Garlasco in TV, parla il genetista Linarello: "Il DNA sulle unghie passato per contatto? Improbabile"

Il dibattito sul DNA sotto le unghie di chiara infiamma Storie Italiane: il confronto sulle osservazioni di Linarello riaccende la tensione sul caso Garlasco.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Nell’ultima puntata di storie italiane – in onda oggi 9 dicembre – il caso Garlasco è tornato centrale, con una lunga analisi dedicata alle nuove valutazioni emerse negli ultimi giorni e con un collegamento particolarmente atteso con il genetista Pasquale Linarello. Un intervento ricco di spiegazioni tecniche, osservazioni puntuali e riflessioni che hanno aiutato a delineare ancora meglio i nodi più discussi della perizia Albani, soprattutto in merito alla compatibilità del profilo genetico ritrovato sotto le unghie di Chiara.

Garlasco, le precisazioni del genetista Linarello a Storie Italiane

La conduttrice Eleonora Daniele ha introdotto il segmento rivolgendosi così al genetista: "Volevo chiedere al professore Linarello in che cosa riconosce la sua consulenza nelle dichiarazioni rilasciate dal perito Albani?". Linarello ha iniziato ringraziando per l’invito, precisando immediatamente: "La ringrazio per l’invito e non sono professore, non posso vantarmi di questo titolo". Ha poi spiegato come la dottoressa Albani, nella sua relazione: "Cristallizza ciò che io ho evidenziato nel 2016-2017 andando a comparare il dna ritrovato sulle unghie con il dna di tutta una serie di soggetti". Il genetista ha anche sottolineato un aspetto preliminare, definendolo fondamentale e ricordando che Albani stessa lo mette in evidenza: "Quel profilo è un profilo genetico parziale. Non si leggono tutte le ragioni, è un profilo genetico che in qualche modo è misto perché presenta su due regioni dei picchi aggiuntivi che ci inducono a pensare che sia un profilo misto, non è un profilo consolidato, ma Albani aggiunge che non è consolidato perché il professor De Stefano fa delle analisi con quantitativi differenti, cosa che io evidenzio già nel 2016, e queste analisi non possono essere considerate delle repliche quindi il dna è sicuramente degradato". Il punto sulla comparazione a questo si aggiunge un elemento giudicato da Linarello come decisivo: "Il profilo andava consolidato, però il perito adesso finalmente fa una comparazione, quindi lo stabilisce il perito che quel dna è utilizzabile, perché non si ferma a dire ‘Non sono state fatte le repliche in modo adeguato buttiamo via tutto’ ma fa una comparazione e attribuisce quel dna alla linea paterna della famiglia Sempio, quindi cristallizza questo dato sebbene con tutte le criticità che questo dato ha, ma evidenzia che questo dna è compatibile con la famiglia Sempio. Aggiungo che il compatibile per noi scienziati vuol dire identico e uguale, ho sentito qualcuno dei miei colleghi che si lancia in avventure, i termini che noi utilizziamo in ambito scientifico sono leggermente differenti rispetto a quello che comunemente viene utilizzato in italiano perché anche il termine ‘artefatto’ che troviamo nella perizia è un termine che riguarda eventuali artefatti di laboratorio, nessuno ha mai pensato di fare delle alchimie su questi risultati".

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Garlasco: le probabilità sul DNA di Sempio secondo Linarello

La discussione ha poi affrontato il tema della probabilità che il DNA individuato sotto le unghie possa effettivamente essere quello di Andrea Sempio. Eleonora Daniele ha posto la domanda con chiarezza: "A probabilità come stiamo sulla possibilità che quello sotto le unghie sia il DNA di Sempio?". Linarello ha risposto con un’analisi dettagliata: "Per quanto mi riguarda mi sembra molto improbabile che troviamo il DNA di Andrea Sempio che non entra in quell’appartamento da almeno il 4 di agosto, perché il 5 Marco Poggi parte per la montagna. Non aveva motivo di frequentare l’abitazione e questo DNA dovrebbe rimanere su un oggetto all’interno dell’abitazione, oggetto che però deve essere stato toccato da Chiara prima di morire, perché noi dobbiamo pensare che in una vita normale un soggetto si lava tanto, più che siamo ad agosto e pensare che il DNA rimanga sull’oggetto sì è possibile, ma che Chiara abbia toccato questo oggetto la mattina dell’omicidio ed è non si è più lavata le mani a me sembra poco probabile. Anche perché se l’oggetto in questione, ho sentito parlare del telecomando, quindi dico noi dobbiamo pensare che sicuramente quel telecomando per nove giorni è stato utilizzato, Sempio non entra nell’appartamento dal 4 di agosto, Chiara viene uccisa il 13, nel momento in cui io utilizzo il telecomando, asporto dal telecomando il DNA, più lo tocco più lo asporto, quindi o ho toccato un tasto particolare dove Andrea Sempio ha starnutito… […] Quindi quanto è probabile? A me sembra poco probabile, comunque nella vita tutto è possibile. Ma quanto è probabile? A me sembra poco probabile, comunque nella vita tutto è possibile"..


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