Tim Battiti Live, pagelle: Mengoni santo subito (10), Anna cuore di panna (8) e Nicolò Filippucci il "Cenerentolo" (4)

Tim Battiti Live torna su Canale 5 con la terza puntata dalla piazza di Trani: i promossi e i bocciati di giovedì 16 luglio 2026

Giusy Palombo

Giusy Palombo

Content creator

Giornalista e content creator. Racconto cultura pop e spettacolo tra articoli e video, con uno stile diretto e autoriale.

Tim Battiti Live 2026
IPA

Pronti con le pagelle della terza puntata di Tim Battiti Live 2026 su Canale 5. Continua la kermesse estiva tra emozioni, musica e divertimento sul palco pugliese. Vediamo chi sono i promossi e i bocciati della serata condotta da Ilary Blasi, Fabio Rovazzi e Daniele Battaglia a Trani. Le pagelle di Libero Magazine.

Tim Battiti Live: i promossi della terza puntata del 16 luglio 2026 su Canale 5

Meno male che c’è Marco Mengoni. Voto 10. Quando arriva lui, per qualche minuto sembra quasi che la musica italiana abbassi il volume e si ricordi di respirare. Etereo, preciso, mai sopra le righe: parlare del suo talento è ormai quasi scontato, perché il vero punto di forza di Mengoni non è solo quello che canta, ma il modo in cui abita il palco. Canto d’amore con Angelina Mango è una carezza piazzata in mezzo a un’estate fatta di beat martellanti, tormentoni costruiti in laboratorio, canti popolari improvvisati e collaborazioni che, più che sorprendenti, a volte sembrano uscite da una riunione di marketing con il calendario delle uscite davanti. La cosa più bella di questa esibizione, però, non è soltanto la voce. È lo spazio che Mengoni concede ad Angelina. Non sembra mai il collega "più famoso" che invita la nuova promessa per darle una spinta: sembra un amico che accompagna un’altra artista, lasciandole luce, libertà e dignità. Poi c’è quella sintonia difficile da fingere. Uno sguardo, un sorriso, un’intesa che va oltre la semplice promozione del singolo. Perché nella giungla delle collaborazioni studiate a tavolino dalle case discografiche, dove spesso due nomi vengono messi insieme più per algoritmo che per affinità, loro possono anche condividere una manager, ma la sensazione è che alla base ci sia qualcosa di molto più raro: stima vera. Magari il brano farà meno stream del previsto (spoiler: assolutamente no), ma davanti a un’esibizione costruita sulla musica, sul rispetto e non solo sulla strategia, il numero scritto sotto al contatore delle piattaforme diventa quasi un dettaglio.

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Clementino icona indiscussa. Voto 8,5. Questa volta lo possiamo dire senza troppi giri di parole. Certo, a volte la quantità di "uagliù", pacche sulla spalla e carica napoletana a pieni decibel può risultare un filo abbondante. Ma quando sale sul palco di Tim Battiti Live, succede una cosa molto semplice: funziona. Funziona perché Clementino è uno showman vero. Uno di quelli che non si risparmiano, che non stanno lì semplicemente a presentare, ma che prendono possesso del palco e lo trasformano nel loro territorio. A Battiti Live ha tirato fuori un’energia devastante, trascinando la piazza di Trani e riportando lo show alla sua essenza più pura: divertimento, musica, pubblico e quella sensazione di festa collettiva che dovrebbe essere il cuore di una kermesse estiva. Con quaranta gradi, lui ha acceso ancora di più la temperatura. Un concentrato di ritmo, simpatia e presenza scenica. Forse il punto è proprio questo: Clementino è ancora troppo sottovalutato rispetto a quello che sa fare. Non è solo un rapper. È un intrattenitore completo, capace di stare davanti alle telecamere con una naturalezza che molti dovrebbero invidiargli. Con Fabio Rovazzi si lascia anche scappare il desiderio di voler fare un film. E a questo punto una richiesta arriva spontanea: qualcuno lo scritturi. Se riesce a reggere un palco così, il grande schermo potrebbe essere solo il prossimo passo.

