Striscia la Notizia, niente prime time e incubo cancellazione: il retroscena sul futuro di Antonio Ricci

Si continua a discutere dietro le quinte sul futuro del tg satirico Mediaset. L'exploit di Gerry Scotti potrebbe scalzare il programma. Ma non mancano ipotesi radicali.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Il successo di Gerry Scotti mette nei guai Striscia la Notizia. Il telegiornale satirico di Antonio Ricci, sostituito in questi mesi da La Ruota della Fortuna, avrebbe dovuto riprendere come da piani a metà novembre. Ma i numeri strepitosi di Scotti – che hanno eclissato persino De Martino e il suo Affari Tuoi – sembrano aver scatenato parecchie incertezze in seno al Biscione. E adesso potrebbe saltare non solo la collocazione classica delle 20.35, ma addirittura si allontana l’ipotesi di uno spostamento in prima serata (circolata negli ultimi giorni). E l’incubo cancellazione è già dietro l’angolo. Ecco i dettagli.

Strisci la Notizia, il terremoto in atto e l’incubo cancellazione

Il vero terremoto si è consumato lo scorso luglio, quando Pier Silvio Berlusconi ha presentato i nuovi palinsesti Mediaset. Per la prima volta, Striscia la Notizia sarebbe rimasta in pausa fino a metà novembre, lasciando la sua fascia all’inarrestabile Ruota della Fortuna. Gerry Scotti, con la sua conduzione, ha infatti polverizzato tutti i record: il quiz è arrivato oltre il 20% di share, battendo anche Affari Tuoi e ridisegnando gli equilibri della tv italiana.

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Di fronte a un tale exploit, non sorprende quindi che inserzionisti, produttori e addetti ai lavori abbiano espresso perplessità su un ritorno immediato di Striscia, come riportato in queste ore da Mow Mag. In pratica, sarebbero emerse tensioni forti tra Publitalia, Endemol, Fascino e la stessa Mediaset. Da un lato c’è chi spinge per mantenere in palinsesto la Ruota, ormai garanzia di audience e investimenti pubblicitari. Dall’altro, c’è la produzione storica di Ricci che conta oltre 150 collaboratori. E è ora in balia di una decisione.

Si è perfino ipotizzato un trasloco di Striscia su Italia 1, o un suo slittamento in prima serata la domenica. Ma secondo Mow Mag "nella ‘rete giovane’ la proposta sarebbe stata osteggiata al costo di ‘O noi o il gruppo di Ricci’ dal fondatore di un altro programma molto pesante sulla rete". Insomma, entrambe le soluzioni sono state scartate per gli insormontabili ostacoli tra strategie editoriali e conflitti interni. La macchina organizzativa si sarebbe ufficialmente fermata, in attesa del fatidico confronto tra Pier Silvio Berlusconi e Antonio Ricci. Ma il futuro è tutt’altro che assicurato.

Un ‘restyling’ per Striscia in stile Le Iene

Proprio alla luce di queste difficoltà, si fanno largo nuove idee. La più concreta è quella di provare a trasformare Striscia la Notizia in un evento serale, sul modello de Le Iene. Nessuna striscia quotidiana, ma tre, quattro o cinque puntate speciali, magari in uno slot protetto e meno competitivo. Con servizi d’inchiesta, attualità pungente e contributi dal vivo che potrebbero ridare smalto allo storico tg satirico, magari con un restyling che punti sulla sintesi e lasci da parte gag ripetitive e rubriche datate. Tutto è davvero possibile, a questo punto. Compresa una cancellazione clamorosa dell’ultimo minuto.


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