The Mandalorian & Grogu: un finale o una ripartenza? Il film non aggiunge niente alla serie tv, ma resta un piacere per gli occhi. Recensione

La prima avventura al cinema del duo convince ma lascia qualche perplessità sull'impatto che avrà sul franchise: ecco la nostra recensione

Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, avido consumatore di manga e film, cultore di tutto ciò che è stato girato da Quentin Tarantino e musicista nel tempo libero.

Da quando Disney ha acquisito la LucasFilm e, di conseguenza, tutti i prodotti dell’universo legato a Star Wars, la saga creata da George Lucas ha vissuto al cinema alterne fortune. Aspramente criticati i capitoli principali del franchise, in particolar modo Episodio VIII ed Episodio IX. Molto meglio gli spin-off, a col meraviglioso Rogue One e il sin troppo bistrattato Solo. In tv le cose sono andate in maniera simile, con alcuni show più fortunati di altri. Alcuni decisamente MOLTO fortunati, vuoi per una storia finalmente accattivante o per personaggi che hanno saputo rapire il pubblico. The Mandalorian può dire di vantare entrambe le cose, anche grazie a un attore protagonista, Pedro Pascal, in grado di emanare carisma pur senza farsi vedere (quasi) mai in volto e al piccolo Grogu, alieno della medesima razza di Yoda.

Dopo tre stagioni trasmesse in streaming su Disney+, di cui l’ultima uscita nel 2023, il dinamico duo fa il "salto di qualità", approdando sul grande schermo. Un passaggio, come affermato da Dave Filoni, presidente di Lucasfilm e tra i produttori del film diretto da Jon Favreau, che all’interno dello studio sentivano come necessario per trainare un franchise nato al cinema di nuovo in sala. Ma sarà stato sufficiente? Nel cast, oltre ovviamente a Pedro Pascal, figurano Sigourney Weaver, Jeremy Allen White, Steven Blum, Johnny Coyne e persino un cammeo di Martin Scorsese.

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The Mandalorian & Grogu – La recensione del film

La natura originariamente episodica di quello che è poi diventato un film di The Mandalorian & Grogu si nota chiaramente. L’impostazione del racconto va a blocchi, ciascuno con un proprio climax ascendente per poi passare al successivo. Le due ore (e poco più) di durata scorrono abbastanza lineari, anche grazie alla concreta mole di azione lungo l’arco di tutta la pellicola. Ma a circa metà il film soffre di un piccolo rallentamento, un problemino di pacing su cui si può tranquillamente soprassedere. Il film è innegabilmente divertente e intrattiene, poggiandosi saldamente su una formula consolidata nell’arco di tre stagioni dello show originale.

Al centro di tutto è ovviamente la relazione tra Din Djarin (Pedro Pascal) e il piccolo Grogu. I due sono ormai una famiglia e si spalleggiano a vicenda. "Il vecchio si prende cura del giovane, e poi il giovane si prende cura del vecchio", afferma il Mandaloriano durante il film. E non c’è niente di più vero. Vederli interagire sullo schermo è sempre un piacere per gli occhi e le gag che ne risultano sono ben dosate e quasi mai invasive. Funziona anche il cast di nuovi personaggi, guidato dal Rotta The Hutt doppiato in originale da Jeremy Allen White. Torna anche Zeb, comparso per la prima volta nella serie animata Star Wars Rebels e poi in carne e ossa nella terza stagione di The Mandalorian. Cammeo molto apprezzato per Sigourney Weaver nei panni del colonnello Ward. Ennesima spilletta proveniente da un grande franchise di fantascienza, dopo Alien e Avatar. E parlando di cammei, sotto la cgi di Hugo, proprietario di un foodtruck, c’è addirittura Martin Scorsese.

Di cosa parla la trama di The Mandalorian & Grogu?

Din Djarin (Pascal) e il suo allievo Grogu lavorano ormai in pianta stabile con la Nuova Repubblica, cacciando per conto loro i generali e i capi dell’Impero ancora in fuga e accettando incarichi dal Colonnello Ward (Weaver). Per trovare informazioni sul signore della guerra Coin, il suo prossimo bersaglio, il Mandaloriano si dirige sul Nal Hutta, mondo di origine degli Hutt, noti gangster intergalattici. Lì accetta una missione per conto dei Gemelli: trovare e salvare Rotta the Hutt (White), unico figlio di Jabba the Hutt, scomparso da tempo. L’incarico, però, prende presto una piega non preventivata e il Mandaloriano, Grogu e Zeb (Blum) si ritroveranno invischiati in una cospirazione ben più grande.

La formula televisiva funziona… circa

Dobbiamo per forza parlare dell’elefante nella stanza. The Mandalorian & Grogu intrattiene, diverte e non annoia… ma non aggiunge niente a quanto non sia già stato detto nella serie tv. È un’avventura incapsulata all’interno dei suoi stessi confini, una "lunga missione" che inizia e finisce col film, senza apportare sostanziali modifiche ai personaggi del Mandaloriano e di Grogu. I richiami agli altri prodotti del franchise e alla stessa serie tv originale sono quasi azzerati, in modo che anche un pubblico più generalista possa apprezzare il film. Ci siamo quindi trovati interdetti nella valutazione. Perchè se questa doveva essere l’ultima avventura del duo, allora non ci siamo proprio. Perchè rimane una conclusione migliore per la loro storia quella data dall’ultimo episodio della stagione 3. Se invece siamo davanti a una ripartenza della storia, e con essa di tutto l’universo di Star Wars, allora è un altro paio di maniche. Va anche detto che si tratta di speculazioni nate da rumor da parte di insider (per quanto in alcuni casi affidabili) e nulla di concreto. Per avere seria risposta a questa domanda, occorrerà aspettare di vedere quanto successo di pubblico avrà il film.

Film che, come da prassi, vanta un comparto effetti speciali di tutto rispetto. Le scene d’azione funzionano e sono spettacolari e si alternano bene con le sequenze più calme e di dialogo. Abbiamo apprezzato l’uso di effetti pratici al posto della CGI, soprattutto per alcuni robot. Gli inseguimenti a terra e i combattimenti in cielo elevano la pellicola. Insomma, da questo punto di vista non ci si può assolutamente lamentare.

The Mandalorian & Grogu porta in sala la formula apprezzata della serie tv, offrendo un’avventura "mordi e fuggi" del duo. Una soluzione che però nasconde anche una criticità, legata precisamente alla sua natura "chiusa". La pellicola non aggiunge o toglie niente a quanto già detto dalla serie tv e aver potato ogni riferimento al resto del franchise, o anche alla stessa serie tv originale, in favore di una fruibilità quasi generale, ne ha azzoppato la profondità e l’impatto sulla storyline principale. In sostanza, è un bel film ma che vanta ben poca "utilità".

Voto: 7/10


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