Tim Battiti Live, pagelle: Ilary Blasi è ancora la regina (10), Gabbani una boccata d'aria (8). Ma Anna Tatangelo fa l'influencer (4)
Le pagelle della quarta puntata di Tim Battiti Live premiano Ilary Blasi e Francesco Gabbani, mentre Anna Tatangelo finisce sotto esame

Tim Battiti Live 2026 torna su Canale 5 con la quarta puntata da Trani. Una scaletta ricca di performance e momenti da approfondire, come del resto, è accaduto anche nelle scorse settimane. Al timone della kermesse estiva targata Mediaset Ilary Blasi con Fabio Rovazzi e Daniele Battaglia. Vediamo, anche questa volta, le pagelle di Libero Magazine con top e flop della serata di giovedì 23 luglio 2026.
Tim Battiti Live 2026: i promossi della quarta puntata su Canale 5
Ilary come l’acqua nel deserto. Voto 10. C’è lei. Nel bene e nel male, con quella capacità tutta sua di arrivare e rimettere ordine nel caos. Ilary Blasi è l’imprevisto che la tv generalista non sa più creare, e nella quarta puntata di Tim Summer Hits 2026 ha dimostrato ancora una volta perché la sua presenza divide, fa discutere, ma soprattutto lascia il segno. Ilary non si è risparmiata: è entrata persino nell’esibizione di Fabio Rovazzi sulle note di Andiamo a comandare, trasformando il palco in un piccolo delirio organizzato. Perché dove c’è caciara, dove serve un pizzico di follia e dove il copione può saltare, spesso c’è lei. Ma la vera forza della Blasi è un’altra: la capacità di essere diretta senza sembrare costruita. Come quando ha bacchettato Samurai Jay, distratto dal pubblico e un po’ sfuggente nelle risposte, con la frase: "Non venire a rubare a casa dei ladri". Oppure quando ha invitato Rovazzi a cambiarsi dopo una performance scatenata, scherzando sul rischio "ascella pezzata" dietro l’angolo. Per alcuni saranno battute semplici. Ma dette con il suo tempismo diventano momenti televisivi. Ogni giorno guardiamo una televisione dove molti conduttori sembrano studiati a tavolino, levigati e rigorosamente senza sbavature. Ilary, invece, resta una delle poche a portare sullo schermo una cosa ormai rarissima: la personalità. Chiamatela eccessiva, chiamatela divisiva, chiamatela come volete. Ma una tv senza Ilary sarebbe decisamente più noiosa.
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Entra nel canale WhatsAppPiù Dolcenera per tutti. Voto 9. Ma dov’era finita Dolcenera? No, sul serio: dov’era? Perché bastano pochi minuti sul palco di Tim Battiti Live 2026 per ricordarsi quanto sia mancata. Con Epopea e l’intramontabile Ci vediamo a casa incendia Trani, e stavolta il termine è usato nel senso migliore possibile. Poi c’è lei. Sembra che il tempo si sia fermato da quando, timida e seduta al pianoforte, debuttò a Sanremo voluta da Pippo Baudo. Cambiano le mode, cambiano le playlist, ma Dolcenera resta lì: autentica, riconoscibile, impossibile da confondere. La voce è quella delle grandi occasioni: graffiante, potente, piena di carattere, ma sempre precisa. Un’acrobazia vocale dietro l’altra, fino a un acuto che, con ogni probabilità, avrà fatto tremare i vetri di qualche appartamento affacciato sulla piazza di Trani. Com’è possibile che un’artista di questo livello sia stata così poco valorizzata negli ultimi anni? Se oggi la musica italiana sembra sempre più appiattita e omologata, una parte della responsabilità è anche di chi ha smesso di investire su interpreti con questa personalità. Siamo anche noi, che troppo spesso ci lasciamo distrarre da tormentoni destinati a durare il tempo di un’estate. Dolcenera è la prova vivente che talento, tecnica e identità non passano mai di moda.
