Super Karaoke, le pagelle: Fiorello benedice Michelle Hunziker (8), Al Bano indigesto (4) e Mediaset canna il colpo (3)

Come è andata la prima puntata di Super Karaoke su Canale 5? Promossi e bocciati dello show guidato da Michelle Hunziker nella puntata dell'8 giugno 2026

Giusy Palombo

Giusy Palombo

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Giornalista e content creator. Racconto cultura pop e spettacolo tra articoli e video, con uno stile diretto e autoriale.

Canale 5 riporta in tv Super Karaoke. Una versione moderna dell’iconico show portato al successo negli anni Novanta da Fiorello. Michelle Hunziker da Ferrara ha guidato la serata con il pubblico e gli ospiti scelti per uno dei rilanci televisivi più attesi della stagione. Ecco come è andata con le pagelle dei momenti e i volti più incisivi nella prima puntata, i promossi e i bocciati senza pietà.

Super Karaoke, le pagelle della prima puntata su Canale 5: i promossi

Michelle Hunziker è nel suo. Voto 8. Quando c’è da riconoscere il talento e la professionalità di una conduttrice come Michelle Hunziker, non servono troppi giri di parole. È una macchina da televisione perfettamente oliata. Certo, è anche vero che viene quasi sempre associata a programmi che rappresentano la sua comfort zone più assoluta. Difficile vederla cimentarsi in territori davvero lontani dal suo stile. Ma, a conti fatti, non rischiare è spesso la scelta editoriale più intelligente. Sul palco di Ferrara gioca in casa e si vede: è a suo agio, brillante con i concorrenti, accogliente con gli ospiti e sempre pronta a tenere alto il ritmo. Porta in dote energia, simpatia e quella leggerezza che in tv continua a essere una merce preziosa. E poi c’è un dettaglio che pesa. Se uno come Rosario Fiorello le consegna idealmente lo scettro di Karaoke e la incorona "regina", qualcosa vorrà pur dire. Michelle, anche questa te la porti a casa. Senza affanno. E, soprattutto, senza avversarie all’orizzonte.

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Ivana Spagna è ancora un’icona. Voto 8. Outfit iconico, di quelli che l’hanno resa immediatamente riconoscibile negli anni Ottanta e mai scalfita dal tempo. Ivana Spagna sale sul palco di Super Karaoke e, già alla prima apparizione, il messaggio è chiaro: certe presenze non invecchiano, si consolidano. Accompagna due concorrenti sulle note di Gente come noi e il brivido, stavolta, non è solo nostalgia. È energia pura. La sua è una figura che continua a rappresentare una pagina pop precisa, netta, ancora oggi sorprendentemente viva. Non si è mai snaturata, e forse è proprio questo il segreto: le sue canzoni sono diventate hit senza scadenza e nel 2026 riescono ancora a far muovere una piazza intera come quella di Super Karaoke. La domanda finale è inevitabile: perché non è già giudice in qualche talent show in prima serata? Più che una scommessa, sembra una formalità.

Daniele Battaglia è il nuovo Alvin? Voto 7,5. Non nasce oggi in televisione e non arriva certo per caso: Daniele Battaglia si porta dietro anni di radio e una presenza ormai rodata nel mondo dell’intrattenimento. A Super Karaoke funziona. E anche bene. È una presenza fresca, misurata, perfettamente centrata per il tipo di show. Quella figura di spalla che non invade, ma regge il gioco. Accanto a Michelle Hunziker tiene il ritmo, ma viene naturale immaginarlo anche in altri format, magari accanto ad altre conduttrici, nello stesso ruolo: quello del jolly televisivo che si inserisce senza disturbare. Domanda inevitabile: Mediaset ha trovato il nuovo Alvin da usare all’occorrenza? Forse sì. E, dettaglio non secondario, almeno è un volto diverso dal solito tris riciclato che spesso gira in palinsesto.

Super Karaoke su Canale 5: i bocciati della prima puntata

Al Bano…anche basta! Voto 5. Un po’ canta Felicità, un po’ si lamenta per un invito che non arriva. Un po’ è in tv, un po’ sui giornali, un po’ sui social. La domanda, a questo punto, è inevitabile: si può dire che di Al Bano siamo leggermente saturi? Il Leone di Cellino non se ne abbia a male, ma qui la sincerità è la regola numero uno. E la sincerità dice che la continua presenza mediatica finisce per logorare anche i personaggi più amati. Soprattutto quando il repertorio delle apparizioni sembra girare sempre attorno agli stessi temi. Molti artisti con una carriera e un patrimonio musicale come il suo scelgono la strada della rarità: parlano poco, appaiono meno e, proprio per questo, quando tornano diventano un evento. Nel suo caso basterebbe una via di mezzo. Meno onnipresenza, più eccezionalità. Anche perché non tutti i palchi sono adatti a tutte le stagioni della carriera. E quello di Super Karaoke, per quanto rispettabile, dà la sensazione di essere una fermata già superata da parecchio tempo. La leggenda non si discute. La necessità dell’ennesima comparsata, invece, sì.

Un altro flop per colpa di Mediaset? Voto 3. C’è un dettaglio che racconta tutto meglio di qualsiasi dato d’ascolto. Queste pagelle vengono scritte con temperature da piena estate, mentre a Ferrara cantavano e ballavano infagottati in cappotti e giubbotti. E già qui qualcosa non torna. I programmi registrati non sono il male assoluto, ma forse non sono la scelta più brillante quando l’obiettivo è lanciare il tormentone televisivo dell’estate. Perché l’estate vive di immediatezza, di attualità, di quella sensazione di stare assistendo a qualcosa che sta succedendo proprio adesso. E Super Karaoke, invece, sa già di replica mentre va in onda. Poi c’è il problema più grande: la spontaneità. Il Karaoke di Fiorello funzionava perché sembrava imprevedibile, caotico, perfino imperfetto. I candidati stonavano, perdevano qualche parola per strada, spesso non guardavano verso le telecamere. Ma andava benissimo così. Qui è tutto così ordinato da sembrare confezionato sottovuoto. Davvero dovremmo credere che i concorrenti siano stati scelti casualmente tra il pubblico? Lo sforzo di fantasia richiesto è probabilmente superiore a quello delle esibizioni sul palco. Un’occasione sprecata? Forse. Di sicuro l’ennesimo tentativo di riesumare un cult senza averne capito fino in fondo l’anima. E il risultato è quello che fa più male in televisione: non un disastro, ma qualcosa di tremendamente innocuo.


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