Stefano De Martino, lo sfogo: "Io sex symbol? Mi infastidisce, non sono un pezzo di carne". Ma fa un'ammissione sul suo corpo

Stefano De Martino ha raccontato il suo rapporto con il corpo, il benessere e le etichette che vorrebbe lasciarsi alle spalle: cosa succede nella vita del Direttore artistico di Sanremo.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Stefano De Martino, lo sappiamo, è ormai uno dei volti più popolari della televisione italiana, ma nell’ultima intervista concessa a D di Repubblica ha mostrato un lato molto diverso rispetto a quello che il pubblico è abituato a vedere sul piccolo schermo. Ecco cosa ha raccontato il celebre conduttore di Affari Tuoi.

Stefano De Martino e il corpo come strumento di espressione

Per De Martino tutto parte dalla danza, che continua a considerare la sua vera radice espressiva e formativa. Quando gli viene chiesto del suo rapporto con il corpo, risponde senza esitazioni: "Il rapporto con il mio corpo passa sicuramente attraverso la danza. La mia adolescenza è stata un’adolescenza felice nei confronti del mio corpo, anche se è il momento in cui forse ti scopri di più, magari vai in crisi, inizi a piacerti meno o a non piacere. Invece, siccome il mio corpo era lo strumento per fare quello che mi piaceva, e l’ho sempre visto come tale, sono stato anche abituato al suo cambiamento negli anni. La carriera di un ballerino non è così lunga tu e impari a capire come cambia il tuo corpo, ad adeguarti. È un rapporto di consapevolezza". Un equilibrio che non si spezza nemmeno quando il fisico cambia: "Il corpo si riorganizza sempre. Dal lato artistico poi riesci sempre a trovare nuove forme di sperimentazione, nuovi punti di forza che sono dati dall’esperienza. Perdi il tono della gioventù, magari l’elasticità, però subentra altro. Quando capisci che è un processo non negativo, ma positivo, fai pace con tutti".

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Stefano De Martino tra palcoscenico e studio televisivo

Anche la televisione, per lui, non è mai stata un ambiente "freddo", ma una prosecuzione naturale della sua carriera. Non a caso racconta il suo approccio con una metafora precisa: "È proprio come dominare lo spazio, come contestualizzarmi all’interno dello spazio. Tutti gli studi li vivo come un palcoscenico: magari non hai la platea però ci sono le telecamere, bisogna capire subito qual è il fronte. Ho un approccio molto teatrale alla televisione".

E la danza, anche se meno presente in tv rispetto al passato, non è mai davvero scomparsa: "Ballo sì, nel salotto di casa no. Poco in televisione, perché mi sembra sempre di abusare un po’ del mezzo, però quando il contesto lo richiede, tipo nello spettacolo che faccio a teatro, e ci sono dei momenti di ballo, sì, ballo ancora. È ancora la cosa che mi fa sentire più libero, quella in cui mi riconosco di più perché lo faccio da tantissimi anni".

Il conduttore parla della disciplina e del sapersi ascoltare

Uno dei passaggi più significativi riguarda il modo in cui oggi affronta il tema del benessere, lontano dagli eccessi e molto più vicino all’ascolto quotidiano del corpo: "Mi ascolto tantissimo. A parte i vari trend che tutti seguiamo, come la skincare o la beauty routine, mi ascolto perché ho capito che non c’è una una cosa che va bene sempre. Quindi a seconda dei momenti, ‘hackero’ il mio corpo con l’alimentazione: se ho un momento di stanchezza, cerco di evitare cibi troppo processati o l’alcol. Sono molto disciplinato. E goloso, però la disciplina mi tiene nei ranghi, e l’unico modo per fare tante cose contemporaneamente è ascoltarsi". E con una battuta aggiunge anche una riflessione più ampia sul cambiamento culturale rispetto agli scorsi decenni: "Diciamo che il rock’n’roll non funziona più: quella cosa, secondo me, è finita. Forse non funzionava neanche allora".

L’etichetta di sex symbol e la distanza dall’immagine di belloccio

Tra i temi più discussi, inevitabilmente, anche quello della sua immagine pubblica. Alla definizione di sex symbol risponde in modo diretto e quasi spiazzante: "Mi infastidisce… No, non è una questione di fastidio: semplicemente è più una speranza, la mia, di essere tutt’altro. Il sex symbol è sempre un po’ un’etichetta banale, superficiale: sei un pezzo di carne che piace a qualcuno. Invece alla fine io sono molto meno affezionato alla mia immagine rispetto agli altri. Sono più affezionato al mio pensiero perché è quello che mi tradirà meno: il corpo so che a un certo punto mi abbandonerà. Per questo motivo non ci ho fatto troppo affidamento. È una cosa che va di pari passo, sono due basi comunicanti: se stai male mentalmente, molto probabilmente somatizzi e stai male fisicamente. Viceversa, quando la vita ti mette a dura prova, passare attraverso il fisico, attraverso la routine, dedicare del tempo al tuo corpo, all’alimentazione, allo stare bene, anche se stai male, aiuta. In qualche modo fa sì che anche nel cervello si sblocchino delle cose".


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