Susan Sarandon, il messaggio per Gaza fa discutere e arriva dal red carpet di Venezia 2026: quella spilla non passa inosservata. Ecco perché

L'attrice premio Oscar sfila al Lido per il film “The Echo Chamber” e lancia un messaggio per Gaza con la spilletta Artists4Ceasefire sul suo abito nero.

Melania Fiata

Melania Fiata

Giornalista

Laureata in Lettere, divoratrice di libri e serie. Scrivo di spettacoli, film e TV.

Un dettaglio ha catturato gli sguardi sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia 2026. Protagonista Susan Sarandon, arrivata al Lido per presentare il suo nuovo film, che ha scelto di affidare a un piccolo accessorio un messaggio dal significato tutt’altro che discreto. Sull’elegante look nero dell’attrice spiccava infatti una spilla legata alla campagna Artists4Ceasefire, movimento che riunisce numerose personalità del mondo dello spettacolo e sostiene la richiesta di un cessate il fuoco permanente nella Striscia di Gaza. Vediamo insieme tutti i dettagli.

Susan Sarandon e il messaggio di pace per Gaza: il simbolo della spilla indossata a Venezia 2026

A Venezia 2026, Susan Sarandon ha trasformato la sua partecipazione alla Mostra del Cinema in un’occasione per parlare di arte, politica e diritti. Sul red carpet di The Echo Chamber, l’attrice ha indossato una spilla di "Artists4Ceasefire", simbolo della richiesta di un cessate il fuoco permanente a Gaza e di una "pace giusta e duratura" tra israeliani e palestinesi. Il simbolo, firmato Shepard Fairey, raffigura una colomba con un fiore di loto e un gambo di filo spinato, accompagnati da un cuore. l’immagine vuole quindi esprimere "speranza, resilienza e una pace giusta". Il cuore collocato sopra il fiore aggiunge un ulteriore significato: l’idea che la solidarietà e l’amore per l’umanità debbano tradursi in un impegno concreto per la libertà e la liberazione di tutti.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Le parole di Susan Sarandon a Venezia 2026

Dal palco venezian, Sarandon ha ribadito anche la propria visione del cinema come strumento capace di incidere sulla realtà. I festival, secondo l’attrice, non sono soltanto appuntamenti mondani, ma spazi che permettono a opere indipendenti e meno conosciute di raggiungere il pubblico. Venezia, in particolare, offre la possibilità di ampliare lo sguardo oltre Hollywood e di confrontarsi con cinematografie differenti. Il legame tra arte e politica è stato uno dei temi centrali del suo intervento. "Direi semplicemente che per me tutti i film sono politici perché o mettono in discussione o rafforzano lo status quo", ha affermato Sarandon, sottolineando il potere delle storie di modificare il modo in cui guardiamo agli altri. In questo senso, ha valorizzato soprattutto il lavoro dei registi palestinesi e dei documentaristi, capaci di creare un ponte tra realtà lontane: "Raccontare storie e dare la possibilità di entrare in empatia con una persona o una cultura con cui non ci si sarebbe mai aspettato di entrare in empatia è un miracolo". L’attrice ha poi affrontato il caso di Mark Ruffalo, difendendo il collega dalle accuse di antisemitismo ricevute in seguito alle sue critiche alla fusione tra Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery. "Mark Ruffalo è una persona fantastica", ha dichiarato, sostenendo che la polemica avrebbe finito per spostare il dibattito dai possibili effetti dell’operazione societaria alla questione dell’antisemitismo.

Sarandon ha precisato di non voler minimizzare la gravità dell’antisemitismo, ma ha contestato quello che considera un utilizzo strumentale dell’accusa: "Non si può continuare a parlare di antisemitismo per qualsiasi cosa". Secondo l’attrice, un simile approccio rischierebbe di indebolire la denuncia stessa dell’antisemitismo, che "esiste davvero". Il suo intervento si è concluso con un messaggio di fiducia e solidarietà rivolto a Ruffalo: "Quindi mi dispiace, ma Mark se la caverà. Niente paura. Se la caverà. E anch’io me la caverò".


Potrebbe interessarti anche