Sylvester Stallone, la confessione choc su Rocky: “Ero bulimico, usavo steroidi”. Poi il conto da pagare
L’attore ripercorre gli anni di Rocky e Rambo e racconta l’ossessione per il fisico che ha segnato la sua carriera, tra eccessi, conseguenze e dolori nel tempo.

Quando parliamo di Sylvester Stallone è inevitabile pensare subito a Rocky Balboa e Rambo, personaggi da lui interpretati e diventati iconici nel cinema mondiale. Ma dietro quei muscoli scolpiti si nasconde una storia molto più complessa, fatta di ossessione, sacrifici e conseguenze che l’attore porta ancora oggi. In un’intervista al New York Times, Stallone, arrivato a 80 anni, ripercorre il rapporto tormentato con la propria immagine e racconta alcuni degli aspetti più difficili di quella trasformazione fisica. Vediamo nel dettaglio cos’ha detto.
Sylvester Stallone e il prezzo dietro la trasformazione fisica
Intervistato da New York Times, Sylvester Stallone ha ripercorso gli anni in cui, per interpretare Rocky e Rambo, sottopose il proprio corpo a trasformazioni estreme. Quella ricerca di un fisico sempre più muscoloso e definito, iniziata con l’evoluzione del personaggio di Rocky e portata all’estremo con Rambo, finì per diventare una vera ossessione: "Un ragazzo liscio, dall’aspetto normale". "Poi ci siamo detti che andando avanti il personaggio sarebbe diventato un po’ più vanitoso. E per Rambo che è un guerriero devi essere un po’ più animalesco. Così ho cominciato a pensare: disegna il tuo corpo come un giaguaro, un felino. Era diventata un’ossessione davvero brutta". "Sono arrivato al punto di diventare bulimico. Sono sceso al 2,6% di grasso corporeo mentre giravo Rocky III… e non riuscivo a trattenere niente."
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Entra nel canale WhatsAppHa inoltre ammesso il ricorso agli anabolizzanti, sostenendo che "nessuno riesce ad arrivare a quella forma fisica senza additivi o farmaci (…) e non mi interessa cosa dicono…sono tutte balle". A distanza di anni, Stallone riconosce soprattutto le conseguenze di quelle scelte: "Ho abusato del mio corpo. Ho subito nove operazioni alla schiena, due alle spalle, tre fusioni cervicali, di tutto. Sto insieme col fil di ferro, ma ho ancora la voglia di restare in forma. Prendo un sacco di pillole per andare avanti. L’ho pagata a caro prezzo."
Sylvester Stallone e il rapporto tormentato con il padre
Nella stessa intervista, Stallone ha parlato anche del rapporto difficile con il padre Frank Stallone Sr., ricordando un episodio avvenuto durante le riprese del primo Rocky. Il genitore aveva ottenuto una piccola parte nel film, ma sul set tra i due scoppiò una discussione che trasformò quella giornata in un momento particolarmente teso. Per l’attore, coinvolgere il padre rappresentava anche il desiderio di ottenere finalmente il suo riconoscimento: "Voglio solo che tu mi ami per un po‘" e "Guarda cosa ho fatto! Condividilo con me. So che hai pensato che fossi uno sciocco per tutta la vita, ma eccoci qui. E ovviamente alla fine è scoppiata una rissa. È diventata davvero brutta. Un vero e proprio dramma italiano. Ma per un attimo ho pensato: Gesù, ne sarebbe fiero".
Stallone ha descritto il padre come una persona "molto, molto fredda e dura", ricordando un’infanzia segnata da conflitti e scoppi d’ira: "C’erano queste continue esplosioni roboanti e poi il silenzio totale. Se io e lui stavamo parlando e io dicevo ‘Non so se sono d’accordo’, lui iniziava a far roteare la forchetta e a schioccare le labbra, e sapevi cosa stava per succedere. Un attimo dopo, zac! Aveva delle mani enormi. Imparavi a schivarle. Non ho messo molti dettagli nel libro perché non volevo suscitare pietà, ma era una cosa pazzesca." Un rapporto rimasto complesso per gran parte della sua vita e che, secondo il racconto dell’attore, trovò una forma di riconciliazione soltanto dopo la morte del padre, avvenuta nel 2011.
