The Day After Tomorrow, tutti gli errori (clamorosi) del film in cui compare anche la star di Spider-Man
A vent'anni dal debutto, il kolossal di Roland Emmerich resta un punto di riferimento del genere disaster movie

Nel 2004, Roland Emmerich ha portato sul grande schermo una delle visioni più terrificanti e visivamente sbalorditive sulla fine del mondo moderno: L’alba del giorno dopo – The Day After Tomorrow. In un periodo in cui il dibattito sul riscaldamento globale iniziava a farsi prepotentemente spazio nell’opinione pubblica, il film portò sul grande schermo le paure legate ai cambiamenti climatici, estremizzandole all’ennesima potenza. Con un budget colossale e un cast guidato da Dennis Quaid e un giovane Jake Gyllenhaal, il film non si è limitato a essere un semplice blockbuster estivo, ma è diventato un manifesto politico e ambientale che ha scosso l’opinione pubblica dell’epoca, pur restando un "disaster movie" spettacolare e scientificamente "discutibile". Al centro della narrazione una serie di eventi meteorologici estremi che porta l’emisfero settentrionale in una nuova, praticamente istantanea era glaciale, con l’umanità che tenta di sopravvivere a questa incredibile prova.
Lotta per la sopravvivenza
Il paleoclimatologo Jack Hall (Dennis Quaid), durante una spedizione in Antartide, scopre che una gigantesca porzione di banchisa si è distaccata, segno inequivocabile di un imminente cambiamento climatico globale. I suoi avvertimenti vengono ignorati dal governo degli Stati Uniti, ma la natura non aspetta: in pochi giorni, una serie di eventi meteorologici catastrofici – tra cui tornado che distruggono Los Angeles e grandinate mortali a Tokyo – colpisce il globo. L’emisfero settentrionale sprofonda in una nuova, improvvisa Era Glaciale. Mentre milioni di persone fuggono verso sud, Jack intraprende una missione disperata in direzione contraria: camminare tra i ghiacci da Philadelphia fino a una New York sommersa e congelata, per salvare suo figlio Sam (Jake Gyllenhaal), rimasto intrappolato nella New York Public Library insieme ad alcuni sopravvissuti.
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Entra nel canale WhatsAppDieci curiosità, errori e "segreti" dal set di The Day After Tomorrow
- Le basi (poco) scientifiche
Il rapporto tra la produzione e la comunità scientifica fu turbolento. La NASA, interpellata prima delle riprese, definì gli eventi del film troppo ridicoli per essere verificati. L’agenzia arrivò a vietare ai propri dipendenti di commentare ufficialmente la verosimiglianza del film, restrizione che fu annullata solo in un secondo momento. Altri scienziati, invitati dalla Fox a un’anteprima, definirono la pellicola una "assurdità godibile". - Il mancato casting di Lindsay Lohan
Il ruolo di Laura, l’interesse amoroso di Sam, era stato inizialmente assegnato a Lindsay Lohan. L’attrice dovette rinunciare a un passo dalla firma a causa di importanti conflitti di programmazione nella sua schedule (in quel periodo stava girando Mean Girls). Al suo posto subentrò Emmy Rossum, che ironicamente avrebbe sostituito la collega una seconda volta, nel 2006, per il film Poseidon. - La polemica politica e il Vicepresidente
Il regista Roland Emmerich insistette fortemente per avere Kenneth Welsh nel ruolo del Vicepresidente degli Stati Uniti. La sua somiglianza fisica con Dick Cheney, all’epoca vero VP dell’amministrazione Bush, non era casuale: Emmerich voleva che il film fosse una critica esplicita all’opposizione del governo americano al Protocollo di Kyoto. - Il mistero dei leoni della Library
La splendida New York Public Library è il rifugio in cui si barricano Sam e i suoi amici. Tuttavia, nell’iconica facciata mostrata nel film mancano i due celebri e storici leoni di marmo, sostituiti da delle lampade. Secondo alcuni dipendenti della biblioteca interpellati all’epoca, la produzione fece questa scelta per evitare di pagare i diritti di sfruttamento d’immagine legati alle famose sculture. - L’origine del titolo è… filosofica
In una scena all’interno della biblioteca, i protagonisti discutono su quali libri bruciare per scaldarsi. Appare una copia delle opere di Friedrich Nietzsche. È un riferimento colto: in un saggio del filosofo degli ultimi anni dell’800 si legge nella prefazione "Only the day after tomorrow belongs to me" ("Solo il dopodomani mi appartiene"), frase che richiama direttamente il titolo del film. - Il cameo "nascosto" di Kirsten Dunst
I fan più attenti possono scorgere un volto noto durante una scena concitata. Quando Sam chiama suo padre per avvisarlo che l’acqua sta invadendo la scuola, proprio dietro di lui, con un maglione tirato su a coprire naso e bocca, appare brevemente Kirsten Dunst, che all’epoca aveva una relazione sentimentale proprio con Jake Gyllenhaal e si trovava sul set per fargli visita. - L’errore del punteruolo da ghiaccio
Nella sequenza iniziale, quando Jack deve saltare attraverso un varco nel ghiaccio che si sta aprendo, si nota un errore di continuità: mentre salta tiene in mano solo delle provette, ma un istante dopo, quando cade, stringe improvvisamente un punteruolo da ghiaccio. - Le bende "magiche"
Un altro errore di montaggio riguarda il personaggio di Jason. Quando Frank è appeso al tetto del supermercato, si vede chiaramente la mano di Jason insanguinata. Tuttavia, nelle inquadrature immediatamente successive, il sangue è sparito e non compare alcuna benda. - Lo zoo "al contrario"
In una scena che mostra gli animali dello zoo di New York spaventati dal clima, l’inquadratura della gabbia dell’orso polare contiene un errore grossolano: l’immagine è stata invertita in post-produzione, come dimostra la scritta BEAR visibile sullo schermo, che appare chiaramente speculare. - Ombre e riflessi indiscreti
La produzione non è stata immune da sviste tecniche tipiche dei grandi set. Quando un addetto alle pulizie cammina verso una porta illuminata, è possibile scorgere l’ombra del fonico. Inoltre, durante la sequenza del tornado, il riflesso del cameraman è visibile sulla carrozzeria lucida di una Porsche sul lato destro dell’inquadratura.
