Stefano Bizzotto saluta la Rai, difende Lele Adani dalle polemiche ma chiarisce: “Sa di calcio. A me dà fastidio chi urla”
Il telecronista e storica voce dei tuffi e della vittoria dell’Italia a Euro 2020 va in pensione: “Mi piace pensare che il pubblico conservi questo di me”

Stefano Bizzotto dice addio alla Rai. Il telecronista, storica voce dei tuffi e della vittoria dell’Italia a Euro 2020, va infatti in pensione e ha parlato della sua decisione e della sua carriera in una lunga intervista a FanPage. Scopriamo cosa ha detto e tutti i dettagli.
Stefano Bizzotto, il saluto alla Rai e il commento su Lele Adani
Stefano Bizzotto chiude un capitolo lungo oltre trent’anni. Lo storico telecronista Rai, infatti, lascia il servizio pubblico in vista del pensionamento dopo aver raccontato generazioni di sportivi, dai Mondiali di calcio ai tuffi, passando per hockey, short track e tante altre discipline. Il giornalista ha ripercorso la propria carriera in un’ampia intervista a FanPage, parlando del futuro e intervenendo anche sul dibattito che ha accompagnato le telecronache dell’ultimo Mondiale, difendendo Lele Adani ma ribadendo una filosofia di racconto molto diversa dalla sua. Negli ultimi mesi il commentatore è stato al centro di numerose discussioni per il suo stile enfatico, soprattutto in occasione dei match di Lionel Messi e della sua Argentina. Bizzotto, però, ha respinto nettamente le polemiche: "Ho un bellissimo ricordo del Mondiale in Qatar con Lele. È un entusiasta ed è uno che sa di calcio. Con lui mi sono trovato molto bene". Parole che non cambiano però la sua idea di telecronaca, costruita in decenni di carriera e sempre lontana dagli eccessi. "Io credo che al microfono si sia ciò che si è nella vita. A me dà fastidio la gente che urla. Poi, per carità: se c’è una finale mondiale o se l’Italia vince l’Europeo ed entra un gol, ci mancherebbe altro che non si urlasse. Ma ci sono situazioni e situazioni. C’è molta gente che apprezza l’urlo e la tensione portata al massimo; io farei fatica a improvvisarmi in quelle vesti" ha spiegato Bizzotto.
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Entra nel canale WhatsAppLe telecronache storiche e le imprese raccontate da Bizzotto
La semifinale mondiale tra Spagna e Francia ai Mondiali 2026 andata in scena la scorsa settimana è stata, almeno per ora, l’ultima telecronaca di Stefano Bizzotto. Sul futuro, però, il telecronista ha preferito non sbilanciarsi: "Non so cosa succederà nel frattempo. Ho tante ferie e riposi da smaltire, quindi vedremo". Tra i ricordi più importanti restano le finali del Mondiale 2014 e di Euro 2020, quest’ultima commentata all’ultimo momento dopo il forfait di Alberto Rimedio per Covid-19. Un’occasione speciale che, nonostante il trionfo dell’Italia, Bizzotto vive ancora con una sfumatura particolare: "Subentrai in modo fortuito: provai solo a non rovinare il lavoro fatto dal collega fino a quel punto, ma la sento un po’ meno mia".
Se il calcio è stato il primo amore, Bizzotto rivendica con orgoglio anche il percorso costruito in discipline meno popolari. Su tutte i tuffi, raccontati per quindici anni e diventati quasi il suo marchio di fabbrica. "Mi piace pensare che il pubblico conservi questo di me" ha dichiarato ricordando le telecronache accanto a Oscar Bertone e le imprese di Tania Cagnotto. Adesso si apre una nuova fase. Dopo oltre tre decenni trascorsi davanti al microfono, Bizzotto guarda soprattutto al riposo, senza escludere di continuare a raccontare lo sport attraverso la scrittura, la forma narrativa che negli ultimi anni gli ha restituito il piacere di approfondire storie oltre i tempi stretti della televisione.