Sylvester Stallone, i film che ha odiato di più e che non perdona neanche a sé stesso
Dagli scherzi di Schwarzenegger alle commedie naufragate: Stallone non ha mai nascosto i suoi rimpianti. Ecco i 5 film che avrebbe voluto non girare mai.

Oggi Sylvester Stallone compie 80 anni. Ottant’anni di pugni, esplosioni, muscoli e personaggi immortali come Rocky Balboa e John Rambo. Un’intera vita sul set, record al botteghino che nessun altro attore americano può vantare. Eppure, dietro la leggenda, si nasconde una verità che Sly non ha mai avuto paura di ammettere: non tutti i film della sua carriera meritavano di essere girati. Anzi, alcuni li detesta e li rinnegherebbe volentieri. Ecco i 5 film che, l’attore più duro di Hollywood ha odiato di più e che, ancora oggi, preferirebbe cancellare dalla sua filmografia.
Sylvester Stallone oltre il successo: 5 film che ha detestato di più e non rifarebbe mai nella vita
Se si è un attore di fama mondiale, non è detto che si va fieri di tutti i film in carriera. Sylvester Stallone, oggi, 6 luglio 2026, spegne 80 candeline e, di tutta la sua vita lavorativa, ci sono cose di cui si pente. Un esempio? Be’, ci sono film che rinnega e che non rifarebbe mai nella vita. Siete curiosi di sapere quali? Bene, proseguite la lettura allora.
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Stallone lo ha definito "il peggior film che abbia mai girato, forse uno dei peggiori dell’intero sistema solare, produzioni aliene incluse. Un verme piatto avrebbe scritto una sceneggiatura migliore". La commedia poliziesca con Estelle Getty nei panni di sua madre fu un disastro critico. Il paradosso è che Stallone fu attirato nel progetto dal suo storico rivale Arnold Schwarzenegger, che aveva già letto la sceneggiatura e, sapendo che era pessima, finse di essere interessato al ruolo, spingendo Sly ad accaparrarselo per battere la concorrenza. Schwarzenegger ha poi confermato la trappola con grande soddisfazione.
Judge Dredd (1995)
Stallone ha definito Judge Dredd "il più grande errore della mia carriera". Le sue parole esatte: "Avrebbe potuto essere una visione fantastica, nichilista e interessante del futuro – giudice, giuria ed esecutore. Quella cosa mi ha davvero disturbato moltissimo". Stallone aveva accettato il ruolo senza aver mai letto i fumetti originali di 2000 AD su cui era basato, spinto dal desiderio di avere il proprio Terminator. Il risultato fu un film che sacrificò la profondità del personaggio per farne l’ennesimo action movie da blockbuster.
Rhinestone (1984)
Un musical ambientato nel mondo della country music, con Dolly Parton come co-protagonista: sulla carta un esperimento audace, nella realtà un naufragio. Stallone ha raccontato di aver cercato di coinvolgere band come i Whitesnake per dare al film un taglio musicale più originale, ma il regista Bob Clark portò la produzione in una direzione completamente diversa, "che ha letteralmente fatto a pezzi il mio misuratore interno del kitsch". I Golden Raspberry Awards lo incoronarono "peggior musical degli ultimi 25 anni".
Oscar (1991)
Negli anni Novanta, Stallone cercò di reinventarsi in chiave comica con Oscar, diretto da John Landis, nei panni di un boss mafioso che tenta di abbandonare la vita criminale per rispettare la promessa fatta al padre in punto di morte. Il film non funzionò né con la critica né al botteghino. Il Chicago Tribune scrisse che il film "non riesce a costruire per Stallone quell’immagine più leggera e fresca che si prefiggeva". Sly stesso incluse Oscar nella lista dei suoi rimpianti, confermando che la commedia non era il suo territorio naturale.
Get Carter (2000)
Stallone volle misurarsi con il remake di uno dei più grandi film noir britannici, convinto di poter fare meglio di Michael Caine. Il risultato fu un disastro commerciale: il film incassò meno di un terzo del suo budget. La lezione che Stallone disse di aver imparato a proprie spese fu che "i remake, anche se li fai meglio dell’originale, si scontrano con una nostalgia enorme legata al film originale".
