Tim Summer Hits, pagelle: Achille Lauro come Totti (8), Irama altezza reale (5). Ma Andrea Delogu è un'altra storia (9)
Dai fuochi d'artificio di Achille Lauro all'atteggiamento sempre più distante di Irama, passando per una Andrea Delogu che conquista: le pagelle di Tim Summer Hits 2026

Chiude i battenti Tim Summer Hits 2026 su Rai 1. L’edizione, condotta per il secondo anno consecutivo da Carlo Conti e Andrea Delogu, termina dopo l’appuntamento "Remix" di venerdì 7 agosto 2026 con le esibizioni che più hanno infiammato la location di Piazza del Popolo a Roma. Essendo la fine, è tempo di bilanci. Ecco dunque chi sono i promossi e chi sono i bocciati di questa stagione dello show estivo.
Tim Summer Hits 2026: chi sono i promossi più rilevanti dell’edizione
Andrea Delogu e la più amata dagli italiani, voto 9. Se c’è una certezza di questo Tim Summer Hits, è Andrea Delogu. La conduttrice ormai gioca in un campionato tutto suo: spontanea, brillante, ironica, capace di stare sul palco senza quella sensazione di dover dimostrare a tutti i costi di essere una conduttrice. Forse è proprio questo il suo punto di forza: sembra facile, perché lei lo fa sembrare facile. Puntata dopo puntata, mentre il programma arrancava sul fronte degli ascolti e il web trovava più di qualche motivo per lamentarsi, sui social si formava un fronte compatto: Andrea Delogu merita di più. Non perché Tim Summer Hits le stia stretto, ma perché ormai appare evidente che potrebbe essere utilizzata molto meglio. Sanremo, un prime time, un talk, un grande varietà: le occasioni non mancherebbero. Dopo la vittoria a Ballando con le Stelle, ci ha messo pure il ballo. Tra coreografie e momenti rubati dalle telecamere nel backstage, Delogu ha confermato di avere una qualità televisiva sempre più rara: sa intrattenere senza prendersi troppo sul serio. Gli ascolti del programma non saranno stati memorabili, ma lei sì. E se il web ha già iniziato a fare il casting per il suo prossimo programma, forse un motivo ci sarà. Tim Summer Hits finisce, la richiesta resta: datele di più.
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Entra nel canale WhatsAppAchille Lauro: il re di Roma torna a casa. Voto 8. Più che un’esibizione, quella di Achille Lauro sembrava una rivendicazione d’identità. A Piazza del Popolo era semplicemente nel suo habitat naturale: quella Roma che racconta, celebra e trasforma in estetica attraverso le sue canzoni e il suo immaginario. Elegante, teatrale, sicuro di sé: Lauro si è preso il palco di Tim Summer Hits con quella presenza scenica che appartiene a chi non deve rincorrere l’attenzione, perché sa già come conquistarla. Ogni gesto, ogni posa e ogni nota hanno restituito l’idea di un artista che ha costruito negli anni un personaggio preciso, riconoscibile e profondamente legato alla Capitale. Il pubblico ha risposto con entusiasmo, cantando i brani scelti per questa fase della sua carriera, mentre sui social il consenso è stato praticamente unanime. Una conferma ulteriore in vista dei prossimi appuntamenti live negli stadi, dove Achille Lauro potrà giocare ancora di più con la sua dimensione da performer. A Roma non era soltanto un ospite: era uno di casa. E quando gioca nel suo campo, Lauro sa ancora come lasciare il segno.
Tim Summer Hits 2026: chi sono i bocciati dell’ultima stagione su Rai 1
Anche meno Irama. Voto 5. Irama è un artista che negli anni si è costruito una credibilità solida. I numeri, le hit e l’affetto del pubblico parlano per lui. Eppure, guardandolo oggi sul palco, sembra esserci qualcosa che stride: non nella musica, ma nel personaggio che porta con sé. Il ragazzo della porta accanto sembra essersi trasformato, almeno televisivamente, in quello che a scuola arrivava con la limousine e il maggiordomo. Quello con le scarpe dell’ultimo modello prima ancora che fossero esposte in vetrina. Quello che ti guarda dall’alto verso il basso con quell’aria da "sì, ok, ma mollami bro". Questa nuova distanza non sembra essere accompagnata da una rivoluzione artistica altrettanto evidente. Le canzoni continuano a funzionare: sono orecchiabili, godibili, riconoscibili. Ma non si avverte un’evoluzione musicale così radicale da giustificare quell’aura quasi aristocratica che sembra essersi cucito addosso. Così, anche a Tim Summer Hits, arriva, canta e sembra quasi avere già un piede fuori dal palco. Troppo shakerato, irraggiungibile, quasi da "concedo la mia presenza e poi torno nei miei appartamenti". Poi, sia chiaro: non conosco Irama personalmente. Magari davanti a un caffè sarebbe il primo a farmi cambiare idea e a rivelarsi simpaticissimo. Ma una pagella giudica quello che arriva dallo schermo. E dallo schermo, per ora, arriva soprattutto una sensazione: Irama, anche meno!
Da Summer Hits a Summer Sleep. Voto 4. Gli ascolti non hanno brillato e sarebbe troppo facile dare tutta la colpa al programma. Il problema, in realtà, è più ampio: nell’estate televisiva italiana c’è ormai una saturazione di hit, tormentoni, piazze e show musicali che rischia di trasformare ogni serata in un gigantesco déjà-vu. Le stesse canzoni, gli stessi artisti, le stesse facce. A un certo punto anche il tormentone più tormentone del mondo chiede pietà. Tim Summer Hits, però, non sembra aver trovato un antidoto a questa overdose estiva. Il format avrebbe bisogno di una revisione, perché al netto della leggerezza e dei fuori programma – spesso dosati alla perfezione grazie ad Andrea Delogu – il rischio abbiocco è dietro l’angolo. Tutto troppo serrato, troppo confezionato, troppo programmato. E proprio per questo, paradossalmente, poco estivo. L’estate dovrebbe essere l’opposto: brivido, imprevedibilità, leggerezza, la sensazione che da un momento all’altro possa succedere qualcosa. Soprattutto in una televisione che, tra repliche e palinsesti in modalità risparmio energetico, avrebbe bisogno di qualche scintilla in più. La prossima stagione, quindi, servirebbe una bella ripulita: meno effetto loop infinito, più identità e magari anche una collocazione diversa. Perché l’idea di portare la musica italiana in piazza è buona. Ma Rai 1 deve evitare che il suo Summer Hits diventi, semplicemente, Summer Sleep.
