Garlasco, nuovi dubbi sulle intercettazioni di Muschitta: "Lo hanno spinto a ritrattare", Eleonora Daniele senza parole

Una puntata di Storie Italiane che riapre interrogativi mai risolti sul caso Garlasco: tra intercettazioni, pause che non finiscono nei verbali e parole sospette.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

La puntata di stamattina di Storie Italiane ha riportato al centro dell’attenzione le intercettazioni legate al caso Garlasco, affrontandole da un’angolazione che continua a generare domande e perplessità. Un tema che ha inevitabilmente catturato l’attenzione del pubblico.

Storie Italiane: il servizio su Garlasco e il tema delle intercettazioni

Tra i vari servizi proposti durante la mattinata, quello dedicato a Garlasco ha avuto un peso specifico particolare. Dopo una prima intercettazione mandata in onda tra Marco Muschitta e il padre, l’inviata Olga Mascolo ha sottolineato un aspetto che spesso passa inosservato: nelle trascrizioni mancherebbero sfumature fondamentali del tono di voce, delle pause, delle esitazioni, elementi che, se ascoltati, possono suggerire interpretazioni diverse rispetto a una lettura fredda del testo. Secondo quanto evidenziato nel servizio, proprio queste mancanze aprirebbero ulteriori interrogativi su quanto realmente emerga dalle intercettazioni e su quanto, invece, venga inevitabilmente perso nel passaggio dall’audio al verbale scritto.

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La seconda intercettazione e le parole su Alberto Stasi

A rafforzare questo punto, Eleonora Daniele ha introdotto una seconda aprte dell’intercettazione, che a suo dire sarebbe indicativa di riflessioni particolari sul caso Garlasco. La conduttrice spiega: "Il padre di Marco Muschitta, al telefono continua a tranquillizzarlo, dicendoli di aver fatto bene, a raccontare ciò che aveva visto e poi a un certo punto parlano anche di Alberto Stasi". Parte quindi l’audio dell’intercettazione, con le parole di Muschitta: "Oggi quando siamo venuti da Garlasco c’era Alberto Stasi che era di fronte al garage. lo hanno scarcerato".

Segue la lunga risposta del padre, che diventa uno dei passaggi più discussi della puntata: "Si si lo so, infatti. Perché praticamente aveva mandato a p***ane il loro lavoro. Praticamente loro è come se dovessero cominciare di nuovo da capo. Secondo me è fatto bene a fare quello che è fatto e non ti devi pentire di questo. Poi naturalmente lasci che le cose scorrono naturalmente nel fiume come dovevano scorrere. L’importante è che tu sia andato a dire quello che sapevi e che loro siano informati della cosa. Questa è una cosa importante. Loro dovranno decidere se quella parola lì è utile o non è utile. Non siamo noi che dobbiamo giudicare, valutare. Se non è utile la butteranno nel cestino. Sarà naturalmente importante che conoscano tutti gli aspetti che giravano intorno a quella cosa lì quel giorno. E quelle determinate ore. In modo che loro abbiano esattamente la percezione di che cosa è successo veramente quel giorno lì, in quella ora lì. Quando tu dici la verità, anche se è dolorosa, non ti sbagli mai". Il dialogo prosegue con Muschitta che ammette: "Per noi è un sacco di palle però". E il padre che insiste: "Ma sì no? Fa niente. Ma tu hai detto la verità no? Sei certo?". La risposta è netta: "Io ho detto quello che ho visto. Io l’ho ripetuto: ‘Io vi racconto quello che ho visto’, poi se loro ci vogliono credere ci credono".

Il dibattito in studio e le interpretazioni

In studio, le reazioni degli ospiti sono immediate. Pasquale Bacco conferma: "No, è chiaro. È molto chiaro", dice uno di loro. "Lo hanno spinto a ritrattare", aggiunge un’altra. Parla di nuovo Bacco: "Non ci giriamo attorno. Lui ha visto quello che ha visto. Almeno è convinto di aver visto bene. Lo dice al padre. Il padre lo consola e gli spiega: ‘Guarda che forse è una tecnica’. Ma il padre lo dice, secondo me, per una sua intuizione. Non è che lui ha delle informazioni. Il padre dice: ‘Ma vedrai che loro prendono queste informazioni, però a te ti escludono, però loro continuano. Per proteggerti. E poi cosa è successo? L’hanno escluso e non si è indagato" (parlando di Sempio). A questo punto interviene Eleonora Daniele, sollevando un’ulteriore questione: "Si però, se ne avessero avuto paura non li avrebbero messi tutti in questa situazione. Poi queste intercettazioni nel corso degli anni sono rimaste. Allora, due pesi e due misure?".

Il chiarimento di Palmeggiani e la chiusura di Eleonora Daniele

Palmeggiani prova a riportare il discorso su un piano più tecnico: "Allora, per quanto riguarda Moschitta, non è che si sono fermati soltanto a sentirlo. L’hanno messo sotto intercettazione. Sì. Hanno fatto un’attività grandissima per vedere la sua attività lavorativa di quel giorno. Quindi ci sono veramente una relazione grandissima relativa, perché lui era di una azienda, diciamo, delle acque, quindi chiudeva delle chiavi di scolo. Quindi l’attività la fanno, e anche pesante. Quindi ritengo che poi siano giunti a una conclusione, che possiamo condividere o meno". E aggiunge: "L’unica cosa che voglio dire è che Moschitta viene convinto da un suo collega di lavoro ad andare dai Carabinieri e questa storia lui la racconta sia a sua moglie, ma anche al padre e al collega. Va a parlare col padre e, quindi il padre parte in quel momento dell’intercettazione chiede al figlio, e il figlio gli ha detto la sua verità. Quindi sono un po’ cauto, perché il padre ripete nell’intercettazione un qualcosa che il figlio gli ha detto precedentemente, difficile fare una ricostruzione".

La chiusura di Eleonora Daniele lascia però un interrogativo: "Ma perché il padre avrebbe dovuto parlare di qualcuno che lo stava proteggendo? A chi si riferiva? Perché utilizza queste frasi questo padre? Io non so, gli avrei detto altro, ma non gli avrei detto ‘hanno fatto bene a proteggerti, perché lui comunque davanti a tutti ha dichiarato di essere uno stupido’".


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