The Blues Brothers, quella volta che John Belushi rischiò di morire sul set: l'inizio del declino per il comico più talentuoso di sempre?
Ripercorriamo il difficile percorso di vita e carriera del grande comico e attore: dall’ascesa alla caduta di una leggenda del cinema.

Parlando dell’iconico film The Blues Brothers, c’è una scena che il regista John Landis non ha mai dimenticato: durante le riprese del film, entrò nella roulotte di John Belushi dopo averlo cercato per ore sul set, e lo trovò accasciato su sé stesso, in stato confusionale, dopo aver assunto cocaina. Era il 1979, il film non era ancora finito, e quell’uomo che giaceva mezzo addormentato tra la polvere bianca era uno degli attori più amati e talentuosi d’America. Quello fu il primo grande campanello d’allarme di una tragedia già scritta. I personaggi di Jake e Elwood Blues erano stati creati da Belushi e Aykroyd negli spettacoli del Saturday Night Live, e in breve tempo erano diventati inconfondibili in tutto il mondo. Il successo fu tale da convincere tutti che se ne doveva fare immediatamente un film. John Belushi era all’apice del successo e tutto ciò che toccava diventava oro. Ma dietro il sorriso da palcoscenico, qualcosa stava già cedendo.
John Belushi, il successo con The Blues Brother e l’inizio della fine
John Belushi iniziò attorno al 1973 a fare uso di cocaina sui set cinematografici e quando nel luglio del 1979 iniziarono le riprese di The Blues Brothers a Chicago, il quadro risultò già molto compromesso. Il set, di fatto, si trasformò in qualcosa di incontrollabile. A seguire, Belushi e Aykroyd inaugurarono il Blues Club, un bar privato in cui invitare amici, membri del cast e della troupe e dove procurarsi la droga diventava ogni giorno più semplice. Il regista del film tentò ogni strada: assoldò Smokey Wendell come supervisore della sobrietà dell’attore e chiese a Carrie Fisher di tenerlo lontano dalla droga, ma questo non bastò.
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Entra nel canale WhatsApp"Quando abbiamo cominciato a girare, John faceva uso di cocaina. La cocaina ti fa bere, e il bere ti porta a farti ancora più di cocaina. Dei perfetti sconosciuti lo vedevano e gli davano la droga. È quasi morto sul set. La cosa più triste per me è che quando abbiamo girato Animal House lui dava il 100% mentre in questo caso, se gli andava bene, era il 75%, ma siccome lui era bravissimo se ne accorgevano in pochi", ha rivelato proprio John Landis al Guardian.
Nonostante tutte le difficoltà, compresa appunto la volta in cui Belushi rischiò di morire sul set e venne ritrovato proprio dal regista in uno stato di semi-incoscienza, il film uscì e fu un trionfo, con un totale di 115 milioni di dollari incassati al botteghino. Un successo clamoroso che nessuno riuscì a spiegarsi del tutto, considerando l’inferno che era stata la sua lavorazione. Ma il prezzo personale che Belushi stava pagando era altissimo, e la resa dei conti era solo rimandata.
The Blues Brother, il tragico epilogo della vita di John Belushi
Dopo The Blues Brothers, le porte di Hollywood cominciarono lentamente a chiudersi. I produttori temevano di lavorare con l’attore proprio per il suo problema con la droga. Per salvare la sua carriera, Belushi decise di disintossicarsi e per un periodo ci riuscì. Recitò ancora, accettò ruoli diversi, cercò di reinventarsi, ma senza mai riuscire ad eliminare completamente il suo più grande demone. Solo due anni dopo l’uscita del film, Belushi morì per overdose di cocaina ed eroina, a soli 33 anni.
Belushi aveva trascorso la maggior parte della sua ultima settimana di vita saltando di festa in festa, dal Roxy al Rainbow Bar and Grill, fino a decidere di fermarsi in un bungalow del Chateau Marmont, il celebre hotel sul Sunset Strip di Los Angeles. Quella sera passarono da lui per un saluto Robin Williams e Robert De Niro, entrambi sconvolti dalle condizioni della stanza. Belushi fu trovato morto il giorno successivo, intorno a mezzogiorno, dal suo personal trainer e guardia del corpo. I funerali vennero celebrati con rito ortodosso alla presenza dei familiari e degli amici più stretti dell’attore: la moglie Judith Jacklin, il fratello Jim e l’amico di sempre Dan Aykroyd. Infine, Belushi venne sepolto all’Abel’s Hill Cemetery a Martha’s Vineyard, nel Massachusetts.
John Belushi, una ferita aperta nel mondo di Hollywood
Nonostante la sua personalità esuberante e il talento formidabile sul palco, nel privato John Belushi era una persona molto sensibile e fragile, che per tutta la vita si era sentita fuori posto ovunque, tranne che sul palcoscenico. E, forse, è proprio in questa forte contraddizione che risiede il vero fulcro di tutta la sua storia: un uomo capace di far ridere milioni di persone, ma incapace di fare pace con sé stesso. Il successo era arrivato troppo presto, troppo forte, e lui non aveva mai trovato gli strumenti giusti per gestirlo e tenerlo a bada. The Blues Brothers è rimasto un capolavoro immortale del cinema, ma il nome di John Belushi rappresenta ancora oggi una ferita aperta, la promessa di un genio che Hollywood ha consumato prima ancora di capire fino in fondo cosa avesse tra le mani.
