Super Karaoke, pagelle: Michelle Hunziker è quella giusta (9), Marco Masini gigante gentile (8). Ma Mediaset non ne azzecca una (5)
Michelle Hunziker conquista la piazza, Marco Masini sorprende per eleganza e umiltà. Ma Super Karaoke inciampa ancora in alcune scelte che fanno discutere

Secondo appuntamento con Super Karaoke e per Michelle Hunziker è già tempo di tornare a mettere in fila voci, esibizioni e duetti sul palco di Ventimiglia. La formula resta quella della scorsa edizione: persone comuni pronte a mettersi in gioco davanti al pubblico, affiancate da alcuni dei nomi più noti della musica italiana. Dopo il debutto della scorsa settimana, però, è arrivato il momento di capire chi ha lasciato davvero il segno e chi, invece, poteva fare qualcosa in più. In un programma del genere non basta soltanto cantare: contano la presenza, l’energia, la capacità di stare sul palco e, soprattutto, quel qualcosa che riesce a trasformare un’esibizione in un momento televisivo. Ecco allora le pagelle di Libero Magazine alla seconda puntata di Super Karaoke: tra promossi, rimandati e qualche voto decisamente più severo.
Super Karaoke, pagelle: chi sono i promossi della seconda puntata su Canale 5 (15 settembre 2026)
Michelle è la più figa, punto. Voto 9. Davvero siamo ancora qui a discutere se Michelle Hunziker sia una brava conduttrice o no? Perché leggo di chi la trova troppo sorridente, troppo meccanica, troppo statica, troppo simpatica a tutti i costi. Insomma: pare quasi che sorridere in televisione sia diventato un difetto. Michelle è spontanea, solare e soprattutto sembra una che il proprio lavoro se lo gode. E non è affatto scontato. Accendiamo la tv e spesso ci ritroviamo davanti, come diciamo qui al Sud, delle autentiche "facce appese" h24. Super Karaoke nasce per essere esattamente l’opposto. È intrattenimento puro, musica, piazza, casino, leggerezza e voglia di divertirsi. Allora cosa dovrebbe fare la conduttrice? Guardare la telecamera con la faccia di chi sta aspettando il risultato delle analisi? Michelle fa quello che deve fare, senza avere la smania di dimostrare di essere la più brava della stanza. Ed è proprio questo il suo punto di forza: quel modo scanzonato di stare in tv, che però non le fa mai perdere precisione e professionalità. Alla faccia di chi la critica, il suo lavoro arriva. Arriva perché è perfettamente dentro il tono del programma: fresca, sorridente, presente e, soprattutto, credibile nella gioia che porta in scena. Poi certo, possiamo sempre pretendere il dramma, la conduzione corrucciata e le mummie televisive. Io, per questa volta, mi tengo Michelle. E va benissimo così.
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Più Grandi e Masini per tutti. Voto 8. Irene Grandi e Marco Masini hanno una cosa in comune che in tv, ultimamente, sembra quasi una rarità: sanno stare sul palco senza prenderselo tutto. Irene arriva a Ventimiglia con la sua energia contagiosa, ma anche con quella sobrietà di chi è nel mestiere da abbastanza tempo da non dover dimostrare niente a nessuno. Ride, canta, accompagna i concorrenti e si diverte con loro. Ma soprattutto li ascolta. Si complimenta quando riconosce qualcosa di particolare nelle loro interpretazioni e sembra sinceramente incuriosita dal modo in cui una voce comune può trasformare una canzone che lei ha portato al successo. Li tratta da colleghi, non da fan: è questa la cosa più bella. Masini, invece, è arrivato sul palco quasi in punta di piedi. Nessuna necessità di ricordarci chi è, nessuna posa da grande artista arrivato per impartire lezioni. Eppure la sua presenza si sente. Eccome. Ha quella sicurezza tranquilla di chi ha una storia alle spalle e non deve metterla in vetrina ogni trenta secondi. Entrambi hanno qualcosa da insegnare alla televisione. Irene Grandi e Marco Masini sarebbero due giudici perfetti per un talent? Io la domanda la lascerei sul tavolo. Oltre al talento hanno una qualità che non si compra con il curriculum: l’empatia. Sanno riconoscere chi hanno davanti senza trasformare ogni esibizione in una gara a chi ha l’ego più grosso. In tv è ormai pieno di giudici che devono per forza avere la battuta pronta, il personaggio costruito e l’opinione definitiva su tutto, forse servirebbero proprio loro: due artisti capaci di giudicare senza schiacciare, senza fare i professori e lasciare spazio agli altri. Insomma, più Irene e Masini nei talent e magari meno gente che sale sul palco per ricordarci quanto è brava e famosa.
