Tilly Norwood, chi è la prima attrice nata da IA: la rivolta delle star e le accuse di slealtà
Lanciata sui social da una comica olandese, è la primissima star interamente virtuale. Ma 'colleghe' come Whoopi Goldberg ed Emily Blunt non sembrano aver apprezzato.

Si chiama Tilly Norwood la nuova frontiera dell’intelligenza artificiale applicata al mondo dello spettacolo. Non è una star con passato travagliato, o una giovane promessa in cerca di fama, ma la prima attrice creata interamente con l’IA. Nata dallo studio londinese Xicoia, Tilly vanta già profili social, video di presentazione, e ha attirato subito l’interesse di importanti agenzie internazionali. Ma ha anche dato il via a un acceso dibattito tra gli addetti ai lavori, comprese star di Hollywood che non sembrano aver preso benissimo la trovata. Ecco i dettagli.
Tilly Norwood, la nascita della prima attrice IA e il dibattito online
A introdurre Tilly Norwood nel panorama dello showbiz è stata Eline Van der Velden, attrice olandese, amministratrice delegata di Particle6 e fondatrice dello studio Xicoia. In un’intervista a Broadcast International, Van der Velden ha anticipato i grandi obiettivi che si è posta con la sua ‘creatura’ digitale: "Vogliamo che Tilly diventi la prossima Scarlett Johansson o Natalie Portman, questo è l’obiettivo di ciò che stiamo facendo". Sulla pagina Facebook di Tilly, lo scorso luglio, era apparso anche un annuncio entusiasta: "Potrei anche essere stata generata dall’intelligenza artificiale, ma in questo momento provo emozioni molto reali. Sono così emozionata per quello che mi aspetta!".
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Entra nel canale WhatsAppL’intelligenza artificiale, secondo Van der Velden, promette di abbattere i limiti creativi imposti dai budget e di ampliare le possibilità narrative, senza però – almeno nelle sue intenzioni – sostituire gli attori umani. "L’era degli attori sintetici non è ‘arrivata’, è già qui", ha scritto a questo proposito la creatrice di Tilly Norwood in un recente post su LinkedIn.
La rivolta di Hollywood e le accuse di vantaggio ‘sleale’
Non tutti, però, condividono l’entusiasmo per il nuovo volto IA. L’attrice Whoopi Goldberg, ad esempio, ha commentato la vicenda durante il programma The View: "Il problema, a mio modesto parere, è che all’improvviso ti trovi di fronte a qualcosa che è stato generato con altri 5.000 attori. Ha l’atteggiamento di Bette Davis, ha le labbra di Humphrey Bogart. E quindi è un vantaggio un po’ sleale. Ma sapete cosa? Forza. Si può sempre distinguere da noi. Ci muoviamo in modo diverso, i nostri volti si muovono in modo diverso, i nostri corpi si muovono in modo diverso".
Anche altri nomi noti di Hollywood hanno espresso preoccupazione. Toni Collette, attrice australiana, ha condiviso sui social una pioggia di emoji di dissenso, mentre Mara Wilson, star di "Matilda 6 mitica", ha scritto che le agenzie dovrebbero scritturare "le centinaia di ragazze vere le cui facce sono state messe insieme per fare quella" di Tilly. Melissa Barrera, protagonista dell’iconica serie "Scream", ha invece auspicato che tutti gli attori scarichino eventuali agenzie che si prestano a lavori con personaggi IA. Mentre Emily Blunt ha definito l’intero scenario "terrificante, molto molto spaventoso", invitando chi lavora nel cinema a non rinunciare alle "connessioni umane".
Insomma, fra pochi entusiasti e parecchi detrattori, l’industria del cinema inizia a fare i conti con una nuova sfida inattesa. Dopo le influencer virtuali e le modelle IA, Tilly Norwood rappresenta il primo esperimento di attrice completamente digitale: sarà davvero un’artista destinata a cambiare il volto di Hollywood, oppure un fugace fenomeno tech? Il dibattito è appena iniziato.
