Altro che Harley Quinn: Margot Robbie ha confessato la più sorprendente paura segreta

In The Suicide Squad - Missione Suicida è la più rumorosa di tutti. Nella vita privata, però, Margot Robbie soffre d’ansia quando deve parlare in pubblico e preferisce stare lontana dai riflettori

Diego Scappini

Diego Scappini

Giornalista

Classe 1987, lo sport è il mio habitat naturale ma sono appassionato anche di TV, serie e cinema, soprattutto horror.

Margot Robbie - The Suicide Squad - Missione Suicida
Facebook - The Suicide Squad

Harley Quinn è probabilmente il personaggio più memorabile di Suicide Squad (2016) e del suo seguito, The Suicide Squad – Mission Suicida (2021), tanto da essersi meritata nel 2020 uno spin‑off tutto suo – Birds of Prey – costruito attorno alla sua energia fuori controllo. Harley è come se avesse un motore interno sempre acceso, esagerata in tutto: nei colori, nei gesti, nelle scelte. Eppure, dietro quella maschera così rumorosa, c’è un’attrice che vive in modo quasi opposto: Margot Robbie infatti è riservata, selettiva, attenta a non esporsi troppo. E soprattutto, ha raccontato più volte di provare ansia proprio quando deve parlare come se stessa.

Quando Margot racconta la sua ansia di parlare in pubblico

Lo ha spiegato in diverse interviste, dal The Hollywood Reporter al Guardian: recitare la rilassa, parlare pubblicamente come Margot molto meno. Incredibile a dirsi, ma sono le conferenze stampa, i discorsi pubblici, le domande improvvise la parte del suo lavoro che la mette più alla prova.

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Dopo Tonya (2017), quando la sua carriera è esplosa definitivamente, ha raccontato di aver avuto attacchi di ansia durante i press tour più intensi. Non sul set, davanti alla macchina da presa, bensì dietro la macchina da presa, quando doveva essere "semplicemente" Margot Robbie e non un personaggio. Ha confessato che, per uno speech di cinque minuti, si prepara più che per una scena complessa: Più che timidezza o insicurezza, è la sensazione di dover "rappresentare se stessa" a non venirle naturale e a pesarle maggiormente.

Il contrasto con Harley Quinn in The Suicide Squad – Missione suicida

Nel film di James Gunn, Harley Quinn domina la scena come se fosse impermeabile a tutto: pallottole, esplosioni, giudizi. Margot però, fuori dal set, non funziona così: lei stessa ha raccontato che quella sicurezza non le appartiene, che la usa solo quando interpreta il personaggio.

La vita privata dopo il successo di Barbie

Negli ultimi anni dopotutto la sua vita è cambiata parecchio. Il successo di Barbie l’ha trasformata in un’icona globale, e nel frattempo è arrivato il primo figlio, nato a ottobre 2024. Una maternità vissuta con una discrezione quasi d’altri tempi, senza annunci in pompa magna ma solo qualche scatto rubato a Los Angeles mentre camminava col marito Tom Ackerley e un passeggino scuro.

Da quando è diventata mamma si è concentrata soprattutto sul lavoro da produttrice: nel 2026 con la sua casa di produzione LuckyChap ha realizzato Cime tempestose, un progetto ambizioso che, nonostante sia anche la protagonista femminile (accanto a Jacob Elordi), la vede quasi più dietro che davanti alla macchina da presa. È un modo diverso di vivere il cinema, più controllato, ragionato e forse vicino a quello che oggi le interessa davvero.


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