Stranger Things 5, un addio molto discusso: tutti i buchi di trama
Il finale di Stranger Things 5 emoziona ma lascia molte domande aperte: tra ritorni ambigui e nemici ridimensionati, ecco i buchi di trama più discussi.

La quinta e ultima stagione di Stranger Things è arrivata alla sua conclusione con un episodio finale di oltre due ore, accolto da reazioni contrastanti. Dopo una stagione che aveva già diviso il pubblico, il finale ha provato a risollevare le sorti della serie puntando tutto su emozioni, nostalgia e grandi scontri. Tuttavia, se da un lato i fratelli Duffer hanno tentato di chiudere il cerchio narrativo iniziato quasi dieci anni fa, dall’altro hanno lasciato sul terreno numerosi buchi di trama. Dettagli irrisolti, scelte narrative poco spiegate e assenze pesanti hanno acceso il dibattito tra i fan più attenti.
Il ritorno di Hopper in Stranger Things e le incongruenze narrative più evidenti
Uno degli aspetti più discussi del finale di Stranger Things 5 riguarda senza dubbio Jim Hopper. Dopo essere stato creduto morto, coinvolto in operazioni segrete e testimone di eventi che hanno devastato Hawkins, il personaggio torna sorprendentemente al suo vecchio ruolo di capo della polizia. Dal punto di vista emotivo, il suo ritorno è potente e rassicurante, ma la serie evita accuratamente di spiegare come sia stato riabilitato a livello istituzionale. Nessun accenno a indagini, conseguenze legali o coperture governative: Hopper è semplicemente di nuovo al suo posto, come se nulla fosse accaduto.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppA questo si aggiungono alcune incongruenze minori ma significative, come il celebre errore di continuità legato all’abbigliamento di Holly Wheeler. Un logo moderno, appartenente a un marchio nato anni dopo il periodo in cui è ambientata la serie, appare in una scena ambientata nel 1987. Netflix è poi intervenuta correggendo la svista.
Demogorgoni scomparsi e villain troppo facili da battere
Se le incongruenze umane fanno discutere, quelle legate al mondo soprannaturale pesano ancora di più. Nel confronto finale nella Dimensione X, l’assenza totale dei Demogorgoni è uno dei buchi di trama più evidenti. Creature simbolo della serie, centrali nelle prime stagioni, spariscono completamente proprio nel momento decisivo. La narrazione accenna più volte al concetto di mente a sciame e alla possibile connessione con Henry, ma non chiarisce mai se i Demogorgoni siano stati distrutti, assorbiti o semplicemente ignorati.
Anche la sconfitta di Vecna e del Mind Flayer ha lasciato molti fan perplessi. Dopo essere stati costruiti come antagonisti quasi invincibili, vengono eliminati con una facilità che stona con la mitologia sviluppata nel corso degli anni. Il ridimensionamento improvviso del pericolo rende il finale più accessibile e meno cupo, ma indebolisce la coerenza interna della storia. Infine, resta difficile da giustificare la decisione dell’esercito di lasciare liberi tutti i protagonisti dopo morti, distruzioni e segreti governativi: una scelta funzionale al lieto fine, ma poco credibile. Insomma, Stranger Things 5 riesce comunque a salutare i suoi personaggi e a regalare momenti emozionanti, ma lo fa lasciando molte zone d’ombra. Il viaggio è ormai concluso e, forse, solo uno spin-off potrà dare risposta alle domande rimaste in sospeso.