Supergirl è un flop al botteghino: il futuro di James Gunn e del nuovo ciclo di film DC è già a rischio?
Il film con protagonista Milly Alcock nei panni della cugina di Superman sta incassando pochissimo ed è già tempo di valutazioni interne ai DC Studios

Dopo il buon riscontro di pubblico e critica per Superman, primo film del nuovo corso del DCU sotto la gestione James Gunn, Supergirl ha invece deluso le aspettative, finendo per essere un clamoroso flop al botteghino. La notizia ha ben presto scatenato il panico online, con i fan convinti che questa sia la fine per il neonato universo cinematografico di Gunn e Peter Safran, ma la realtà è piuttosto diversa.
Supergirl è un flop: Gunn e il DCU a rischio? Non troppo
Superman era riuscito a mettere d’accordo pubblico e critica, e addirittura guadagnare una cifra discreta dalla propria run nelle sale cinematografiche mondiali. Un successo che aveva spinto i DC Studios a continuare ad ampliare il proprio universo, a cominciare da un film stand-alone sulla cugina dell’Uomo d’Acciaio, ovvero Kara Zor-El, presentata proprio alla fine del film con protagonista David Corenswet. Basato su uno dei fumetti più apprezzati, Woman of Tomorrow, sembrava una scommessa vinta in partenza.
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Entra nel canale WhatsAppEppure qualcosa nel processo si è rotto, portando al fallimento di cui parliamo oggi. Un flop piuttosto controverso, come controverse sono le critiche mosse al film e, in particolare, alla sua protagonista, Milly Alcock. Un fallimento che farà perdere allo studio, secondo Variety, qualcosa come 100-120 milioni di dollari, se non riuscisse nemmeno a superare la cifra dei 200 milioni al botteghino. A fronte di un budget di circa 175 milioni, ne ha incassati poco più di 60 nel mondo, sfavorito da un passaparola negativo e da recensioni non proprio lusinghiere.
Qual è il futuro dei prossimi film DC?
"Anche se ‘Supergirl’ non ha raggiunto le nostre aspettative al botteghino, è solo una componente di una strategia più ampia e a lungo termine dei DC Studios, in cui continuiamo ad avere fiducia", ha commentato Peter Safran sulle colonne del New York Times. Un’affermazione che toglie sostanzialmente ogni dubbio sul futuro del franchise: un singolo flop non rappresenterà certo la conclusione del DCU. A ottobre arriverà Clayface, film per il quale gli analisti si attendono un buon incasso. Non solo perchè si tratta di un horror slegato dalla trama principale, ma anche perchè ha un budget relativamente basso per un cinecomic (circa 40-45 milioni), quindi potrà generare più facilmente dei guadagni.
I veri punti forti, però, rimangono due. Primo, Man of Tomorrow, in programma per l’anno prossimo e che vedrà Superman fare squadra con Lex Luthor per combattere Brainiac, nemico attesissimo dai fan. Un film che, per altro, vedrà già il ritorno di Supergirl, nonostante il suo insuccesso economico. Secondo, The Batman: Part II che, per quanto non parte effettiva del DCU, riporterà in sala tutti i milioni di spettatori che hanno apprezzato la prima pellicola con Robert Pattinson nei panni del Crociato Incappucciato. Man of Tomorrow in particolare sarà un tassello fondamentale per il cammino del DCU, perchè farà da apripista all’arrivo della Justice League, con eroi già confermati o vociferati come John Stewart, Wonder Woman, la Justice Gang, Peacemaker, Lobo e molti altri. Il nodo principale rimarrà, comunque, Gunn, che dovrà parzialmente rivedere la propria strategia. Perchè forse non basta più che un film abbia una buona sceneggiatura per essere di successo in sala. Serve dare qualcosa di nuovo ai fan, dopo anni e anni di cinecomic tutti molto simili tra di loro.
