di identità. Tutto è permesso, invece, è lecito per chi scrive sui social con una ‘chiocciolina’ qualsiasi cose come ‘quella è un’anoressica’, ‘quello è un ciccione’, ‘quella è una cretina’, ‘quello è un cornuto’. Non è possibile e questa cosa deve finire. Concordo con quelli che dicono che se togliamo la cultura del litigio al social network, uccidiamo il social network stesso perché si ‘ciba’ proprio di quello. Chi si cela dietro ai leoni da tastiera? Chi ha tantissimo tempo da spendere sui social network sono anche le persone che non lavorano, quelli che non hanno tantissimo da fare… Parliamo anche di alcuni giovani che hanno meno risorse mentali per riuscire a discernere cosa sia giusto o sbagliato. Quindi con una risatina di troppo scrivono la ‘cazzatina’, come quando facevo gli scherzi io al citofono, ma a 12 anni, questi lo fanno su Instagram. Oppure c’è la frustrazione dei disoccupati che magari ripongono sui social la loro rabbia, quella condivisibile per carità, giusta e dovuta contro una società che poi ti propone un ricco privilegiato che davanti a te sfoggia delle cose più o meno vere, così ti tira fuori il peggio. E come? C’è chi abusa dei social, cioè si è creato questo mestiere per il quale tu esisti sui social media. Quindi i social sono ‘mestieri’ che danno dignità. Ma io lo trovo indegno perché, in realtà, i social dovrebbero essere una estensione del tuo mestiere. Se tu fai il giornalista racconti il tuo articolo, lo lanci e condividi, così come io lancio un tour, una canzone. Non può diventare un mestiere del nulla. Vendere ad una ragazzina il fatto che quello che puoi fare al massimo nella vita è farti una foto per poter vendere e guadagnare, vuol dire che tu puoi benissimo rinunciare agli studi alla cultura, al sapere, all’esistere a prescindere.Per cosa? Tutto per una didascalia e una foto filtrata al massimo con la cultura dell’Ozempic che ci impone la magrezza estrema. Direi che basta questo".


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