Tim Battiti Live, pagelle: Emma e Annalisa al comando (8), Sal Da Vinci "lasagna di Ferragosto" (4) e Ilary Blasi resta in panchina (5)
Le pagelle di Tim Battiti Live 2026: Annalisa conquista il pubblico, Sal Da Vinci paga l'effetto sovraesposizione e il format mostra qualche crepa nonostante una buona stagione

Tim Battiti Live 2026 volge al termine. Con la puntata Compilation di giovedì 6 agosto su Canale 5 si conclude l’edizione che ha visto al timone un trio inedito formato da Ilary Blasi, Fabio Rovazzi e Daniele Battaglia. Ecco quali sono i voti di Libero Magazine al format in generale dopo le puntate di quest’anno viste fino ad oggi. Chi sono i promossi e chi, invece, i bocciati.
Tim Battiti Live 2026: i promossi dell’edizione di quest’anno su Canale 5
Blasi, Rovazzi e Battaglia: il nuovo trio funziona eccome. Voto 9. Non dovevano farci rimpiangere Alvin. E, contro i pronostici di molti, ci sono riusciti senza troppi sforzi. Mediaset ha trovato una formula che funziona: da una parte Ilary Blasi, ormai una certezza alla guida di Tim Battiti Live; dall’altra Fabio Rovazzi e Daniele Battaglia, due innesti che sembrano essere sempre stati lì. Il bello è proprio l’alchimia. Battute, botta e risposta, doppi sensi e quella leggerezza che un evento musicale estivo dovrebbe avere per definizione. Il risultato è una conduzione dinamica, mai ingessata e, soprattutto, mai troppo costruita. Un equilibrio tutt’altro che scontato, soprattutto considerando che le puntate erano registrate. Qualche inciampo c’è stato, sarebbe inutile negarlo. Ma sono dettagli fisiologici quando un trio debutta insieme. Quello che conta è che la chimica si vede, si sente e arriva anche a casa. E non è affatto così comune riuscirci al primo tentativo. La sensazione è che Mediaset abbia trovato un assetto vincente. Se dipendesse da noi, Ilary Blasi, Fabio Rovazzi e Daniele Battaglia sarebbero già confermati senza passare dai supplementari. Ora la palla passa all’azienda.
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Entra nel canale WhatsAppEmma, Annalisa e Angelina: il trio che non sbaglia un colpo. Voto 8. C’è un motivo se, finita l’edizione di Tim Battiti Live 2026, i loro nomi sono tra quelli che rimbalzano di più sui social. Emma, Annalisa e Angelina Mango non si limitano a salire sul palco: se lo prendono. Ognuna a modo suo, ma con la stessa capacità di trasformare un’esibizione in un momento che resta. Angelina torna a dominare i grandi palchi dell’estate come se non si fosse mai fermata. Dopo mesi lontana dalla scena, ritrova subito il suo posto tra i protagonisti, dividendosi tra gli eventi televisivi e il tour nei teatri con una naturalezza disarmante. Emma, invece, continua a fare Emma: istintiva, imprevedibile, autentica. Mentre L’Amore non mi basta vive una seconda giovinezza grazie ai social, lei dimostra ancora una volta di non aver bisogno di rincorrere le mode. Le crea. E riesce nell’impresa più difficile: conquistare nuovo pubblico senza perdere quello che la segue da oltre quindici anni. Poi c’è Annalisa, ormai entrata in quella categoria di artiste che sembrano non conoscere passi falsi. In attesa del debutto a San Siro nel 2027, continua a collezionare esibizioni impeccabili, dove eleganza, presenza scenica e precisione convivono senza mai risultare fredde. Un autentico momento di girl power che i social hanno premiato senza troppe discussioni. Per una sera, il podio di Tim Battiti Live parla decisamente al femminile.
Tim Battiti live 2026: chi sono i bocciati di questa stagione
Un’edizione a singhiozzo. Voto 5. Tim Battiti Live 2026 ha fatto tante cose bene, ma non abbastanza da convincere fino in fondo. La conduzione ha funzionato, il cast musicale era ricco e il pubblico ha risposto presente. Gli ingredienti per una grande estate televisiva c’erano tutti. Eppure, la sensazione è che il format si sia fermato un passo prima del salto di qualità. Il primo limite è proprio la confezione. Battiti continua a raccontare il concerto, ma troppo poco quello che gli gira intorno. Servirebbero più backstage, più momenti rubati dietro le quinte e meno siparietti che sembrano costruiti a tavolino. Anche le interazioni con il pubblico risultano spesso eccessivamente preparate: domande, inquadrature e reazioni danno l’impressione di seguire un copione, quando un evento del genere avrebbe bisogno di spontaneità. Poi c’è il nodo dei palchi collaterali, ormai una criticità che si ripresenta quasi ogni anno. L’attesa per artisti come Angelina Mango e Marco Mengoni era altissima, ma entrambi si sono esibiti lontano dal palco principale di Trani. Una scelta che finisce per impoverire il racconto televisivo: niente chiacchiere con Ilary Blasi, Fabio Rovazzi e Daniele Battaglia, nessuna intervista dopo l’esibizione e zero interazione con il resto del cast. Un’occasione sprecata, soprattutto con gli artisti più attesi. Infine la puntata Compilation, forse l’aspetto più deludente di questa edizione. Limitarsi a riproporre quanto già visto nelle settimane precedenti è sembrata la scelta più semplice, ma anche la meno stimolante. Bastava poco per renderla un appuntamento imperdibile: backstage inediti, errori, momenti divertenti mai trasmessi o curiosità dal dietro le quinte. Contenuti capaci di dare ai telespettatori un motivo concreto per tornare davanti alla tv. Battiti Live resta uno degli eventi musicali più forti dell’estate italiana. Ma se vuole continuare a crescere, non può limitarsi a cambiare la scaletta delle canzoni: deve iniziare a rinnovare anche il modo in cui le racconta.
Arisa, Sal Da Vinci e Serena Brancale, stagione difficile. Voto 4. Non è una bocciatura agli artisti, ma al loro impatto in questa edizione di Tim Battiti Live. Per motivi diversi, Arisa, Sal Da Vinci e Serena Brancale sono tra i nomi che, almeno stavolta, hanno lasciato meno traccia del previsto. Arisa è sembrata meno brillante del solito. Complice il caldo, forse, o i mesi complicati vissuti anche sul fronte social, la cantante è apparsa sottotono. Vocalmente resta una garanzia, come sempre, ma il contesto non sembra valorizzarla fino in fondo. Il suo immaginario, più elegante e raccolto, fatica a esplodere in una piazza estiva che vive di energia, ritmo e spettacolo. Per Sal Da Vinci e Serena Brancale, invece, il discorso è un altro. E, probabilmente, non dipende nemmeno da loro. Il vero problema è la sovraesposizione. Da Sanremo in poi, tra tormentoni, ospitate televisive, radio e social, sono praticamente ovunque. Una presenza continua che, per forza di cose, rischia di attenuare anche l’effetto sorpresa. Per gli artisti è una vittoria: significa avere il pubblico dalla propria parte e canzoni che funzionano. Per chi guarda, però, l’impressione è quella di una playlist che continua a ripetersi. Ogni tanto, anche il tormentone dell’anno ha bisogno di prendersi una pausa per tornare a farsi desiderare.