Super Mario Galaxy al cinema, recensione: dimenticatevi il 'cuore' del primo film, ma tecnicamente è di alto livello
La seconda avventura di Mario e Luigi, per quanto tecnicamente eccelsa, manca quel cuore percepito nel film del 2023 e risulta un po' caotica

Bentornati a Libere Recensioni, la rubrica di Libero Magazine dedicata ai grandi film in uscita e in anteprima nazionale. Super Mario Bros. – Il Film, prima avventura animata dedicata all’idraulico italiano curata dallo studio Illumination (quelli dei Minions e di Cattivissimo Me), aveva infranto ogni record al botteghino. Un netto colpo di spugna nei confronti del disastroso film in live action degli anni ’90 con Bob Hoskins e John Leguizamo. Frotte di fan entusiasti avevano assiepato le sale, finalmente felici per un film degno dell’importanza di Mario e Luigi, capisaldi della storia dei videogames. Visto il successo del primo capitolo, per questo sequel, Super Mario Galaxy – Il film, Illumination e Nintendo devono aver pensato che la strada ideale fosse quella del vecchio adagio per cui "squadra che vince non si cambia".
Se dal punto di vista dell’animazione il discorso calza a pennello, per quanto riguarda la struttura narrativa della pellicola, invece, non è proprio così. Non manca ovviamente una prevedibile marea di citazioni a una saga che quest’anno ha festeggiato il suo 40° anniversario, una continua strizzata d’occhio a fan vecchi e nuovi. Ma l’avventura con protagonisti Mario, Luigi e Peach soffre di un problema di accumulo, di troppe idee infilate a forza in un’ora e mezza di film che finisce per risultare a tratti molto caotico.
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Entra nel canale WhatsAppSuper Mario Galaxy -Il film, la recensione
La formula, come dicevamo in apertura, è la stessa della pellicola precedente, con tutti i pregi e i difetti. Coloratissimo e velocissimo, Super Mario Galaxy – Il film è un manuale su come andrebbe fatto un film d’animazione in computer grafica. Una vera meraviglia per gli occhi. Dal punto di vista tecnico siamo su livelli altissimi. Il team creativo ha fatto un lavoro di prim’ordine sulla consistenza, le superfici e i tessuti, che unisce un design chiaramente pupazzoso a un realismo dei materiali impressionante.
Ciò che però manca è quel cuore percepito nella prima iterazione del franchise, soprattutto nell’ispirato finale, per quanto telefonato, con la sequenza della stella dell’invincibilità e un frammento di "vita familiare" di Mario e Luigi. Super Mario Galaxy procede filato nei suoi 98 minuti di durata tra citazioni, risate e qualche piccolo colpo di scena. Ma la narrazione risulta fin troppo debole, anche per questo genere di produzioni. Inoltre, se non si colgono i vari richiami si perde molto di ciò che la pellicola vuole trasmettere. Chiaramente il target di riferimento sono i ragazzini under 15, a cui il film si rivolge con un primo, superficiale, livello di lettura. Il secondo, un po’ più profondo, è indirizzato ai fan di lunga data, a quelli che possono cogliere i vari riferimenti nascosti in ogni scena. Che non mancano, andando dall’evidente fino al nascosto, dalle musiche più note fino ai personaggi meno fortunati o anche solo agli oggetti commercializzati dalla Nintendo negli anni ’80. Narrativamente occorre staccare completamente il cervello e non domandarsi perché si passa da un pianeta all’altro, da una situazione alla successiva senza soluzione di continuità.
La trama di Super Mario Galaxy – Il Film
È passato qualche tempo dalla battaglia di Mario (Chris Pratt, in italiano l’ottimo Claudio Santamaria) e Luigi (Charlie Day) contro il malvagio Bowser (Jack Black), ora rimpicciolito e confinato in un castello in miniatura all’interno del maniero della Principessa Peach (Anya Taylor-Joy). I due idraulici sono ormai conosciuti in tutto il Regno dei Funghi, venendo chiamati per risolvere vari problemi. Proprio in una di queste circostanze incontrano il piccolo Yoshi (Donald Glover), finito per caso in un Tubo di Trasferimento.
Si avvicina il compleanno di Peach, ma la festa è interrotta dall’arrivo di uno Sfavillotto, una piccola stellina senziente. L’esserino è riuscito per il rotto della cuffia a sfuggire alle grinfie di Bowser Jr (Benny Safdie). Il figlio del cattivissimo despota re dei Koopa aveva infatti catturato lui e Rosalinda (Brie Larson), principessa che funge da mamma per una miriade di altri Sfavillotti: il suo piano è usare i suoi poteri per alimentare una potentissima arma con cui distruggere l’universo. Peach e Toad (Keegan-Michael Kay) decidono di correre in soccorso di Rosalinda, seguiti ben presto da Mario, Luigi e Yoshi.
Le difficoltà dei secondi capitoli
Ripetersi, soprattutto quando non solo bisogna fare qualcosa di buono, ma addirittura migliore della performance precedente, è sempre dannatamente difficile. Super Mario Galaxy – Il Film finisce per soffrire della malattia dei "secondi capitoli". Chris Meledandri e Shigeru Miyamoto hanno trovato un fil rouge flebile per riunire per nel film l’universo di Mario e Soci. Il pretesto narrativo lancia di qua e di là Mario e soci attraverso la galassia senza troppi problemi e facendosi ben poche domande. Proprio la Galassia si percepisce poco: nel film c’è ben poco "Galaxy", uno dei capitoli più amati della quadridecennale epopea dell’idraulico baffuto.
Il film funziona (in parte) grazie al ritmo forsennato, alle musiche sempre presenti e al bombardamento incessante di citazioni visive e sonore che, assieme alle risate, fanno da collante della pellicola. Andandolo ad analizzare un pochino più a fondo e a bocce ferme, al termine della proiezione sembra di aver assistito a un montaggio di un’ora e mezza di scene singole, piuttosto che a un film uniforme e con una coerenza interna.
A Super Mario Galaxy – Il film manca la sensazione di novità e stupore che avevano accompagnato il primo capitolo, uscito anche (va detto) tra lo scetticismo generale. Questo secondo capitolo del franchise, invece, aveva ben altre (e alte) aspettative e forse, proprio per questo, il sentimento principale che abbiamo provato uscendo dalla sala era di mezza delusione. Non perchè il film in sé sia brutto, anzi. Ha diversi lati positivi, tra cui l’elevatissimo tasso tecnico e un umorismo che generalmente funziona. Ma perchè manca un po’ di quel cuore che si sentiva battere nel petto della scorsa avventura di Mario e Luigi. Ah, rimanete in sala fino alla fine dei titoli di coda, mi raccomando.
Voto: 6.5
