Garlasco in TV, scontro in diretta: "Fammi finire, po**a mis**ia", Eleonora Daniele costretta a fare ordine
Uno scambio sempre più acceso nello studio di Storie Italiane ha costretto Eleonora Daniele a intervenire più volte per rimettere ordine.

Lo studio di Storie Italiane si è acceso con una velocità sorprendente, trasformando quello che sembrava un normale aggiornamento sul caso Garlasco in un confronto serrato tra opinioni diverse, interpretazioni contrastanti e interventi della conduttrice necessari per non perdere completamente il filo della discussione. Tutto parte dalla nuova audizione di Sapone in procura e da quelle telefonate rimaste ancora sospese, su cui gli ospiti in studio hanno mostrato visioni molto distanti.
Storie Italiane: Sapone sentito ancora in procura, il giallo sulle telefonate a Sempio
Tutto parte dalle immagini mostrate in apertura, con Sapone ripreso mentre entra negli uffici della procura di Brescia per una nuova audizione. L’inviata di Storie Italiane, Olga Mascolo, prova a chiedergli chiarimenti sulle telefonate legate alla famiglia Sempio, ma l’uomo sceglie ancora una volta il silenzio. Tornati in studio, Eleonora Daniele chiede a Palmegiani, consulente della famiglia Sempio, se Giuseppe Sempio abbia mai dato una sua versione su quelle chiamate. L’uomo risponde con cautela: "Posso parlare di quello che mi hanno detto prima che Giuseppe Sempio fosse indagato, perché poi lui non è il mio assistito: loro mi hanno sempre detto che i soldi oggetto delle indagini sono stati dati ai loro avvocati, parliamo veramente di un’ingente somma (…) Ma delle telefonate di Sapone no, non so nulla". Una frase che contribuisce ad alimentare la sensazione di un puzzle ancora incompleto.
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Entra nel canale WhatsAppIl dibattito sulle intercettazioni e l’innesco dello scontro tra Tani e Lugli
Le tensioni emergono quando si affronta il nodo delle intercettazioni, in particolare i riferimenti al PM e al GIP presenti nei dialoghi. Daniele interpella la scrittrice Cinzia Tani chiedendole: "Beh, strano che venga nominato il PM, lei che dice Cinzia?". L’analisi dell’ospite accende subito la discussione: "No, ma è gravissimo questo, infatti, io penso che Sapone abbia detto qualche cosa ad Andrea Sempio in quelle telefonate. Le prime telefonate sono di zero parole, perché lui dice che stava cercando di capire qual era l’utenza di Andrea Sempio, Sempio aveva solo un telefonino, quindi lui fa queste prime tentativi. Poi arrivano cinque minuti di telefonata, che sono lunghi, e dopodiché ci mandano dei messaggi. Ora, nominare il GIP, secondo me, è una cosa abbastanza grave, perché si può ricollegare al famoso pizzino, bigliettino di cui si discute di 20 o 30 mila euro per l’archiviazione. Però, secondo me, Andrea Sempio non c’entrano niente, qui ci sono stati dei mediatori, e secondo me non c’entra neanche Venditti, che comunque ha altri problemi. Lì qualcuno si è fatto dare i soldi per tirare fuori le carte e per rendere la cosa più grave di quanto fosse, anche perché Venditti ha appena detto ‘Io se tornassi indietro adesso lo archivierei ancora prima, cioè io sono convintissimo di quello che ho fatto’, quindi lì le cose ci fermano a metà, cioè alla polizia giudiziaria". A quel punto Eleonora Daniele dà la parola a Massimo Lugli, che già manifestava dissenso. La conduttrice gli dice: "Massimo, non ti vedo d’accordo". Da qui inizia lo scontro vero e proprio. Lugli replica con tono secco: "È normale, perché avendo fatto 50 anni in giudiziaria so come vanno queste cose (…) Quella telefonata tra avvocato e Sempio fa capire chiaramente che non ci sono impicci". Tani prova a intervenire, ma lui la interrompe, chiedendo di poter finire: "Perdonami, ma fammi finire, io faccio finire te e tu fai finire me".
Garlasco in TV: l’intervento della conduttrice per evitare la deriva
La tensione cresce, la Daniele prova a frenare entrambi: "Dai, dai, dai". Ma la discussione degenera ugualmente. Lugli continua spiegare la sua versione: "Tutti gli indagati e tutti gli avvocati nominano il PM, nominano il GIP, perché sono le persone più importanti della loro vita. Chiunque è stato indagato, me compreso, ha parlato con l’avvocato del GIP, del PM, chiedendosi: ‘Ma ce l’ha con me?’. Ma questa è normalità. Chi dice che non è normalità non ha mai visto un’inchiesta giudiziaria, punto", mentre Tani ribatte che una telefonata di cinque minuti con successivi messaggi non può essere definita "semplice normalità". Il botta e risposta diventa sempre più acceso, fino a quando Tani replica: "E poi dopo queste telefonate Sapone afferma di non aver mai avuto contatti con Andrea Sempio?". Lugli risponde di scatto: "Ma non sono contatti, porca la miseria. Una cosa è la conoscenza, l’amicizia o la frequentazione, una cosa è una telefonata. Ma le sembrano contatti questi? Qui dobbiamo sostenere una tesi a tutti i costi, sosteniamola. Se la tesi è che c’è qualcosa di losco…", A quel punto, Daniele decide di chiudere definitivamente la disputa, intervenendo con fermezza: "Noi non dobbiamo sostenere nessuna tesi. Lo fa la procura". Una frase che pone un confine netto e segna la conclusione del confronto.
