Striscia la Notizia, è già iniziata la diaspora: le stelle di Antonio Ricci traslocano verso Rai e La7
Jimmy Ghione a Ballando con le Stelle, Pinuccio su La7 e Moreno Morello pronto al GF VIP: i nuovi destini dei volti storici preannunciano la chiusura definitiva del tg satirico.

Prima ancora dell’ultimo saluto, sono arrivati gli addii. Striscia la Notizia non ha ancora annunciato ufficialmente la propria fine, ma i suoi protagonisti hanno già cominciato a prendere altre strade. È questo il paradosso che accompagna il tramonto del tg satirico di Antonio Ricci: mentre Mediaset mantiene il silenzio sul futuro del programma, la squadra si disperde, anticipando di fatto l’uscita di scena definitiva di una macchina televisiva che per decenni è stata una presenza fissa nelle case degli italiani.
Striscia la Notizia, la dispora delle stelle: da Brumotti a Jimmy Ghione
A mettere in fila i segnali di una squadra ormai proiettata oltre Striscia la Notizia è stato Giuseppe Candela, che con un tweet pubblicato questo pomeriggio su X ha acceso i riflettori sui nuovi impegni degli storici volti del programma. Un indizio significativo per capire quale potrebbe essere il futuro della trasmissione.
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Entra nel canale WhatsAppMoreno Morello entrerà nella Casa del Grande Fratello VIP: l’inviato delle truffe e dei raggiri si prepara così a un cambio di registro radicale, passando dalle sue storiche inchieste al reality di Canale 5. Il suo ingresso nel cast è stato anticipato nelle ultime ore.
Jimmy Ghione, invece, farà il suo debutto sulla pista di Ballando con le Stelle. La sua partecipazione è ufficiale: sarà uno dei concorrenti della nuova edizione del programma di Milly Carlucci, al via sabato 3 ottobre su Rai1. Dalle inchieste agli allenamenti di danza, per uno dei volti più riconoscibili di Striscia si apre una parentesi televisiva completamente diversa.
C’è poi Vittorio Brumotti, che ha ormai traslocato in pianta stabile in Rai. Dopo Italia A/R, il biker-reporter sarà protagonista anche su Rai2 di Ultima Chiamata, nuovo format dedicato a storie e dinamiche sociali. Un doppio impegno che lo porta lontano dal bancone di Striscia, ma senza cancellare quella vocazione al racconto "sul campo" che ne caratterizza la carriera in tv ormai da anni.
Pinuccio, al secolo Alessio Giannone, ha invece già costruito la sua nuova casa professionale su La7. Con Prova d’inchiesta continua a raccontare l’Italia dei piccoli comuni, andando a cercare problemi, storie e realtà spesso lontane dai grandi riflettori.
Quattro percorsi diversi, dunque, ma la stessa direzione: lontano da Striscia la Notizia. E a questi nomi si aggiunge anche Enzo Iacchetti, conduttore storico al fianco di Ezio Greggio, sempre più presente nei talk televisivi e ormai lanciato nel nuovo ruolo di opinionista.
La chiusura silenziosa di Striscia la Notizia
Il resto lo raccontano i palinsesti. Striscia la Notizia non è stata inserita nella programmazione Mediaset della nuova stagione e, dopo il ritorno in prima serata con un ciclo di cinque puntate all’inizio del 2026, il programma è rimasto sospeso in una sorta di limbo. È la fine, per ora, di una storia iniziata nel 1988 e diventata, nel tempo, molto più di un programma televisivo: il Gabibbo, il Tapiro d’Oro, gli inviati, le inchieste, le coppie di conduttori e soprattutto il marchio di Antonio Ricci hanno costruito un linguaggio che ha attraversato quasi quattro decenni di televisione italiana, rendendo il format uno dei simboli più longevi e riconoscibili di Mediaset.
Negli ultimi anni, però, qualcosa si era incrinato. Il programma ha perso progressivamente terreno nell’access prime time, travolto dal successo di Affari Tuoi su Rai1, mentre la nuova collocazione in prima serata, sperimentata a gennaio 2026, non ha prodotto il rilancio sperato. La logica degli ascolti ha fatto il resto: l’arrivo su Canale 5 di La Ruota della Fortuna di Gerry Scotti in quella fascia oraria è stato un successo clamoroso e Striscia è quindi rimasta fuori.
A mettere nero su bianco quello che Mediaset non ha ancora detto ci ha pensato proprio Enzo Iacchetti. "Striscia è morta. L’hanno uccisa", ha dichiarato, spiegando senza troppi giri di parole la logica della tv commerciale:
«Striscia è morta, l’hanno uccisa, come l’Uomo Ragno. Avrebbe dovuto vivere fino all’ultimo spettatore. Bastava cambiargli connotazione. Siccome nella tv commerciale si fanno sempre i conti, hanno fatto l’esperimento Gerry Scotti che con la Ruota è riuscito a battere i pacchi. Noi siamo rimasti sui nostri 2 milioni mentre lui ne faceva 5. Qual è la logica commerciale? Togli quello che fa 2 milioni e metti quello che ne fa 5. Più milioni fai, più arrivano sponsor, più gente guadagna, più c’è introito, più l’azienda va avanti. Noi purtroppo ultimamente facevamo 2 milioni. Se li conti sono 20 volte lo stadio Maracanà. Sono tanti».
Parole pesanti, soprattutto perché pronunciate da uno dei volti che più di ogni altro hanno incarnato la storia del programma al fianco di Ezio Greggio. Oggi non c’è ancora un comunicato che sancisca la fine, ma gli addii dei suoi protagonisti sembrano già raccontare quello che Mediaset non ha ancora ufficializzato.