Francesco Gabbani, che boccata d’aria. Voto 8. In mezzo a esibizioni spesso tutte uguali, arriva Francesco Gabbani e ti ricordi che il palco può ancora essere un posto divertente. E poi diciamolo: con il nuovo look e gli occhiali da vista sfoggiati a Tim Battiti Live 2026 è un gran bel vedere. Sì, scalda parecchio. L’estetica non è l’unico punto a suo favore però. Gabbani è uno di quegli artisti che da anni orbitano nel panorama musicale italiano con una costanza disarmante: canta bene, intrattiene, è autoironico, non si prende mai troppo sul serio e riesce sempre a coinvolgere il pubblico. Una qualità che, paradossalmente, sembra quasi passare inosservata. Qui arriva il mio dubbio. Perché continuiamo a vedere in tv i soliti volti, quando uno come lui avrebbe tutte le carte in regola per condurre un programma pop, leggero e contemporaneo? In passato un assaggio lo ha già dato. Forse è arrivato il momento di smettere di riesumare le solite mummie televisive e puntare su chi sa davvero stare davanti a una telecamera. Gabbani è pronto. Noi pure. La tv lo è?
Tim Battiti Live 2026: i bocciati della puntata del 23 luglio 2026
Anna Tatangelo, uno spreco imperdonabile. Voto 4. Questa pagella farà discutere, ma il voto non è alla voce. Anzi, è l’esatto contrario. Anna Tatangelo ha uno strumento vocale che tantissime colleghe si sognano. Proprio per questo il giudizio è così severo. Si dice troppo poco, quasi mai, che la Tatangelo possiede un’estensione, un controllo tecnico e una sicurezza nell’interpretazione da poter tranquillamente reggere il confronto con le grandi della musica italiana. Ha una voce importante, potente, duttile. Una voce che avrebbe meritato un percorso artistico molto più ambizioso. Invece, da anni, la sensazione è sempre la stessa: ascolti una cantante di altissimo livello alle prese con brani che non le rendono minimamente giustizia. Come se il suo talento fosse rimasto in folle. Nel mentre, l’immagine pubblica ha spesso preso il sopravvento, dando l’impressione che oggi sia quasi più un’influencer che un’artista capace di lasciare un segno con la propria musica. Sia chiaro: una carriera è fatta di scelte, di occasioni colte e di altre sfumate, di strategie e anche di eventi che nessuno può controllare. Ma quando senti cantare Anna Tatangelo, il pensiero torna sempre lì. La parola è una sola: spreco, forse è uno dei più grandi sprechi del pop italiano degli ultimi vent’anni.
Fred De Palma, speaker delle giostre. Voto 3. Partiamo da un dato di fatto: come tiene il palco Fred De Palma, pochi in Italia. Ha energia, presenza scenica e quella capacità quasi matematica di capire cosa vuole il pubblico. Probabilmente è proprio questo il segreto che lo ha trasformato, ormai da anni, in uno dei re indiscussi delle hit estive. Però c’è un però grande come un tormentone a Ferragosto. Fred De Palma può essere definito in mille modi: animatore, vocalist, padrone della consolle, speaker ufficiale della festa in spiaggia. Ma chiamarlo cantante, almeno oggi, resta un esercizio complicato. E non è una provocazione gratuita: è una constatazione legata al percorso artistico. Il paradosso che lo riguarda è proprio questo: ci sono interpreti con una tecnica vocale impressionante e autori capaci di scrivere testi memorabili che non hanno nemmeno lontanamente il suo talento nell’accendere una piazza. Lui il pubblico lo sa conquistare. Il problema è che, dopo un po’, tra "mani al cielo", urla e formule da animazione, il meccanismo rischia di diventare prevedibile. Una formula perfetta per l’estate, da giugno fino ai fuochi di Ferragosto. Ma poi? Cosa resta quando finiscono gli ombrelloni e arriva settembre? Magari, ogni tanto, un pizzico di autoironia e simpatia in più non farebbe male. Anche perché il pubblico, alla fine, è disposto a seguirti ovunque. Fred, facciamo un patto: meno villaggio turistico, più artista. Anche solo per qualche minuto.
