Garlasco, parla la testimone della casa della nonna: "Stasi è innocente, mi faceva pena. Il verbale? Sono cavolate"
A Storie Italiane si sussegue un nuovo giro di testimonianze e ricordi che non coincidono con la testimone presente davanti alla casa della nonna dei Poggi. Poi interviene l'avvocata Taccia.

Nella puntata di oggi – 12 dicembre – di Storie Italiane si è tornati sul caso Garlasco, cercando di capire cosa resti davvero di solido da un intreccio di dichiarazioni ora contrastanti, e raccogliendo i pareri del team difensivo di Sempio. Il servizio dedicato alla testimone che sostiene di aver visto luci accese e movimenti sospetti intorno alla casa della nonna di Chiara Poggi alla vigilia dell’omicidio ha riaperto nuove domande che sembravano archiviate, facendo sorgere nuovi dubbi che si contrappongo alle apparenti certezze dell’avvocata Taccia.
Garlasco a Storie Italiane: la testimonianza sulla casa con le luci accese apre nuovi dubbi
La ricostruzione mostrata dal programma di Eleonora Daniele segue il confronto tra l’inviata Olga Mascolo e la signora che, nei verbali dell’epoca, avrebbe parlato di un’auto chiara parcheggiata nelle vicinanze e delle luci inspiegabilmente accese in una casa che sarebbe dovuta essere vuota. Oggi però il suo ricordo sembra molto meno netto. La testimone ribadisce: "Mio marito non aveva visto macchine, può leggere verbali finché vuole ma mio marito non l’ha vista l’auto. Io avevo visto Chiara il giorno prima, avevo detto a mio marito ‘Guarda c’è la Chiara’, l’avevo riconosciuta di spalle. Dal verbale? Vengono fuori delle cavolate". Un passaggio che evidenzia una certa distanza tra ciò che venne verbalizzato e ciò che lei sostiene ancora oggi. L’inviata insiste ricordandole le sue dichiarazioni precedenti e le mostra i documenti. Lei risponde: "Si ma qui le auto si fermano. Non lo so. Il maresciallo mi diceva ‘Lei mi deve dire la verità!’, ma che verità vi devo dire? Se non lo so non lo so, io non la conosco neanche la ragazza".
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Entra nel canale WhatsAppIl racconto si scalda quando la signora parla della sera precedente e del giorno dell’omicidio, toccando punti che negli anni hanno generato discussioni: "Se i movimenti davanti casa potessero essere di un giro di droga? Non lo so, non me lo chiedere perché non lo so… Ho visto i Poggi tornare la sera dalla montagna accompagnati dalla polizia, ed io essendo qua ho visto. Hanno cominciato a dire che il figlio non era con loro, invece era con loro, al mattino li ho visti qui sul muretto, sia Giuseppe che Marco. Poi è arrivato Stasi con la mamma, era disperato, piangeva e mi ha fatto pena guarda. Se penso sia stato Stasi? No, è nata male la cosa, sono entrati cani e porci in quella casa. Poi voi giornalisti ci marciate". Il passaggio dedicato a Stasi fa pensare che le persone del luogo abbiano sempre nutrito dubbi sulle indagini sul ragazzo.
Storie Italiane: le parole dell’avvocata Taccia sulle prove del DNA
Dallo studio, Eleonora Daniele passa poi al collegamento con il luogo in cui sta lavorando il pool di Andrea Sempio, dove l’avvocata Angela Taccia ribadisce una posizione ferma sulle ultime analisi. Dice: "Si oggi lavoreremo come ieri. Come giudico la perizia Albani? Se ha parlato la dottoressa Baldi a riguardo, credo sia meglio che se parli io, noi abbiamo già detto la nostra. Probatoriamente parlando ad oggi la perizia non vale granché, con tutto il rispetto per la dottoressa Albani che stimiamo moltissimo". Poi la legale aggiunge con una certa insofferenza: "Se avrà peso? Mi chiedete sempre le stesse cose. Se c’è qualcosa che mi preoccupa? No, perché sono convinta dell’estraneità di Andrea Sempio, tutto quello che uscirà si potrà quindi spiegare in qualche modo, no? Non mi sbilancio se chiederemo un’ulteriore prova dopo il 18 dicembre, si va e si vede. Quello che bisogna affrontare si affronta, quello che si dovrà fare si farà". Prosegue poi con un tono convinto: "Le tracce di dna sotto le unghie direi che la pistola fumante proprio non sono, ma andrà tutto valutato insieme agli elementi delle indagini tradizionali. Se l’inchiesta di Brescia potrà aggravare il quadro? No non ci riguarda, si chiarirà tutto anche per quello. Mesi fa vi avevo accennato che qualche modo per scardinare l’archiviazione su Andrea Sempio l’avrebbero trovata. Vabbè, loro vogliono indagare, che indaghino, ma noi non ci occupiamo di quella roba lì. Andrea preferirebbe vivere un periodo diverso, ma le cose vanno affrontate no? Andrea ha parlato di accanimento? Questo lo dice lei, Andrea ha parlato solo di un periodo difficile".