Giovanna Mezzogiorno trascinata in una gara spietata contro cinque candidati: il colloquio di lavoro più folle di sempre sbarca al cinema
L'attrice torna protagonista al cinema con un film che è un vera e propria gara tra sei candidati all'interno di un colloquio di lavoro

Giovanna Mezzogiorno sta per fare il suo ritorno al cinema con un film che mostra al pubblico quanto un colloquio di lavoro possa diventare una gara senza esclusione di colpi.
Si chiama Sotto a chi tocca il film in questione, con cui Giorgio Pasotti torna dietro la macchina da presa. Lo fa portando sul grande schermo, dal prossimo 8 ottobre (con Adler Entertainment), una riflessione amara sul cinismo che domina il mondo professionale d’oggi. Oltre a dirigere, Pasotti recita nel film affiancato da un cast di primo piano che vede protagonisti la Mezzogiorno, Rocco Papaleo e Stefano Fresi.
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Entra nel canale WhatsAppSotto a chi tocca, la trama del film con Giovanna Mezzogiorno
La vicenda si sviluppa tutta all’interno di una stanza dove sei persone aspettano di essere chiamate per un colloquio di lavoro cruciale. Quella che doveva essere una normale selezione si trasforma però in un vero e proprio gioco d’astuzia e sopravvivenza emotiva: tra prove senza senso e la regola ferrea che squalifica chiunque varchi la soglia per uscire, la tensione sale rapidamente. Tra i candidati scattano strategie, intese passeggere e diffidenze, facendo venire a galla le loro reali ambizioni insieme a tante debolezze. L’intento del regista è quello di unire le atmosfere del thriller psicologico – capaci di mettere in luce le ansie da prestazione della vita odierna – con il tono tagliente della commedia all’italiana.
Un film ‘faticoso’: le parole di Giovanna Mezzogiorno e gli altri protagonisti
Scritta a quattro mani con Federico Baccomo, la storia sfrutta il paradosso e il grottesco per strappare un sorriso anche di fronte a situazioni decisamente spietate.
L’impostazione quasi teatrale del film ha richiesto un grande sforzo interpretativo: Giovanna Mezzogiorno ha evidenziato come la mancanza di azione e la concentrazione in un unico ambiente facciano gravare tutto il peso del racconto sulla forza dei dialoghi e sui cambiamenti d’animo dei protagonisti, fino ad arrivare a un finale spiazzante.
Rocco Papaleo ha richiamato l’attenzione sulla regia, sottolineando l’uso di piani sequenza molto lunghi che hanno imposto agli attori una recitazione fluida e una tenuta mnemonica fuori dal comune. Stefano Fresi, infine, si è detto colpito dal messaggio di fondo, sottolineando come la trama racconti una realtà molto vicina ai giovani di oggi, continuamente sottoposti al giudizio altrui e abituati a logiche di selezione fin troppo rigide.
