Delitto Garlasco, giallo sull'orario della morte: "La condanna a Stasi può cadere". Le ultime news dalla TV

Storie Italiane torna a discutere di Garlasco, riaccendendo l’attenzione su due nodi cruciali: il collegamento tra Sempio e la Procura e l’orario della morte di Chiara Poggi.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

La puntata di Storie Italiane andata in onda questa mattina ha riportato il caso Garlasco al centro del dibattito. Eleonora Daniele ha condotto con fermezza un confronto che ha toccato alcuni degli aspetti più controversi di tutta la vicenda, riaprendo domande che molti pensavano fossero ormai chiuse. In studio si riflette sull’"anello mancante" nella pista della corruzione, e sullo scontrino di Andrea Sempio come alibi per il giovane indagato.

Storie Italiane, il parere di Marchetto sull’anello mancante nelle indagini sulla corruzione

In collegamento, l’ex comandante Marchetto ha risposto alle domande della conduttrice sulla possibilità che anche Lovati possa essere indagato. Pur senza sbilanciarsi, ha lasciato intendere che dietro ai legami emersi negli ultimi mesi potrebbe esserci qualcosa di più complesso: "Io aspetterei a dirlo, vediamo cosa va a dichiarare, secondo me però in tutta questa vicenda manca l’anello mancante, manca l’anello che potrebbe collegare Sempio alla Procura, manca quest’anello che secondo me è da ricercarsi in qualche ufficiale di polizia giudiziaria che lavorava a stretto contatto". Eleonora Daniele lo ha incalzato chiedendo se questo anello mancante fosse qualcuno già noto. Marchetto ha risposto: "Le persone che bazzicavano all’interno di quella Procura si conoscevano, per cui potrebbe essere uno di questi. Non erano tanti, non erano sicuramente tanti. Poi bisogna vedere se magari uno solo o due anelli mancanti, comunque secondo me l’anello mancante arriva da un ufficiale di polizia giudiziaria." Parole che aprono interrogativi importanti, perché non escludono l’esistenza di un collegamento interno capace di pilotare le possibili dinamiche di corruzione.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Lo scontrino di Andrea Sempio e l’orario della morte di Chiara Poggi

La discussione si è poi spostata sullo scontrino di Andrea Sempio, elemento tornato spesso al centro del dibattito. Il giornalista Gianluca Zanella ha spiegato che "Comunque la si veda, questo scontrino è un macigno, va contestualizzato perché riporta un orario che rientra perfettamente in quello che era l’orario presunto della morte di Chiara Poggi nel 2008". Eleonora Daniele ha aggiunto che in queste settimane si stanno moltiplicando le ipotesi sugli orari e sulle dinamiche di quella mattina: "Sicuramente bisognerà necessariamente capire esattamente qual è stata la dinamica del perché viene presentato quel famoso scontrino." Dopo un filmato in cui Lovati parlava della dubbia utilità di quel documento, la conduttrice ha proseguito: "Ecco perché forse oggi ritorneranno a fare la stessa domanda, cioè dov’era Andrea Sempio quella mattina? A distanza di tutto questo tempo, tantissimi anni dopo, ci si chiederà di nuovo cosa stesse facendo e in che modo la sua posizione possa incidere sulla ricostruzione dell’orario della morte. L’orario in cui è morta Chiara Poggi penso che oggi sia determinante, fondamentale." Parole che sottolineano quanto il tempo, anche di pochi minuti, possa cambiare radicalmente la lettura dei fatti. Zanella ha infine specificato: "È fondamentale, perché se si spostasse anche di pochi minuti l’orario della morte, verrebbe meno l’elemento cardine della condanna a Stasi". Un’osservazione che riassume la tensione ancora viva attorno al caso, dove ogni orario, ogni testimonianza e ogni frammento di verità tornano a pesare come il primo giorno.


Guida TV

Potrebbe interessarti anche