Suzuki Jukebox - la Notte delle Hit, pagelle: Clerici (8) e Bertè (7) non salvano il disastro
Promossi e bocciati e tope flop di una serata in cui, più di qualcosa è andato storto

La vulcanica coppia formata da Antonella Clerici e Clementino torna su RaiUno per accompagnare i telespettatori nella lunga notte di musica e star di Suzuky Jukeboz- La Notte delle Hits, anche quest’anno in diretta dall’Arena di Torino. La prima delle due puntate della manifestazione, andata in onda nella prima serata di venerdì 11 settembre (la seconda è in programma domani, sabato 12), già schiera una formazione nutritissima di grandi artisti.
Da Loredana Bertè (che regala alla serata un inizio bomba) all’immarcescibile Cristina D’Avena, da Irene Grandi a Patty Pravo, fino a Neri per caso e Lou Bega sfilano sul palco con i loro grandi successi. Eppure, sin da subito, si capisce che la serata ha più di un difetto, a iniziare da questioni tecniche che praticamente rovinano ogni esibizione. Se Antonella Clerici rimane comunque una sicurezza nella conduzione, il debordante Clementino, preso nel ruolo di animatore, esagera nell’entusiasmo, mentre gli artisti si ritrovano a esibirsi in condizioni che non sono le migliori. Vediamo quindi subito come è andata la prima puntata di Suzuki Jukeboxe con le pagelle di venerdì 11 settembre 2026.
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Entra nel canale WhatsAppSuzuky Jukebox – la Notte delle Hit, pagelle 11 settembre 2026
Loredana Bertè, voto: 7. Viene presentata da Antonella Clerici come "una regina" e sì, lo è. Ancora. Chissenefrega se la voce ogni tanto svia, come attacca "Non sono una signora" il pubblico la segue in massa, ma la sua grandezza arriva alla seconda strofa. Mentre sta cantando si mette a ridere e ammette: ‘oh, mi sono sbagliata!’ E il pubblico come risponde? Con un boato! Poi la musica si ferma, lei sempre sorridente aggiunge "può capitare" e poi viene raggiunta da Antonella Clerici e le due signore vanno avanti come niente fosse a chiacchierare, con il pubblico che non fa una piega perché sì, la Bertè è proprio una regina e alle regine tutto è permesso, soprattutto se sono autoironiche. Quando Clementino accenna a un’altra sua canzone, lei dice: "Speriamo che non la sbaglio, pure quella!". Il voto va tutto al carisma.
Antonella Clerici, voto: 8. Antonella Clerici è veramente brava, tanto che riesce a salvare il salvabile in una serata davvero complicata. Le sue qualità, anche in questa occasione, sono quelle che ben conosciamo e che l’hanno resa da anni una delle conduttrici più amate della tv italiana. Naturale, simpatica e capace di non fare una piega e anzi sorridere di ogni imprevisto, facendo così sorridere anche il pubblico. Traghetta la serata in leggerezza, sorridendo davanti a tutto e dispensando entusiasmo. Per questo, ci sentiamo di salvarla e promuoverla comunque: il suo lavoro lo sa fare più che bene.
Clementino, voto: 5. Troppo, anche meno. Il pezzo con la cheesecake terribile. Le foto con l’A.I., "cringe" come direbbero i più giovani. La Jukeboxe Station carina l’idea ma perché parlare così tanto tra un frammento di pezzo e l’altro? E potremmo andare avanti. Clementino ha una verve che lo rende un buon intrattenitore, ma va dosata. Se in The Voice rappresenta la parte estrosa di una squadra più ampia e dunque i suoi interventi sono più brevi e contribuiscono a dare vivacità a un quadro più grande, nel ruolo di co-conduttore deborda.
Il circolino di The Voice, voto: 4. Il circolino non esiste solo nel cinema, mettiamola così. Qui abbiamo il circolino (simpatico, per carità) di The Voice: Clerici, Bertè, Clementino, Nek, tutti in una sera, abbiamo sbagliato programma? No.
Dire Straits Legacy, voto:3. I Dire Straits senza Mark Knoplfer, possibile? Onestamente, no. E non ci sembra ci sia molto altro da dire, se non che la presenza di questa band di reduci risulta quasi una cartina tornasole di una serata che sembra gridare "vorrei ma non posso".
Il palazzetto tristemente vuoto, voto:2. Ma perché scendere in platea a fare interviste al pubblico e lasciare inquadrare il palazzetto mezzo vuoto? Evitare no? Perchè anche senza il momento specifico delle interviste tra il pubblico, i buchi si vedono uguale e sono talmente ampi che andavano in qualche modo nascosti dalle inquadrature. Un piccolo dettaglio, forse, che non è passato inosservato da casa e che ha contribuito a dare alla serata un ulteriore elemento di sciatteria.
L’audio, che disastro, voto: 1. Ulteriore, perché ancora prima, a rendere la serata – che avrebbe dovuto essere una bella cavalcata musicale- un disastro, c’è un audio pessimo. Praticamente tutti gli artisti che si esibiscono e che sono tutte voci navigate che nella loro carriera -immaginiamo – si sono trovati ad esibirsi in ogni situazione, hanno difficoltà a mantenere l’intonazione e faticano a cantare, a prescindere da voci, qualità espressive ed esperienza. E’ questo l’elemento che rende Suzuki Jukeboxe una serata purtroppo non riuscita. Vedremo se le cose cambieranno nella puntata finale di sabato 12 settembre e in 24 ore si sarà corsi ai ripari. La diretta è bella, ma pericolosa.
