Storie Italiane, la madre di Valeria Marini racconta la truffa subita: "Non c'entra con lite, mia figlia se l'è inventata"

Storie italiane cambia passo e non va in diretta, proponendo una puntata diversa dal solito: il racconto integrale della truffa ai danni di Gianna Orrù.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

La puntata di questa mattina di Storie italiane non è andata in diretta come accade abitualmente, ma è stata registrata, come specificato chiaramente da un messaggio in sovrimpressione. Un dettaglio che l’ha trasformata in una sorta di episodio speciale, interamente dedicato al tema delle truffe, affrontate da diverse angolazioni: online, economiche, sentimentali e lavorative. In primo piano il caso di Gianna Orrù, madre di Valeria Marini.

Storie Italiane salta la diretta: perché la puntata va in onda registrata

L’assenza della diretta è apparsa ancora più evidente quando la conduttrice ha aperto il nuovo anno senza indicare l’orario esatto di collegamento, un’abitudine consolidata del programma. Questo va in linea con una pratica che in Rai si sta verificando sempre più spesso. Anche altri programmi hanno recentemente optato per contenuti registrati, persino in occasioni simboliche come la sera di Capodanno, quando Rocco Hunt ha inciso in anticipo una parte delle sue esibizioni prima di lasciare il concerto di Catanzaro.

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Il fulcro dell’episodio è stato il lungo e articolato racconto di Gianna Orrù, madre di Valeria Marini, chiamata a ripercorrere la vicenda della truffa che l’ha coinvolta direttamente. La conduttrice ha aperto il confronto con una domanda diretta: "Con Valeria non vi siete parlate per tanto tempo, ora sembra sia tornato un po’ il sereno tra voi?". La risposta è stata netta: "Si ma la truffa non c’entra". Alla successiva osservazione "Non avevate litigato anche per quello?", Gianna ha ribattuto senza esitazioni: "No tutte chiacchiere che ha detto Valeria, se le è inventate, è un’altra cosa che non ti dico. Non è una conseguenza diretta della truffa".

Valeria Marini, la rabbia della madre Gianna Orrù per la truffa subita

Nel proseguire il racconto, Gianna Orrù ha spiegato il peso emotivo della vicenda, scegliendo parole molto forti: "Vergogna non sarebbe la parola corretta, la rabbia che tu hai dentro perché ti sei fatta fregare dal primo fesso, che è venuto in ufficio, non è una roba online, unita alla presunzione di aver affrontato tanti problemi in trent’anni di lavoro con mia figlia, ha fatto si che queste cose si ingigantissero". Poi ha aggiunto: "Ci sarà un processo per truffa aggravata, lui ha detto quello che ha detto di me. Sono abilissimi, credetemi, lui ne ha dette di ogni, ci sono tanti altri personaggi con cui litigava. Ci sono stati malumori, fastidi, che hanno creato anche crepe con mia figlia". A stemperare il clima ci ha provato la conduttrice con una battuta: "Eh, sta bella incavolata ancora Gianna", ricevendo una risposta altrettanto diretta: "E lo sarò sempre, anni e anni di lavoro e non si può fare nulla perché la legge non te lo permette, cade tutto in prescrizione".

Il ruolo di Valeria e il rischio di prescrizione

Durante la puntata è stato trasmesso anche un vecchio servizio di Porta a Porta in cui Valeria Marini parlava pubblicamente della truffa subita dalla madre. Tornati in studio, la conduttrice ha chiesto: "Hai fatto in tutto cinque bonifici. Chi si è accorta poi della truffa? Valeria?". La risposta è stata articolata: "No ma che Valeria, ho incontrato un signore russo in albergo da mia nuora, che mi ha fatto in disegno, mi ha detto ‘Signora guardi, dove vanno questi soldi? Dove escono? Lei ha fatto tutto in regola. I bonifici fanno un viaggio in banca, hanno un percorso e sono tracciabili: entrano dalla tua banca e finiscono alla sua’". Accanto a Gianna Orrù è intervenuta anche l’avvocata Sgro, chiarendo il quadro giudiziario: "C’è stata un condanna in primo grado di solo un anno, ma la cosa più grave è che a fine anno avremo la prescrizione. Incredibile che la giustizia per un processo di primo grado ci abbia messo quasi sei anni".

La madre di Valeria Marini e il dramma del nuovo processo

In chiusura, Gianna ha aggiunto un ultimo tassello: "Noi abbiamo un altro processo, perché questo signore, che ha detto cose infamanti e calunnie nei miei confronti, è stato rinviato in giudizio per calunnia aggravata, speriamo non vada in prescrizione anche questo secondo processo". E ha concluso raccontando il lato più umano della truffa: "Lui ha operato molto piano, aveva detto che ha una bambina, di cui mi inviava i video in cui lei mi salutava, se sarà la figlia o no non lo so. Mi ha detto che lei viveva con la madre ed un signore alcolizzato. Io mi preoccupavo di questa bambina".


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