Tim Summer Hits, pagelle: Sarah Toscano nata diva (8), Annalisa senza coraggio (5) e Tommaso Paradiso è fermo al 2018 (4)

Promossi e bocciati della terza puntata dei Tim Summer Hits su Rai 1: le pagelle degli artisti sul palco con Carlo Conti e Andrea Delogu

Giusy Palombo

Giusy Palombo

Content creator

Giornalista e content creator. Racconto cultura pop e spettacolo tra articoli e video, con uno stile diretto e autoriale.

Tim Summer Hits
IPA

Tim Summer Hits torna su Rai 1 con la terza e ultima puntata dell’edizione targata 2026. Carlo Conti e Andrea Delogu da Piazza del Popolo a Roma hanno introdotto gli artisti previsti in scaletta per l’appuntamento di venerdì 24 luglio. Ecco chi sono stati i volti meglio riusciti e quelli che, invece, meritano un ripasso.

Tim Summer Hits: i promossi della puntata del 24 luglio 2026

Viva le Bambole di Pezza. Voto 8,5. Portare una canzone che si intitola Porno in prima serata su Rai 1 senza snaturarla non era affatto scontato. Le Bambole di Pezza ci sono riuscite, dimostrando ancora una volta che provocare non significa necessariamente scandalizzare. Dal Festival di Sanremo a oggi hanno costruito un percorso coerente, guadagnandosi uno spazio sempre più importante nel panorama musicale italiano. Non perché siano "diverse" a tutti i costi, ma perché hanno un’identità fortissima. Oggi, che è la merce più rara. Cleo, frontwoman della band, ha incendiato il palco di Piazza del Popolo con un’esibizione esplosiva, fatta di punk, energia e presenza scenica. È impossibile non notarla. Sì, la sua bellezza colpisce, ma sarebbe riduttivo fermarsi lì. È semplicemente la ciliegina sulla torta. La sostanza è un’altra: personalità, talento e un’attitudine che non si compra e non si costruisce a tavolino. Le Bambole di Pezza hanno ricordato una cosa semplicissima: per lasciare il segno non serve assomigliare agli altri. Serve avere qualcosa da dire. E loro, decisamente, ce l’hanno.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Sarah Toscano diva senza sforzo. Voto 8. Ha appena vent’anni, eppure sul palco sembra una che questo mestiere lo faccia da una vita. Ha un’allure da diva rara, ma senza risultare costruita. Ed è proprio questa la sua forza. Porta freschezza, certo. Ma soprattutto una sicurezza che molte colleghe, dopo decenni di carriera, ancora inseguono. Ci sono artiste affermate che, su palchi come quello di Tim Summer Hits, continuano a ostentare una timidezza che, a forza di essere riproposta, finisce quasi per sembrare un personaggio. Più studiata che spontanea. Sarah, invece, non ha bisogno di recitare. Sale sul palco, sa chi è e sa cosa vuole comunicare. Non ostenta, non forza, non cerca disperatamente il momento virale. Fa semplicemente il suo lavoro. E lo fa bene. Anche se dovesse esserci qualche piccola sbavatura, passa in secondo piano. Perché quello che conquista è l’atteggiamento: vive la musica con l’entusiasmo di una ragazza della sua età, ma con la professionalità e la consapevolezza di un’artista molto più navigata. Se continuerà a crescere senza perdere questa naturalezza, il rischio è uno solo: che tra qualche anno smetteremo di chiamarla "promessa". E inizieremo semplicemente a chiamarla una delle protagoniste del pop italiano.

Tim Summer Hits: i bocciati della terza puntata su Rai 1

Annalisa è italiana (purtroppo). Voto 5. Pensate se Annalisa fosse nata negli Stati Uniti, in Inghilterra o magari in Spagna. Qui in Italia nessuno mette in discussione la sua voce, la precisione con cui canta dal vivo e una presenza scenica che, ormai, è da fuoriclasse. Ed è proprio questo che mi fa pensare ogni volta: che peccato. Non è lei a sbagliare. Il punto sono molte delle canzoni che le vengono cucite addosso. Gli ultimi singoli funzionano, entrano in testa, macinano streaming. Ma, troppo spesso, sembrano accontentarsi. Ad Annalisa servirebbe qualcosa di più coraggioso, meno prevedibile e ancora più internazionale. C’è questa strana convinzione che il pop debba essere per forza leggero o superficiale. Non è così. Il pop, quando è scritto e prodotto bene, è il genere più difficile da fare ed è quello che cambia le regole del gioco. Madonna, Rihanna, Dua Lipa, Sabrina Carpenter lo dimostrano da anni. Allora sì, purtroppo in questo caso pesa anche il fatto di essere in Italia. Quando Annalisa sale su un palco, viene naturale immaginare cosa potrebbe fare con un repertorio all’altezza del suo talento. Il potenziale è enorme, ma non è ancora stato sfruttato fino in fondo.

Tommaso Paradiso copia e incolla. Voto 4. L’energia non gli manca e nemmeno la capacità di creare atmosfera. Durante la terza puntata di Tim Summer Hits, ad esempio, ha regalato uno dei momenti più belli della serata cantando insieme a una fan in prima fila. Una scena spontanea, emozionante e autentica. Il problema, però, arriva quando parte la musica. Da anni le canzoni di Tommaso Paradiso sembrano la variazione dello stesso brano: stesso flow, stessa struttura, stesso immaginario. Anche i testi, che un tempo erano il suo marchio di fabbrica, oggi finiscono spesso per assomigliarsi. Attenzione: un artista non deve rincorrere le mode o cambiare pelle a ogni album. Restare fedeli alla propria identità è un valore. Ma c’è una differenza enorme tra avere uno stile riconoscibile e adagiarsi nella comfort zone. Quando ogni singolo dà la sensazione di essere già stato ascoltato, il rischio è quello di trasformare la propria cifra stilistica in una formula. Tommaso Paradiso resta uno degli autori più riconoscibili del panorama italiano e la sua penna gli ha costruito una carriera solidissima. Ma, dopo tanti anni, forse è arrivato il momento di sorprendere davvero. Un guizzo, una deviazione, qualcosa che faccia dire: "Questa non me l’aspettavo". Oggi, invece, l’effetto è un altro: sembra sempre di premere play sulla stessa canzone.

Brancale, Delia e Levante…anche basta. Voto 3. Ormai vedo più Serena Brancale che mia madre. Non è un’esagerazione: nella terza puntata di Tim Summer Hits è salita sul palco ben tre volte. Colpa sua? Assolutamente no. Se sforni collaborazioni e singoli a raffica è normale essere ovunque. Ma magari evitiamo di servirceli tutti nella stessa serata. Lei è bravissima, carismatica e ha una personalità artistica fortissima. Delia e Levante, poi, sono due artiste con identità precise e voci che si riconoscono dopo due secondi. Sulla carta, Al mio paese aveva tutto per funzionare. Invece è diventato l’anti tormentone dell’estate. Non perché sia una brutta canzone, tutt’altro. Il problema è che sembra costruita più per diventare un fenomeno social che per lasciare davvero qualcosa. E alla lunga si sente. Quel ritornello resta in testa, sì, ma nel modo sbagliato. Tra un motivo che ricorda fin troppo una pubblicità di detersivi e l’ennesimo cliché sulla vita di paese, l’effetto è più martellante che coinvolgente. Missione compiuta, forse. Ma adesso possiamo anche voltare pagina.


Potrebbe interessarti anche