Super Karaoke: i bocciati del secondo appuntamento
Super Karaoke, puoi fare di più. Voto 5. Un vero peccato dare una bocciatura così netta a Super Karaoke, perché il format, preso per quello che vuole essere, si lascia guardare. Musica, pubblico, piazza, artisti e una Michelle Hunziker perfettamente dentro il mood: la materia prima c’è. Il problema è tutto quello che le gira intorno. A partire dall’orario di messa in onda, che certo non dipende dal programma, ma finisce inevitabilmente per penalizzarlo. Poi ci sono gli inviati, che abbiamo già detto, e quei momenti che ogni tanto sembrano talmente costruiti da avere ancora attaccato il cartellino con scritto "scena preparata". Qui forse entra in gioco anche il fatto che il programma sia registrato. E si vede. Anzi, a volte si sente proprio la distanza temporale. Le puntate sono state registrate a luglio e così Irene Grandi parla del "pieno delle vacanze", mentre Michelle Hunziker, con grande prontezza, risponde che "purtroppo sono finite", pensando probabilmente alla messa in onda di metà settembre. Piccole cose? Sì. Ma in televisione sono proprio le piccole cose a fare la differenza tra un programma che scorre e uno che ogni tanto ti ricorda che stai guardando qualcosa confezionato mesi prima. Alla fine resta una sensazione: Super Karaoke potrebbe essere molto più di quello che è. Ha un’idea semplice, immediata e perfettamente televisiva, ma continua a inciampare in alcune scelte di confezionamento che finiscono per sporcare quello che dovrebbe essere il suo punto di forza: la leggerezza. Il vero problema, quindi, non è necessariamente il format, ma tutto quello che gli viene appiccicato addosso e qui torniamo al solito punto. A Mediaset sembrano esserci alcune logiche televisive difficili da scardinare. Anche quando sarebbe evidente che un programma, ogni tanto, meriterebbe soltanto di respirare.
Lucilla Agosti e Daniele Battaglia, inviati copia e incolla. Voto 3. Abbiamo davvero bisogno di non uno, ma ben due inviati a bordo campo? Rispetto alla prima edizione, andata in onda lo scorso maggio, è cambiato il meccanismo: non ci sono più le squadre, eppure Lucilla Agosti e Daniele Battaglia sono rimasti lì, pronti a presidiare il bordo del palco. Il problema è che, senza la dinamica delle squadre, la loro presenza sembra molto più difficile da giustificare. Lucilla, poi, ha un tormentone che dopo un po’ rischia di diventare un test di sopravvivenza: "Mich". Lo dice alla conduttrice ogni due secondi. Va bene la confidenza, va bene il tono leggero, ma anche meno. Perché in televisione non ci siamo solo noi che sappiamo perfettamente chi è Michelle Hunziker: da casa potrebbe esserci anche zia Maria, 80 anni, che si chiede chi sia questa "Mich" chiamata in continuazione. Battaglia avrebbe anche le carte per stare in questo tipo di programma. Peccato che la strada della comicità improvvisata, soprattutto quando strizza l’occhio a un certo stile alla Herbert Ballerina, non sembri quella più adatta a lui. La differenza è che Ballerina quella comicità la fa di mestiere. I loro interventi non aggiungono ritmo, lo interrompono. Entrano, fanno il loro momento e poi si torna al programma. Un meccanismo che, più che arricchire lo show, sembra un retaggio della prima edizione rimasto lì perché ormai c’era. Quindi sì, mi dispiace per il posto fisso a bordo campo, ma io per la prossima edizione li lascerei direttamente in panchina.