Anna cuore di panna (anche con l’autotune). Voto 8. Disclaimer necessario: queste pagelle non sono una gara di precisione chirurgica su note, acuti e perfezione tecnica. Qui si valuta il pacchetto completo: presenza, attitudine, energia e quel qualcosa che resta dopo il microfono spento. Detto questo, se dovessimo giudicare soltanto l’esibizione di Anna dal punto di vista vocale, tra autotune spinto e una produzione che sembra quasi guidare lei invece del contrario, ci sarebbe poco da salvare. Ma, spoiler: un artista non è solo una scala musicale con le gambe. Sul palco di Tim Battiti Live 2026 a Trani, la "baddie" ha tirato fuori il lato più inaspettato: quello tenero. Altro che cuore di ghiaccio da regina urban: Anna si è mostrata emozionata, riconoscente e sorprendentemente umile. Il ringraziamento alla Puglia, lo sguardo verso il pubblico, la reazione davanti ai cartelloni e alle urla della piazza non sembravano il classico copione da artista in tour promozionale. Sembravano veri. La sua musica potrà non piacere a tutti (e sicuramente non è la playlist preferita di chi scrive queste righe), ma in un panorama spesso popolato da personaggi costruiti a tavolino, pose studiate e atteggiamenti da "sono arrivato prima ancora di partire", vedere un’artista giovane capace di emozionarsi ancora è quasi rivoluzionario. L’autotune si può discutere. L’attitudine, molto meno. E forse è proprio questa la cosa che oggi serve di più all’industria musicale: meno statue da copertina, più persone vere.

Tim Battiti Live 2026: chi sono i bocciati della terza puntata

Scaletta a singhiozzi. Si può fare di meglio. Voto 4. La sensazione, durante la serata, è stata quella di una playlist costruita con il tasto "riproduci casuale" premuto troppo a lungo: tanti nomi forti, tanta voglia di spingere sull’acceleratore, ma un equilibrio generale che ha lasciato più di qualche vuoto. Il problema non è il rap, né tantomeno l’autotune: la musica cambia e sarebbe abbastanza miope fingere il contrario. Però, in una kermesse che dovrebbe raccontare il meglio della musica italiana, ogni tanto viene voglia di ricordarsi che esiste ancora anche quella cosa chiamata voce. Il belcanto, la melodia, l’interpretazione: non sono reperti archeologici da museo, ma ingredienti che renderebbero il menù molto più completo. Anche la gestione della scaletta lascia qualche perplessità.

Si capisce la tentazione degli autori di giocarsi subito gli assi più caldi per agganciare il pubblico, ma piazzare artisti giovani, freschi e affamati come Lorenzo Salvetti e Nicolò Filippucci praticamente a mezzanotte significa rischiare di farli esibire davanti a una platea già stanca e a una fetta di pubblico ormai con un occhio sul divano e uno sull’orologio. Non per colpa loro, ma perché anche nelle favole il tempismo conta: Cenerentola aveva il ballo, loro si sono ritrovati sul palco quando la magia della serata aveva già iniziato a spegnersi. Un’occasione sprecata, perché le performance sono il cuore di Battiti Live, ma anche il contorno vuole la sua parte. Perché non inserire qualche pillola dal backstage, qualche momento più spontaneo, qualche incontro capace di dare colore alla serata? Anche perché Ilary Blasi e Fabio Rovazzi hanno dimostrato di avere il ritmo e, quando viene lasciato loro spazio, riescono pure a tirare fuori dichiarazioni e momenti interessanti. Solo musica, per assurdo, rischia di spegnere lo spettacolo. Paradossale per un programma che nel titolo promette proprio il contrario. Più battiti, meno playlist automatica.


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